Grissino amaro

Sto guidando e Teniotto chiede insistentemente un grissino perchè dal seggiolino ne vede sul cruscotto una confezione aperta.

Teniotto: “Cre…cre…” [sta per crecker, ma intende grissino. Non è che faccia il panettiere, eh?!]

Sto per chiedere al Fattore M di dargli quello rimasto, ma vedo con la coda dell’occhio che ha già in mano la confezione.

Teniotto: “Cre…cre…

Il Fattore M tira fuori il grissino e appallottola la confezione.

Teniotto: “Cre…Cre…

Fattore M: “Oddio, scusa! La nonna si è mangiata l’ultimo!

Io: “Ti sei mangiata il SUO grissino??

Fattore M: “Eh, senza pensarci! Ma tanto adesso mangia.“. Erano le 11 e lui mangia alle 12-12.30.

Io: “Ma gliel’hai mangiato davvero?? Togli il pane di bocca a un bambino di un anno e mezzo? Ma…io non ho parole!

Fattore M: “Scusa Teniotto, la nonna non l’ha fatto apposta.” e gli dà l’involucro vuoto.

Cioè, fammi capire: io ho FAME e tu mi dai un sacchettino di plastica VUOTO??

Teniotto lo butta via e continua: “Cre…cre…“. A quel punto, tuttavia, credo che volesse dire: “CRIC, prendi il CRIC e dà ‘na botta in testa a nonna!”.

Ne avevo un’altra confezione in borsa. Nessun Teniotto è stato maltrattato durante questo aneddoto. La vita è dura, meglio prepararlo fin da subito.

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La vincita

Sono in un centro commerciale con la Variabile Σ e le propongo: “Senti: ci fermiamo qua, ché prendo un Gratta e Vinci?“.

Lei si blocca, mi guarda e si informa: “Siamo messi così male?

Io, grave: “Sì. Ed è solo la punta dell’iceberg.“.

Mi faccio dare un Gratta e Vinci da due euro, pago e ce ne andiamo. Arrivata a casa me lo dimentico e passano i giorni.

Una decina di giorni fa, mentre sto mettendo un po’ in ordine lo ritrovo, lo gratto e scopro di aver vinto due euro. Evviva! Compro la villa a Capri! Capri è il mio stercoraro, a cui comprerò del concime e gli dirò che è una villa. Mi crederà. Avete mai sentito dire: “Furbo come uno stercoraro”? Non a caso.

Informo la Variabile Σ: “Ah, ma sai che ho vinto con il Gratta e Vinci?

Variabile Σ: “Quanto ABBIAMO VINTO?

Io: “Abbiamo chi?? L’idea era MIA e i soldi erano MIEI!!

Variabile Σ: “Beh? Ti ho AUTORIZZATO a prenderlo, mi merito una percentuale.

Io: “Comunque HO VINTO due euro.

Variabile Σ: “Ah, ok, dai! Te li lascio!

Troppo buona. Un cuore d’oro, introvabile come quello dei confetti Crispo e che sta a metà strada tra gli unicorni e i wombat (vedi foto).

Qualche giorno dopo vado a casa dei miei e lo dò a mio padre chiedendogli di incassare la vincita al mio posto, visto che stava uscendo. Prende il biglietto e io, di nuovo, me ne dimentico. Ieri gli chiedo se abbia portato o meno il biglietto. Mi dice di sì.

Io: “Eh, ok. [lo guardo interrogativa per un minuto] E i due euro?“.

Lui: “Per il disturbo!“.

Adesso mi spiego perchè sono quella più povera della famiglia.

After eight

Bene, ho lasciato passare mesi dal precedente post su Teniotto. Ah, non son neanche due mesi? Eh. Come passa il tempo quando ti diverti… Comunque vi siete schivati il post intitolato “Bau 7 Te!!“, io ringrazierei.

Ho scoperto di avere delle nuove skills. Ad esempio sono diventata ambidestra e riesco a fare qualsiasi cosa con lui in braccio. L’altro giorno ho completato un cruciverba scrivendo con la sinistra e facendo colazione con la destra, mentre lui mangiava. L’altra novità è che svolgo una funzione lassativa. Prima la faceva mentre era in braccio, adesso invece mi guarda da una certa distanza. Un progresso. Me ne sono fatta una ragione; tuttavia, che mi guardi ed espleti le sue funzioni corporali, lo trovo un FILINO insultante. D’altra parte potrebbe tornare utile per una futura carriera. Mi potrei proporre per la pubblicità della Activia. Se sul vasetto poi ci mettono la mia foto, la gente avrà un risultato GARANTITO. A parte questo, constato che:

