Romanticismo

Conversazione tra me e la Costante I, riguardo l’amore e la vita di coppia. Degli altri. Due babe (vecchie linguacciute e pettegole), di cui una con la barba.

Lui: “Uno nella vita cerca l’anima gemella.

Io: “Che noia ‘sta cosa da Harmony anni ’80! L’anima gemella?? Io direi piuttosto che si cerca qualcuno di complementare. Insomma: aveva ragione Platone con il discorso dell’altra metà che ci manca e da cui siamo stati separati. Per capirsi: l’altra metà della mela.*”

Lui: “Quella con il verme?

Io: “Per forza ha il verme.”.

Non per vantarmi, ma in alcuni casi (passati e appassiti) nell’altra metà c’eran così tanti vermi che sarei potuta andare a pesca e i pesci avrebbero abboccato anche se fossi stata seduta sulla riva ad aspettare il cadavere dei miei ex.

* Allego testimonianza di un certo spessore:

Venezia è una Spa

Secondo Tiziano Scarpa “Venezia è un pesce”. Secondo me, invece, Venezia è una spa. Pensateci un momento:

  • SAUNA: basta andarci d’estate;
  • BAGNO TURCO: in molti posti ci son le turche e comunque in tanti bagni ho visto cose turche. Siamo là.
  • AROMATERAPIA: Chiudete gli occhi e fermatevi in un punto qualsiasi: odore da freschin (uova marce) o da alghe e cozze in putrefazione (grazie alla marea), soffritto o saor 24h, gabbiani che scappano con l’immondizia e la lasciano ovunque, ecc. Sono aromi. Non stiamo qua a sottilizzare.
  • MASSAGGI: in vaporetto si sta talmente stretti che o ti massaggia il sedile rigido o l’angolo a cui ti sei appoggiato o trovi qualcuno che te lo fa gratis.
  • TRATTAMENTO CON FANGO E ARGILLA: l’acqua alta tira su tutto, ma proprio tutto;
  • OLIOTERAPIA: ringraziamo Marghera;
  • GROTTA DI SALE: ci sono i Magazzini del Sale, uno poi si organizza;
  • STONE THERAPY: d’estate, con i masegni incandescenti, uno si sdraia e voilà.
  • PISCINA: la gente si butta in canale e non sempre va a finire bene.

Naturalmente non ho detto che la città sia un c*sso. Oltretutto il bagno è LA STANZA fondamentale di una casa. A meno che non vi piaccia innaffiare e concimar le petunie in giardino tutte le sere o collezionar contenitori in ogni stanza e le mosche in salotto (e cito). Nel caso, sono usanze isolate. Isolate per forza perché se non vi isolate voi, vi isolano gli altri. E torniamo all’isola. Leggo poco fa (qui) che due signori han deciso che non volevano seguire il detto inglese “Get a room!” (Pigliatevi una stanza – e fate le vostre cose in privato) e han preferito il “Get a pontile because this is Venice, not Sparta, checcefrega?”. Ora, io capisco l’impulsività, ma TUTTI gli anni ‘sta cosa? Ma fate a gara? Cito alcuni fenomeni:

  • quelli che si gettano dal ponte di Rialto (uno è finito su un motoscafo) o, più recentemente, di Calatrava;
  • gente che fa il bagno in canale come se fosse una piscina e non ci fossero motoscafi, gondole, barchini e vaporetti che girano;
  • quelli che ‘o famo strano’ * su ponti e pontili, gondole e fontane;
  • quelli che ‘i bagni non ci sono, la faccio dove capita’ oppure ‘i bagni ci sono, ma la faccio comunque dove capita perché fa ribelle e senza Dio” oppure ‘chissà perché in ogni angolo di Venezia c’è questa cosa che se faccio pipì mi bagno tutto? Aspetta che le provo tutte!!”. Per la cronaca sono le Pissotte. 

Quindi, vedete che ho ragione io? Venezia è una (bellissima) Spa.

