RdC / 56

Rubrica del Complimento, Speciale Teniotto, ossia i complimenti che fanno a LUI, insultando ME. Se ne inventano sempre una.

  1. Fattore M, da dietro il vetro del nido: “Attenta! Lo tieni male!” Riferendosi a come tenevo in braccio Teniotto, il giorno stesso che ho partorito. Cioè manco un giorno di ferie da ‘complimento’. GRAZIE.
  2. Ma hai latte? Ma mangia? [mi guarda il seno] Ma trova qualcosa? [capisco che sia scettica, signora, ma se avesse visto il seno PRIMA della montata lattea, mi avrebbe chiesto: “Quale seno??”] Fai la doppia pesata per vedere se mangia. MOLLAMI!!
  3. Fattore M: “Tizia [figlia di una sua amica] fa così per farlo mangiare. Dovresti farlo anche tu.”, io, che ero pronta: “Già lo faccio!” e lei: “Ma lo fai BENE?”.
  4. Verso Teniotto: “Ma ti danno da mangiare?“. No, lo sto facendo morir di fame di proposito perchè – si sa – nove mesi di gravidanza son da ridere [vedi post: Il mio modello è Totoro], il parto è una cosa che faresti tutti i sabato sera invece di uscire con gli amici [no, l’epidurale non sballa una cippa] e il sonno è un bisogno sopravvalutato.
  5. Vestilo di più, ha freddo. Vestilo meno, ha caldo. DECIDITI!!
  6. Teniotto ha preso l’intestino inutile del padre e ha le coliche. Mio zio: “L’hai abituato MALE, vuol sempre stare in braccio!“. Ok, quando hai mal di pancia tu, ti faccio fare un’ora di pilates, ché tanto è psicosomatico. E se vuoi star sdraiato in posizione fetale chiamando a gran voce tua madre, le ore diventan due, ché tanto sei solo pigro e fai i capricci.
  7. “Sei senza calzini come un frate.” Sottotitolo: tua madre ti veste male e sembri aver fatto voto di povertà. Ti conviene cominciare a pregare. Meglio se preghi Enzo Miccio.
  8. Che mamma che ti è capitata! Poverino… Ti tengo qua io, dai!
  9. Ma che bambino STUPENDO! Se vengon fuori così BELLI le conviene farne un altro!
  10. Ha gli occhi azzurri! Ed è biondo! Chi dei due… [ci guarda] ma…ma…
    [imbarazzo palpabile] Allora, signora, stia serena. Ha presente Mendel, quello che ha studiato i piselli? No, anzi, è troppo complicato, lasci perdere. Diciamo che è figlio del postino. Beh? Era un postino di Bolzano.
  11. Pulcino! Sei un pulcino! Per fortuna non ha detto che era un vitello, altrimenti io ero una vacca. Mi ha dato della gallina (vecchia) e mi è andata anche bene.
  12. Lei: “Oooh, ma è un bambino bellissimo!” e un’altra: “Per forza! Ha preso dal papà!” poi mi guarda e aggiunge: “Non l’hai scelto bello per quello, scusa?“. Sì, certo, al primo appuntamento chiedo sempre la mappa del genoma. Si risparmiano un sacco di seccature.

Festa del Papà

La Festa della Mamma? No, volevo fare quella alternativa. Anche perchè, il Fattore M c’entra in ogni caso. Si intrufola, un po’ come il polline dei pioppi. Ecco, fate conto che io sia pure allergica. Comunque, per la Festa del Papà decido di fare una cosa da picco glicemico (son gli ormoni, passerà. Lo spero.) e scrivo gli auguri per la Costante I sul body del Teniotto (da taenia solium, quell’animaletto che si attacca al tuo intestino e ti ruba il cibo. Per approfondire: verme solitario. Se per caso doveste pensare che sono senza cuore, vi rassicuro: lui si vendica togliendomi il sonno, provocandomi dolori sparsi e sempre nuovi, e ricoprendomi di bava. Siamo pari.):

Affichage de WP_20170317_001.jpg en cours...Si noti la scritta, che ho ricamato personalmente e che difficilmente avrei potuto fare peggio. A mia discolpa si sappia che l’ho ricamata con Teniotto sulle ginocchia e con gli occhi a fessuretta per il sonno. Già che sia corretto grammaticalmente è un traguardo.

Tra i superpoteri del Fattore M c’è la capacità di trasformare una cosa pucciosa e coccolosa in un insulto nei miei confronti. Ebbene, pur sapendo questo, inizio comunque una conversazione, mostrandole la foto che vedete sopra:

Io: “Guarda cos’ho fatto per la Costante I, visto che domenica era la Festa del Papà!

Lei, sgranando gli occhi: “L’hai fatto tu??” [Non fa abbastanza schifo perchè l’abbia fatto io, con le mie manine? Secondo te, mi hanno pure aiutata e questo è il risultato?]

Io, mettendo le mani avanti: “Sì. L’ho ricamato io. Infatti è ricamato male e si vede…

Lei: “Non ci credo. L’hai scritto con un pennarello.” [Cioè ho una scrittura veramente di mer*a?]

