Trova le differenze

Ho scoperto molte analogie tra Teniotto e un comune gatto domestico:

  • piange se ha fame e ti dà il tormento finchè non glielo dai;
  • ha SEMPRE fame, soprattutto quando tu dormi;
  • quando ha finito di mangiare, ti ignora finchè non ha di nuovo fame;
  • ti fissa mentre mangi finchè non gli dai qualcosa;
  • fa i suoi bisogni solo sul pulito;
  • quando ha finito i suoi bisogni, devi portarli via tu [ed è decisamente meglio svuotare la lettiera…];
  • butta per terra ogni cosa si trovi su una superficie piana e poi ti guarda con aria di sfida;
  • si sbava la mano e se la passa sulla testa o prende le sue cremine e se le spalma in testa (ha dei capelli stupendi. Prima o poi ci provo pure io perchè, francamente, posso solo migliorare);
  • gioca con i nastrini e impazzisce per i puntini rossi;
  • nonostante uno gli abbia comprato giocattoli stupendi, didattici, utili, frivoli, colorati, sonori, magici, benedetti e / o satanici, lui comunque gioca solo con: nastrini, carta, mollette, fazzoletti, scatole, utensili da cucina, ciabatte, calzini, bottiglie, ecc.;
  • cerca di entrare o sedersi nelle scatole (vedi foto);Image associée
  • gli piace MOLTO di più dove dormi tu;
  • se dorme con te, ti sveglia a testate;
  • graffia e morde;
  • se lo sgridi, ti guarda con sufficienza e come se il caso non fosse suo;
  • se gli dici di non toccare qualcosa toccherà SOLO quello e ignorerà qualsiasi altra cosa;
  • adora il divano;
  • non parla ed emette suoni incomprensibili;
  • impossibile scrivere al computer perchè deve battere sui tasti pure lui;
  • ti occupa TUTTA la memoria del pc e del telefono perchè gli fai 800 foto (non sta MAI fermo) e poi le mostri anche ai passanti mentre aspetti l’autobus dicendo frasi tipo: “Qui è buffissimo!” oppure “Guarda! Qui cercava di fare questo!” oppure “Qui dormiva” oppure “Anche qua dormiva” oppure “Non è STUPENDO quando dorme??” [la risposta è: NO!];
  • infine, ovviamente, sta pianificando la tua morte.
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La scelta

Sta per arrivare quel periodo dell’anno in cui ti ritrovi a dover operare delle scelte difficili, come quando ti chiedono: “Vuoi più bene alla mamma o al papà?” oppure “Preferisci un vasetto di Nutella o una vasca di Haribo (tipi a scelta)?” oppure “Ti piace di più George Clooney o Luca M. (ricordi di gioventù, non potete capire…e manco io, a distanza di anni)?“.

Insomma: manca poco al momento in cui toccherà scegliere tra pandoro e panettone. Non solo. Poi si dovrà pure decidere se con o senza canditi e/o uvetta, oppure quello con crema, cioccolato, torroncino, confetti, mandorle, pasta di zucchero, gelato, zucchero filato, gusci di noci, torsoli di mela, bucce di banana, cortecce di abete, paillettes, ghirlande dell’albero, lucette, stelle di Natale, due elfi crudi, le corna delle renne (le hanno, le hanno…) e scampoli del vestito di Babbo Natale. Come se non bastasse pioveranno post con gente schierata, con la spatola da dolce tra i denti e la tasca da pasticcere carica, per difendere il panettone dal pandoro e i canditi dall’uvetta. Son problemi che attanagliano il paese. Dei balocchi. O dei baiocchi.

Allora vi dico, con un mese di anticipo, la mia: quest’anno mi tiro fuori. Nell’annosa diatriba tra panettone e pandoro, con l’intrusione del tronchetto – che è un po’ come il dito tra moglie e marito – io mi astengo. Quest’anno alla domanda fatidica – che faranno, ovvio, e io li aspetterò al varco con il mandorlato che fan dalle mie parti e che è considerato un’arma impropria – io risponderò ferma e sicura. Panettone o pandoro? Gubana. Canditi o uvetta? Grappa.