* Per chi se lo fosse perso:

Logica infantile / 3

ATTENZIONE!! In questo post sono presenti riferimenti a crudeltà nei confronti di crostacei e imenotteri. Gli animi sensibili sono pregati di NON leggere. Che poi non finisca come l’altra volta: Pecore in Grecia.

Il Fattore M compra delle canoce (cicale di mare) al mercato. Gertrude (bambina treenne che accudiamo) vuole vederle perché sono vive e si muovono. Mia madre deve cucinarle (poracce) e allora io ho un’idea: ne metto una in una terrina piena d’acqua (dolce).

Lo so, è una cattiveria, ma fin da piccola catturavo calabroni e/o bombi e/o api con i barattoli e li facevo morire asfissiati. Quindi guardate il lato positivo: non son diventata un serial killer.

Nella terrina la cicala gira e rigira. Gertrude è raggiante. Nel mentre le altre cicale son morte da un pezzo senza che la bimba se ne accorgesse. Io e il Fattore M eravamo preoccupate che si traumatizzasse. Per inciso: la bambina si traumatizza a veder cuocere degli insetti cicciotti, ma quando io, a circa 6 anni, ho visto sgozzare da mio nonno e i miei zii un maiale, il problema non c’era. Ad un certo punto, il dramma.

Gertrude: “Non si muove più!” e mi guarda.

Constato il decesso e cerco di distrarre Gertrude, ma lei è in fissa e non ci pensa neanche.

Io: “Eh, no. Sarà stanca… (pausa) Giochiamo alle principesse che si trasformano in bonsai?

Getrude, perplessa: “Se la tocco si muove?

Io: “Eh, non so…ma non vuoi guardare Peppa Pig?

Gertrude: “No. La tocco?

Io: “Ma no, lasciala stare, magari dorme… (pausa) Non vuoi pettinarmi e mettermi elastici e mollette?

Gertrude, testarda: “Nooo! Adesso la sveglio!

Io: “Ma no!! Poverina!! A te piace essere svegliata? (pausa) Dai che andiamo a disegnare sui muri!

Avendole proposto tutte cose che detesto, Gertrude fiuta l’inganno: “Ma è MORTA?

Io, dopo un attimo di esitazione, con aria lugubre: “Sì, è morta.

In pochi secondi penso che dovrò metterla in una scatola, seppellirla in giardino, dire due parole di cordoglio, consolare l’infante e pagare 10 sedute dallo psichiatra di tasca mia. Mentre rifletto quindi sulle parole giuste da dire per creare il minor impatto emotivo possibile, mi sento dire: “Ah, allora la cuciniamo e la mangiamo!“. Scende dallo sgabello e prende la tovaglia per apparecchiare. Ah.

Andiamo, andiamo…

Oggi mi è venuto in mente che non ho scritto nulla sull’ultimo video realizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia durante lo scavo del 2016. Vi ricordo i precedenti: Monte Landro: la trilogia. Ora. Potevo esimermi? No. Ho dei doveri. Sì, ok, son passati sei mesi. Beh?! Ci dovevo riflettere. Molto. Il video:

DISCLAIMER: NESSUN ANIMALE E’ STATO MALTRATTATO NEANCHE DURANTE LA PRODUZIONE DI QUESTO FILMATO. SUGLI ARCHEOLOGI (anche questa volta), NON GARANTISCO.

Questa volta ci mostrano le loro qualità nascoste. Che son più furbi di Indiana Jones? Indiana chi? Quel figlio di papà (ricordo che era interpretato da Sean Connery, alias 007, mica Austin Powers…) tanto pigro che prendeva le cose con la frusta? No. Meglio! Più agili e armati di Lara Croft? Quella che ha lo stesso vestito da anni? Giusto il the delle cinque potrebbe fargli! Più trendy di Adèle Blanc-Sec con la mummia di Patmosis in salotto? Beh, ammetto che guidare uno pterodattilo non è da tutti, Résultat de recherche d'images pour "adele blanc sec pterodactyle"ma non ha mai viaggiato sul mezzo di trasporto più pericoloso del Mondo: il pulmino scolastico. Da questo si riconoscono gli archeologi veri, quelli intrepidi: si siedono (scomodi) sul pulmino giallo e sfidano la morte percorrendo stradine impervie, sull’orlo di precipizi, che manco gli Etruschi volevano più usarle e lo fanno, per giunta, al ritmo di danza. Apotropaica. Per forza. Questi sono eroi, per Tinia (Giove se siete Romani, Zeus se siete Greci, Dio se siete pigri e li avete compattati tutti in uno, ché si fa prima. Faccio notare che tutti girano con i fulmini in mano. Un po’ come le mamme con le ciabatte, ma meno minacciosi.)!

Vogliamo poi parlare delle loro doti artistiche? Delle coreografie rivoluzionarie che non vedevo dalla festa del mio paese (la cui patrona è Santa Lucia, a cui han cavato gli occhi. Un motivo ci sarà…) e dal matrimonio di mia cugina Sandra, nell’84?! No, sul serio: quando escono dalle tombe come gli zombie mi è venuta la pelle d’oca e ho chiamato Romero (se non sapete chi sia, datevi una badilata di cenere in testa e guardate questo link: Romero). Con tutto il sonno che ho perso per colpa sua, se lo meritava. Comunque – insisto – se li vedono la De Filippi o la Carlucci, è la fine. Io me la immagino la versione archeologica di Amici, con il serale negli ipogei; oppure la giuria di Ballando con le Stelle, che alza pale e picconi invece delle palette. Pensateci.

In realtà potrebbero anche partecipare all’Isola perchè tanto alle ristrettezze sono abituati e si adattano a qualunque situazione. Ecco, probabilmente sarebbero gli unici concorrenti a tornare a casa ingrassati e belli rilassati. Forse questo non farebbe molta audience. Punterei su un reality pensato per loro, con una serie di difficoltà: stai partendo per lo scavo, ma la tua Università taglia i fondi; i tombaroli ti minacciano di morte; gli studenti credono di stare in un Club Med; sei finito nella Casa delle sfighe e ti piove dentro, ci sono i topi e ti si allaga il salotto (tratto da una storia vera: Scary scavi); ti hanno detto che la casa aveva otto posti letto, ma hanno incluso anche la tavola e la vasca da bagno. Tu che fai? Attenzione: l’utilizzo di picconi è severamente vietato. No, vabbé, dovrebbero scavare in bikini e sarebbe un casino.

Insomma: mi mancheranno questi filmati, visto che si trattava dell’ultima campagna di scavo, soprattutto perchè il prossimo video sarebbe stato (per forza!) sulle note di questo:

Restando in tema, quando l’altra volta ho scritto: “arrampicandosi in luoghi inaccessibili che manco le capre tibetane“, mi sa che mi han preso in parola. E infatti eccole là, le capre. Sia chiaro che non si tratta di un insulto di sgarbiana memoria, ma proprio di capre. Questi vanno in luoghi dove osano solo le capre. Io mi farei delle domande ma non so se sopravviverei per sentire la risposta.

Fidelity Card

Qualcuno forse si sarà accorto che passo parecchio tempo in Ospedale o a fare esami vari. Incredibilmente non si tratta di strutture psichiatriche, ma di luoghi in cui mi curano per vari malanni che, dopo i trenta, hanno portato ad un certo decadimento fisico. Il mio è particolarmente marcato e tra un po’ mi faranno lo sconto pensionati. O la Fidelity Card. Guardate che sarebbe un’idea di marketing strepitosa! Una cosa tipo: “Con la nostra Tessera Fedeltà, ogni dieci esami delle urine un catetere è in OMAGGIO! Potete scegliere tra i colori moda giallo o rosso!!” oppure “Ad ogni coprocultura effettetuata corretamente, la colonscopia la offriamo noi!! Affrettatevi!! L’anestesia è solo per i primi dieci!!”. A ben guardare forse non funzionerebbe così bene. Seguono aneddoti riguardanti alcune delle mie esperienze:

