Vaso

Ieri leggo questo articolo: Stalker. Nella marea di gente che non capisce che NO significa NO e che rompe l’anima prima, dopo o durante una relazione [o pure senza relazione perchè è immaginaria], questa signora rappresenta un caso notevole. Ha creato un falso account sui social a nome dell’ex fidanzato, pubblicato le sue foto nudo e tentato di estorcergli del denaro. Vabbè. Ce ne sono mille di casi così. Giusto. L’originalità sta nel fatto che ha chiesto che lui le comprasse un vaso. Un vaso. UN VASO??? Estorci denaro a uno perchè ti compri un vaso?? Un vaso Ming (vi è partita la musichetta di Flash Gordon? Ognuno ha le sue croci.), come minimo! Un vaso etrusco o greco (quello che andava messo in salvo, magari. Ne ho già parlato: CU: call me maybe)! Il famoso pitale di D’Annunzio? Insomma, un vaso raro? No, un vaso da 800 euro. Che è una bella cifra – ci mancherebbe – ma vale una denuncia per estorsione? Direi di no. Comunque, per farmi un’idea di come fosse un vaso da 800 euro, l’ho cercato su eBay. Spero non fosse questo: vaso animalier. D’altra parte, figlia mia, prendi piuttosto questi due in granito: coppia di vasi! Almeno gli viene un’ernia quando te li porta!!*

* I vasi non sono miei e non conosco manco i proprietari, se qualcuno fosse interessato, sono davvero in vendita. Ecco, siccome ai blogger che fan pubblicità mandano la roba di cui han fatto lo spot, vorrei che fosse chiaro un messaggio fin da ora: NO VASI, SI DOLCI. Ma vedo che Herr Haribo da quell’orecchio non ci sente…

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Mail, boxes & garage

Leggendo il giornale stamattina scopro che un postino non ha consegnato la posta per 8 anni: si veda link. Cosa ne ha fatto? L’ha conservata in garage. Ok. Qualcuno gli dica che la collezione di francobolli non si fa così. Comunque adesso pare che le Poste la smisteranno di nuovo, ‘sta montagna di corrispondenza, e la manderanno ai legittimi proprietari. Ora, care Poste Italiane, io mi farei due domande perchè in 8 ANNI [insisto e ribadisco: 8 ANNI], non ve ne siete accorti. Non è possibile che nessuno si sia lamentato e abbia protestato con almeno due bestemmie (è la regione, contestualizzo) allo sportello!! Ma non ci credo, dai! Io, che sono pigra al punto che esiste il detto: “Attaccarsi come S. al divano”, vi ho chiamato dopo due mesi perchè non ricevevo l’estratto conto. E dentro ci sono talmente tanti soldi che se al loro posto uso quelli del Monopoli, un caffè lo rimedio. Liscio. A parte questo, parliamo del dramma di questa gente che si vedrà recapitare:

– cartelle esattoriali e bollette del 2010 e degli anni seguenti. Utile. Soprattutto se nel mentre mi han tagliato luce, gas, telefono, acqua, ecc. Gente che vive da anni come un pipistrello in casa propria [a Batman la posta arrivava? Domandiamocelo.] o che è stata sfrattata senza apparente motivo. Ingiunzione di sfratto? Quale ingiunzione?

– pubblicità per le elezioni regionali del 2010 e seguenti. Parte il torneo di “ce l’ho, mi manca”? Trasformo i volantini con le facce sorridenti dei politici in poster? Mmmhmm, prevedo un incremento nella vendita di freccette. E gente molto più rilassata in giro.

– inviti ai matrimoni. Ora, porca miseria, al matrimonio di mia cugina Matilde non ci sono andata perchè manco l’invito mi aveva mandato e adesso mi tocca farle il regalo e chiedere PURE scusa!!

– pacchi. Ho capito come sono andate davvero le cose. Nei pacchi c’era del cibo, che con il tempo ha preso vita e, sfruttano la distrazione del Postino [magari mentre era al lavoro… Sì, vabbè.], è riuscito a scappare e a chiedere aiuto. Un minuto di silenzio per la scamorza, che invece  non ce l’ha fatta.

– pubblicità varia. Visto il Carnevale, finiranno tutte in coriandoli.

Il postino suppongo che lo licenzieranno e mi chiedo, con le sue capacità, chi lo assumerà. Forse la De Filippi a “C’è posta per te”? No, là lo beccano subito. La De Filippi: “Hai consegnato la lettera?”. Lui: “Sì, certo, ma purtroppo Asdrubala non ha accettato l’invito.” Parte il video: lui che va in giro in bicicletta ed entra nel suo garage.

Il coinqui(lino)

Essendo passato un po’ di tempo e non avendo ricevuto alcuna rappresaglia, do per assodato che né lo Stanziale, né il mio ex-coinquilino leggano questo blog e scrivo quindi la seconda parte con le caretteristiche del secondo, dopo aver già parlato del primo qui. Il mio coinquilino era quello che:

  • andava in giro solo in bicicletta e non predeva “i mezzi” perchè “è da BARBONI” e poi “costa un BOTTO”. 35 euro di abbonamento per un mese. Il prezzo di un giro di aperitivi con due amici, in pratica. E la barbona sono io.
  • quando ho chiesto le chiavi, mi ha minacciato: “Chiudi SEMPRE, ché se entrano i ladri, poi ti faccio pagare i danni. Ho un computer da 2000 euro!!“. Il mio costa 1500. Fammi piangere.
  • si lamentava che non buttavo la spazzatura (secco) e le chiavi della cantina le aveva SOLO lui. Manco fossero state le chiavi del caveau di una banca svizzera. Aveva un evidente problema con le chiavi. Oppure ci teneva la serra di rosmarino (si veda punto successivo). Alla fine, esasperata, le chiedevo al portinaio, che mi guardava con compassione.
  • si sfasciava di rosmarino e l’ho già detto. Mi fece tenerezza la madre che un giorno mi disse: “Poverino! Lo vedo sempre così stressato!” Signora, quello ride SEMPRE ed è MOLTO rilassato, si fidi.
  • un giorno mi disse, testuale: ‘Però! Ne bevi di vino!‘ riferendosi alle QUATTRO bottiglie di vino che stavo buttando e avevo bevuto nei SEI mesi che ero stata là. Ora, giovane, fammi capire: tu ti bevi una cassa di birra in tre una sera sì e una sera anche; torni venerdì e sabato devastato oppure fai una festa a casa, con il medesimo risultato, e mi dai dell’alcolizzata?? Ma metti giù quel rosmarino!