Complimenti subliminali

L’altro giorno vado a casa dei miei e chiedo al Fattore M se posso prendere della marmellata, che ha fatto lei. Al suo assenso, prendo tre vasetti e le chiedo se ha una borsetta per trasportarli. Mi dà questa:

Dirmi direttamente: “Sei GRASSA, posa quei barattoli!!“, pareva indelicato. Apprezzo il tentativo. E mi mangio la marmellata per tirami su il morale. Niente, è un circolo vizioso. D’altra parte, in caso di calo glicemico, sarei capace di rapinare la gente che esce dalle pasticcerie. Ho anche già un paio di frasi ad effetto: “O il krapfen (alla crema) o la vita! Appoggia lentamente il vassoio di pasticcini e non ti succederà nulla!

 

Romanticismo

Conversazione tra me e la Costante I, riguardo l’amore e la vita di coppia. Degli altri. Due babe (vecchie linguacciute e pettegole), di cui una con la barba.

Lui: “Uno nella vita cerca l’anima gemella.

Io: “Che noia ‘sta cosa da Harmony anni ’80! L’anima gemella?? Io direi piuttosto che si cerca qualcuno di complementare. Insomma: aveva ragione Platone con il discorso dell’altra metà che ci manca e da cui siamo stati separati. Per capirsi: l’altra metà della mela.*”

Lui: “Quella con il verme?

Io: “Per forza ha il verme.”.

Non per vantarmi, ma in alcuni casi (passati e appassiti) nell’altra metà c’eran così tanti vermi che sarei potuta andare a pesca e i pesci avrebbero abboccato anche se fossi stata seduta sulla riva ad aspettare il cadavere dei miei ex.

* Allego testimonianza di un certo spessore:

Venezia è una Spa

Secondo Tiziano Scarpa “Venezia è un pesce”. Secondo me, invece, Venezia è una spa. Pensateci un momento:

  • SAUNA: basta andarci d’estate;
  • BAGNO TURCO: in molti posti ci son le turche e comunque in tanti bagni ho visto cose turche. Siamo là.
  • AROMATERAPIA: Chiudete gli occhi e fermatevi in un punto qualsiasi: odore da freschin (uova marce) o da alghe e cozze in putrefazione (grazie alla marea), soffritto o saor 24h, gabbiani che scappano con l’immondizia e la lasciano ovunque, ecc. Sono aromi. Non stiamo qua a sottilizzare.
  • MASSAGGI: in vaporetto si sta talmente stretti che o ti massaggia il sedile rigido o l’angolo a cui ti sei appoggiato o trovi qualcuno che te lo fa gratis.
  • TRATTAMENTO CON FANGO E ARGILLA: l’acqua alta tira su tutto, ma proprio tutto;
  • OLIOTERAPIA: ringraziamo Marghera;
  • GROTTA DI SALE: ci sono i Magazzini del Sale, uno poi si organizza;
  • STONE THERAPY: d’estate, con i masegni incandescenti, uno si sdraia e voilà.
  • PISCINA: la gente si butta in canale e non sempre va a finire bene.

Naturalmente non ho detto che la città sia un c*sso. Oltretutto il bagno è LA STANZA fondamentale di una casa. A meno che non vi piaccia innaffiare e concimar le petunie in giardino tutte le sere o collezionar contenitori in ogni stanza e le mosche in salotto (e cito). Nel caso, sono usanze isolate. Isolate per forza perché se non vi isolate voi, vi isolano gli altri. E torniamo all’isola. Leggo poco fa (qui) che due signori han deciso che non volevano seguire il detto inglese “Get a room!” (Pigliatevi una stanza – e fate le vostre cose in privato) e han preferito il “Get a pontile because this is Venice, not Sparta, checcefrega?”. Ora, io capisco l’impulsività, ma TUTTI gli anni ‘sta cosa? Ma fate a gara? Cito alcuni fenomeni:

  • quelli che si gettano dal ponte di Rialto (uno è finito su un motoscafo) o, più recentemente, di Calatrava;
  • gente che fa il bagno in canale come se fosse una piscina e non ci fossero motoscafi, gondole, barchini e vaporetti che girano;
  • quelli che ‘o famo strano’ * su ponti e pontili, gondole e fontane;
  • quelli che ‘i bagni non ci sono, la faccio dove capita’ oppure ‘i bagni ci sono, ma la faccio comunque dove capita perché fa ribelle e senza Dio” oppure ‘chissà perché in ogni angolo di Venezia c’è questa cosa che se faccio pipì mi bagno tutto? Aspetta che le provo tutte!!”. Per la cronaca sono le Pissotte. 

Quindi, vedete che ho ragione io? Venezia è una (bellissima) Spa.

* Per chi se lo fosse perso: