Lo Stanziale

L’altro giorno mi ritorna in mente il mio coinquilino di qualche anno fa, che si contraddistingueva per una serie di particolarità, come quella di lasciare il bucato nella lavatrice per giorni. Avete presente la pubblicità che evoca una “intensa esplosione di freschezza”? Bene. Sostituite freschezza con “marcio”, “putridume” oppure “cadavere macerato nel guano dall’85” (un’ottima annata). Non ne ho mai parlato perché mi avrebbe potuto riconoscere, ma ormai son passati anni e poi mi leggete in quattro gatti, due coccodrilli, un orangutan, due piccoli serpenti e un’aquila reale, il gatto (un altro), il topo, l’elefante. Se becco quei due infami dei liocorni…

Insomma, mi è tornato in mente lui (ne riparleremo), ma soprattutto lo Stanziale. Chi era costui? Era un amico del mio coinquilino, che viveva sul nostro divano. Alcune sue caratteristiche:

  • si vestiva solo da Armani. Ora, capisco tutto, ma con due magliette e un jeans ti saresti pagato l’affitto di un monolocale. Perché non farlo? Eh? Che aveva di speciale il nostro divano? C’era l’entrata della Bat-caverna? Ci aveva dormito la Bella Addormentata o quella pigna in cu*o della Principessa sul Pisello? Si trasformava, tipo i Transformers, e insieme andavate a salvare il Mondo?
  • stava con una che abitava in un altro Paese e che era la sua fidanzata ufficiale. Nel contempo aveva un’amante, Angela (nome di fantasia), che si faceva mantenere dal fidanzato in un altro appartamento e pare pretendesse che lo Stanziale le pagasse alcune cose per le sue “attenzioni”. Mantenuta al cubo. Lo voglio fare pure io, cavolo! Tra l’altro, un giorno sento dei rumori sospetti e scopro che si tratta di Angela e del mio coinquilino che si intrattengono in camera sua. Ah. Quando capiscono che sono in casa, il gelo. Vabbé ragazzi, ma secondo voi, IO mi scandalizzo?? Finché non vedo cadaveri o animali, di sicuro non mi stupisco. Il dubbio che in quella stanza ci fossero dei cadaveri, visto l’odore pungente, mi è venuto più di una volta.
  • ad un certo punto ha invitato la sua fidanzata a stare da noi. Giusto! Uno accampato in salotto fa barbone, due fa subito tendenza. Dal terzo in su, sei Andy Wahrol e vivi a New York.
  • si sfasciava di rosmarino con il mio coinquilino e lo spacciava anche, secondo me. Ogni volta che arrivavo a casa mi trovavo con gente nuova che diceva di essere amica sua. Tutti che dovevano fare l’arrosto. Strano. Non avendo prove tangibili, non li ho mai denunciati alla Cannamela. Tuttavia, una sera sono rientrata e si sentiva l’odore dall’androne condominiale. Praticamente un’autodenuncia. Da quel momento ho anche capito perché ai miei studenti stavo tanto simpatica.
  • girava in mutande o boxer. Ora, capisco e tollero tutto (vedi sopra), ma posso decidere IO cosa voglio vedere al mattino quando mi sveglio??
  • mi raccontava sempre aneddoti interessanti. Ad esempio, una volta si era fatto prestare la macchina da un amico e, non essendosi accorto dell’alt della Polizia, era stato inseguito e quando, alla fine, si era reso conto della loro presenza, aveva inchiodato, facendosi tamponare. Un’altra volta, lui e i suoi amici si erano fatti sbattere fuori da un locale perché troppo rumorosi. “Beh?!“, direte voi. Era una discoteca.
  • non aveva la patente perché gliela avevano ridotta a brandelli dopo un incidente in cui aveva investito una persona sulle strisce. Si era giustificato dicendo: “Vabbé, ma quella è sbucata fuori dal nulla e non andavo forte! Poi mica è morta, dai!” (pausa) “Sì, è stata in coma un paio di mesi, ma poi stava meglio di prima!“. Me lo immagino.

Scherzi a parte, era davvero gentile e, senza ironia, una brava persona. Infatti a me stava molto simpatico e aveva il pregio di essere gentilissimo. Inoltre ci puliva casa ogni due settimane per sdebitarsi e preparava da mangiare al mio coinquilino. E io, pur di non far le pulizie, avrei ospitato in casa anche un branco di lupi.

ATTENZIONE: vorrei che questo testo fosse inviato agli inquirenti, nel caso di un mio improvviso e inaspettato decesso. Tra l’altro, visto il mio attuale stato di salute, se si nascondesse dietro una porta e ne uscisse urlando “Buuu!”, non credo che sopravviverei. Ma non vorrei dare idee a nessuno. Vorrei invece una morte fantasiosa, tipo quella di Eschilo, che è morto perché un’aquila gli ha tirato in testa una tartaruga. Pare che le sue ultime parole siano state: “Mentre cogli l’attimo (carpe diem), occhio alle tartarughe!“. Insomma: pensateci su. Nessuna fretta.

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