Infine, uno dei nostri ultimi dialoghi:

Io: “Senti, ma come facciamo per il rinnovo del mio contratto, che scade tra poco [di lì a due settimane]?

Lui: “Ah, sì, scusa, mi son dimenticato: ho trovato un altro e devi andar via.

A dicembre. A Milano.

Buon Natale anche a te!

Mangia ‘sta minestra

Siamo a cena dai miei genitori e la Costante I critica un mio comportamento [ho una memoria selettiva e non mi ricordo cosa di preciso]. I miei annuiscono e gli danno ragione. Faccio notare che l’aver allargato la famiglia ha comportato solo un aumento di persone che mi insultano e che si danno pacche sulle spalle compiaciute. MAI uno che prenda le mie difese. Manco per sbaglio. Manco a Natale, ché siam tutti più buoni.

Io: “Insomma! Guarda che ti lamenti del brodo caldo!

Loro, in coro: Grasso! Il brodo era grasso!!”. Ridono.

Io: “Nel mio caso, il brodo è CALDO.

Mia mamma: “No, qua il brodo è GRASSO e basta!“. Ridono.

Da voi è Natale? Chiedo perchè qua mi par che sia un po’ in ritardo.

Il che mi ricorda un aneddoto di famiglia. Uno zio di mia mamma (chiamiamolo Nane, che ci sta) torna a casa dal lavoro e si lamenta con la sorella, che gli ha fatto da mangiare: “Che schifo mi hai fatto, Maria?? Ma insomma! Cosa ci vorrà per fare una minestra?? Torno a casa e neanche un piatto decente! Neanche ai maiali la puoi dare!!” [tradotto dal friulano e con bestemmie censurate]. La zia Maria schiuma di rabbia, gliene dice di ogni e porta via il piatto. Lo zio Nane resta senza cena. La sera seguente, lo zio Nane è di nuovo a tavola, zia Maria porta la minestra e lo guarda con aria di sfida. Lui esclama: “Brava Maria! Questa che è una minestra BUONA! Tanto ci voleva??“. Era quella riscaldata del giorno prima. Credo che l’ingrediente segreto fosse lo sputo. O la forfora dei capelli. O lo sporco che si accumula sotto le unghie. Il cerume invece lo teneva per caramellizzare la crème brûlée.

Morale: Don’t f*ck with zia Maria.

Sulla strada

Nel giro di due giorni, mentre percorro le strade grigie e umidicce del profondo nord-est sulla mia auto da anziano (la Panda), indossando, per entrare meglio nella parte, un cappello, gli occhiali da Mr Magoo e la maglia di lana, noto i comportamenti curiosi dei conducenti che mi precedono:

  1. Ragazza che si pettina con la spazzola, mentre guida, utilizzando lo specchietto retrovisore. Attività che la porta a sbandare verso destra. Sempre più a destra. Molto a destra. Risultato: schiva un platano per un soffio. Io mi spavento (molto) per lei. Quella si ferma in una piazzola poco distante e scoppia a piangere. Insomma: pettinarsi in macchina non paga perché poi ti rovini il trucco che ti sei fatta poco prima e devi andare a cambiarti perché dallo spavento…ci siam capiti.
  2. Sto correndo sulla provinciale, strada molto trafficata e spesso congestionata e noto una macchina in lontananza. Penso vada piano. Mi avvicino. Mi convinco che vada molto piano. La guardo incuriosita perché mi chiedo QUANTO piano vada, visto che sembra ferma. Guardo meglio: è ferma. In mezzo alla carreggiata. Rallento perché suppongo si sia fermata per un guasto. Supposizione sbagliata perché poco distante, circa un metro dietro la macchina, a bordo strada, c’è un signore attempato, con il pene in mano (si può dire pene?), che fa pipì nel fosso. Sono una donna e sono stata incinta e SO – Dio mi è testimone! – SO che quando scappa, scappa, ma – parolacce in ordine alfabetico perché con Dio qui vicino se dico altro ci faccio brutta figura – ACCOSTA la macchina!!! FERMATI in una piazzola, in un bar, al cimitero, dove ti pare, ma non IN MEZZO alla strada!!! Per poco, dallo stupore, non vado fuori strada io…

Questo mi ricorda il tipo che, davanti a me in autostrada, si incanala nella corsia in cui si può pagare in contanti o con la carta di credito. Vedo che inserisce, con molta difficoltà e dopo aver provato ovunque, il biglietto nell’apposita fessura. A quel punto si apre lo sportello per le monete e quello ci butta la carta di credito. Giuro. Ho testimoni disposti a parlare.

Non so come l’abbiamo avuta la patente questi Casi Umani, ma non solo non gli farei guidare il carrello della spesa, ma neanche tagliare la pizza con la rotella. Una sarebbe capace di usarla per farsi la riga in mezzo, l’altro la userebbe per mettersi il catetere e l’ultimo butterebbe la pizza e si mangerebbe la rotella.