  1. La lavatrice è la mia migliore amica. Senza di lei? Il nulla, il terrore, l’Isis, le briciole nel letto, il caffè finito, il Velociraptor alla porta, mia madre che dice “Hai un minuto?” e poi finisco in un buco nero e mi risveglio che son passate sei ore, si apre una porta spazio-temporale e mi ritrovo nel 1800, quando si stava peggio, ma si stava meglio e muoio di tisi, ecc.
  2. Il mio seno non ha mai visto così tanta luce. Non fossi bianco-blu cadavere, direi che si è abbronzato.
  3. Ho passato anni a volere un seno più grande, per poi scoprire che tanto nessuno lo avrebbe mai guardato con la stessa adorazione di Teniotto.
  4. Teniotto è pulito e profuma di buono. Io invece – nella migliore delle ipotesi – sono coperta di bava, rigurgito e deiezioni varie (molto varie e variopinte). Va da sé che la doccia diventa il momento migliore della mia giornata. Evvai!!
  5. Per allattarlo è necessario essere molto elastici, trovare sempre nuove posizioni ed avere due braccia che Braccio di Ferro (vedi foto), levati proprio! Immagine correlataMaturo quindi l’idea di scrivere un libro, che suoni più o meno così: “Fare tesoro delle nozioni del kamasutra imparate durante il concepimento e riadattarle all’allattamento.”. Capisco che ci sarebbe un problema di marketing.
  6. Sono diventata un canzoniere e storpio tutte le canzoni che mi vengono in mente. Alcuni dei testi: “Sono un coniglietto e salto nel letto / sono un coniglietto, il re del dispetto.”  oppure  “Sono la mucca MU, la mucca mu mu mu (ripete per 7-8 volte) / Sono la mucca LA, la mucca la, la, la. (ripetere 7/8 volte).” [esiste la versione francese: “Je suis la vache qui rit (riferimento al noto formaggino per bambini) / je suis la vache, ah ah”, da ripetere ad libitum]   oppure   “Io ho una bici-bici-bici-bicicletta e vado in giro-giro-giro-giro per il mondo, con la mia bici-bici-bici-bici-bicicletta io vado in giro-giro-giro-giro per il mondo.” oppure  (su base tecno) “I’m the baby in the box/ su le mani!!! Su i piedini!!! [con variante: I’m the rabbit in the hole / su le zampeeee!!!]”. La prolattina ti brucia i neuroni e non la posso manco associare alla biscottolina o al panino nutellino.
  7. Andare a farmi il colore dalla parrucchiera è l’evento principale della mia vita in questi mesi. Sono felice come se mi avessero invitato alla notte degli Oscar. Ma chi? Io? Oddio che onore!! E non devo fare il red carpet? Sicuri? Che poi, se mi passassero sopra, livellandomi con un mattarello, in lunghezza forse ci arriverei pure. Con tutto quel sangue poi, sarei red per forza. Ho anche l’effetto velluto e non sto a spiegarvi perchè.

Romanticismo

Conversazione tra me e la Costante I, riguardo l’amore e la vita di coppia. Degli altri. Due babe (vecchie linguacciute e pettegole), di cui una con la barba.

Lui: “Uno nella vita cerca l’anima gemella.

Io: “Che noia ‘sta cosa da Harmony anni ’80! L’anima gemella?? Io direi piuttosto che si cerca qualcuno di complementare. Insomma: aveva ragione Platone con il discorso dell’altra metà che ci manca e da cui siamo stati separati. Per capirsi: l’altra metà della mela.*”

Lui: “Quella con il verme?

Io: “Per forza ha il verme.”.

Non per vantarmi, ma in alcuni casi (passati e appassiti) nell’altra metà c’eran così tanti vermi che sarei potuta andare a pesca e i pesci avrebbero abboccato anche se fossi stata seduta sulla riva ad aspettare il cadavere dei miei ex.

* Allego testimonianza di un certo spessore:

Pannocchie

L’ultima volta si parlava di crostacei (Logica infantile) e mi è tornato in mente un aneddoto. Sì, siccome non mi succede nulla, mi rifugio nei ricordi del passato. Come i vecchi.

Il tutto si svolge durante un’uscita a quattro: io, la Costante I, una mia amica X e il suo fidanzato Y [anonimi perché se continuo a “parlar male” degli amici, me ne restano due. Di cui uno immaginario]. Dobbiamo ordinare e X mi chiede sottovoce: “Ma cosa sono le pannocchie (di mare)?” e io, che son preparata solo sul cibo, rispondo pronta: “Le cicale di mare, canocchie, da noi canoce!”.

Tempo cinque minuti, visto che la Costante I non conosce un piatto, Y si gira verso la mia amica e chiede: “Scusa, ma le pannocchie voi come le chiamate?” e lei, con aria di una che la sa lunga: “Si chiamano cicale di mare o canocchie. Da noi, canoce.”. Spetta, spetta, spetta. Dov’è che l’ho già sentita ‘sta cosa? Una faccia di bronzo che ci potevan far i cavalli di San Marco (vedi foto). Risultati immagini per cavalli di san marcoPensavate che a Venezia ci fossero solo i piccioni? Nel caso, vi pare che i Veneziani potessero fare una statua ai piccioni? Primo: li odiano. Secondo: ce n’è almeno uno (vivo) su ogni statua. Terzo: lo sguardo idiota resta anche se uno cerca di abbellirli. Quarto (e più importante): Ci avrebbe cag*to sopra in meno di un minuto. I piccioni son fatti così, come i gatti quando gli cambi la lettiera e te la fanno subito nella sabbia nuova o come Teniotto che se il pannolino non è pulito non sente manco lo stimolo. Da Teniotto a gatto. Si sta evolvendo. E non è ancora la sua forma definitiva.