  • mi stanno operando al seno e l’assistente dice al chirurgo: “Dottore, questo lo togliamo, vero?” e lui: “No, è una ghiandola galattifera. Le servirà.“. Grazie all’ottima sedazione che mi han dato, per cui inviterei tutti a farsi operare con lo stesso anestesista, sono stata sul punto di chiedere gentilmente: “Scusi, non vorrei sembrare scortese, ma potrebbe allontanare la dottoressa dal mio seno, per cortesia?“. Invece non ho detto niente perchè ho pensato: “Poverina, deve fare esperienza anche lei“. Ripeto: mi han dato dei calmanti che al confronto il Valium serve per i gargarismi.Questa l’avrei cercata poi per saltarle alla giugulare ma aveva la mascherina e poi, francamente, in questi casi il tempismo è tutto.
  • Vado in ospedale per fissare un intervento e la segretaria (!!!) di Ginecologia mi informa del fatto che: “Ma questa operazione secondo me non la deve fare.” e io: “Guardi che due medici mi hanno fatto questa impegnativa. [e aggiungo ironica] Dice che si sbaglino?“. Lei, pronta: “Secondo me, le conviene prima fare un altro esame.” e io, innervosita: “Guardi che l’ho già fatto!“. Quella, non del tutto convinta: “Gli esiti li ha qui? Me li fa vedere?“. Ok, mi dice che turni fa, che così vengo quando è di riposo? I dottori studiano quindici anni e poi arriva lei a far le diagnosi allo sportello? Ho capito che l’anestesista ha roba buona ma non abusiamone, ok?
  • mi fanno l’anestesia e l’infermiera: “Ha freddo? Vuole la coperta?” e io: “Sì, non ho freddo. Cioè, no, ho caldo. No! Volevo dire che la coperta…“. Mi sorride con compassione: “Sì o no? Non cerchi di fare discorsi complessi.“. Guardi che anche senza anestesia non è che vada tanto meglio…

Credevate che avrei parlato del mio parto? Ma vi pare? Non ne avete abbastanza dei racconti di vostra madre? Io sì, sono empatica e quindi niente resoconto del travaglio. Insistete? Vabbè. Sarò concisa: dolore sopportabile, arrivo in ospedale, dolore meno sopportabile, dilatazione, contrazioni, dilatazione, dolore insopportabile, contrazioni, spinte in cui MENTONO dicendoti che manca poco e invece quello è attaccato al cordone ombelicale come Rose alla porta nel naufragio del Titanic, dolore atroce in cui chiedi che te lo tolgano anche con un machete e al loro rifiuto dici che se il problema è legale, lo fai anche tu da sola, ulteriori spinte, dolore allucinante in cui faresti di tutto pur di farla finita (potrei aver firmato un patto con il Diavolo ma non me ne pento) e, infine, espulsione del Parassita. Mentre controllano che stia bene, le ostetriche si congratulano, tengono in mano un medusotto sanguinolento che è la placenta e ti ricuciono come un cotechino. Analogia non casuale perchè ti sembra di essere passata in un tritacarne. Comunque, nonostante sia uscito biondo e con gli occhi azzurri (suscitando una serie di sguardi allibiti e gomitate in sala parto), si è integrato subito al resto della famiglia perchè ha deciso di nascere il giorno di Natale. Giusto giusto per farmi perdere il pranzo e lo scarto dei regali. Ma non preoccupatevi perchè la mia famiglia mi è stata vicina: mentre io sgrocchiavo i grissini dell’Ospedale, la Variabile Sigma mi mandava le foto di tutte le portate. Così, per farmi sentire a casa e rendermi partecipe. A dire il vero il più partecipe è stato il mio fegato: erano mesi che aspettava, causa dieta ferrea (si veda: La dieta), il pranzo di Natale. Poraccio.