Io: “Ma no! Dai, si vede che è ricamato.

Lei: “Ma figurati! Secondo me è fatto con il pennarello.

Io, esasperata: “Ma no! Ma se l’ho fatto io! Lo saprò, ti pare?!

Lei, serissima: “Non ci credo che tu abbia ricamato qualcosa!

Io: “Ma scusa, mi hai mandato per anni dalle suore* a ricamare! A qualcosa sarà servito, ti pare??

Lei: “Tua sorella ricamava, tu passavi il tempo.

Niente. Impossibile che io sappia far qualcosa.

*Questo spiega il rapporto non proprio idilliaco che ho con loro: suorine a Roma.

Sopra il ponte la carpa crepa; sotto il ponte la carpa campa

Un giorno sto passeggiando lungo canale con la Costante I e ci fermiamo su un ponticello a guardare l’acqua. Ad un certo punto, estasiato, mi fa notare un pesce enorme che nuota appena sotto la superficie. Da colore, forma e sguardo furbo, mi dice che si tratta di una carpa koi. Prendo atto. Come è possibile riconoscere una carpa, oltretutto del tipo koi, con tanta sicurezza? Sampei ve lo siete persi? Lo ripropongo per quelli che hanno avuto un’infanzia felice:

Poi vi ricordo che la Costante I è anche noto come l’Artista della Balena e viste le carpe che tirava su Sampei, il Capitano Achab con Moby Dick sembra uno che tira su i pesci rossi dall’acquario di casa con la fiocina.

Mentre ci chiediamo cosa ci facciano questi pesci dalle nostre parti, veniamo superati da una coppia di giovani. Lei si ferma, indica un punto dell’acqua ed esclama entusiasta: “Guarda! Una nutria* che nuota!!“. Una nutria che vola mi avrebbe colpito molto di più, a dirla tutta. Comunque seguiamo tutti il suo dito puntato. Indicava la carpa. Cioè, fammi capire: tu confondi un mammifero con un pesce?? Ma fai sul serio?? Ti propongo quindi un gioco divertente: trova le differenze tra le due bestiole in foto. Résultat de recherche d'images pour "carpa koi rossa"Image associéeHanno entrambi i baffi? Va bene, ma non è che uno scambia Maurizio Costanzo per un tricheco! Mmmm. Pessimo esempio. Hanno entrambe la coda? Ah, quindi se vedi un pavone scappi perchè pensi sia un ghepardo? Nuotano entrambe? Nuoto anch’io, sono forse una nutria o una carpa? No! Dai, seriamente: una ha la pelliccia e l’altra le squame (hai voglia ad accarezzarla!), una ha le pinne e l’altra le zampette, una ha il naso e l’altra le branchie, una depone le uova e l’altra partorisce dei cuccioli, come fai a scambiarle?? Non mi capacito. Image associéeAvrei potuto capire se avessi preso carpe per scarpe (o per sciarpe), oppure se avessi pigliato nutrie per conigli (la pelliccia inganna), ma confondere una carpa con una nutria, francamente no! Non si può. Hai davvero preso una granseola (vedi foto)!

* Sto sempre a parlar di nutrie? Avete ragione anche voi, ma parlo spesso anche di topi. Se ve li siete persi: Nutrie e Topi.

RdC / 54

Anche questo mese riesco a mettere insieme circa nove complimenti e un aneddoto. Non ne ho di più ed è anche colpa vostra. Credo fermamente che ci sia un insulto nascosto in tutti voi (in alcuni anche di più!), basta volerlo! Un po’ di coraggio, dai! Parto dall’aneddoto. Sto leggendo alla Costante I un racconto che ho scritto io e che dovrebbe essere terrorizzante. Mi giro un momento e lui cosa fa? DORME. Devo cambiar genere, lo vedo come un segno. L’altra possibilità sarebbe di svegliarlo, prendendolo a sprangate. Questo farebbe sicuramente paura. Se non altro, a lui.

Segue elenco:

  1. Sembri Capitan Harlock. [Non che sia brutto, eh? Il fatto è che ha una cicatrice sul viso, gli si vede poco meno di un terzo del volto per la pettinatura da Emo e ha il bavero della cappa che nasconde anche il collo. Dire che gli assomiglio è abbastanza difficile. Inoltre ha questo fenicottero nero da compagnia sulla spalla. O è un avvoltoio? Nel secondo caso, disponendo già della carogna (io), non potrei pensare ad animaletto (?!) più adatto. Me lo compro.]
  2. Sai da ragù. [Nel caso trovassi uno che sa – che ne so? – da tagliatelle all’uovo, dovrei andarci fuori per forza?]
  3. Tre persone: Costante I, amico comune (che chiameremo Duigi per mantenerne l’anonimato) ed io. Duigi: “Se ti travesti a Carnevale da Donna Copertina, io poi da cosa ti riconosco??“; la Costante I risponde prima di me: “Dalla CANAPPIA poi! [naso di dimensioni importanti, nel caso uno se lo chiedesse]”.
  4. Hai la proattività di un [qui non si è capito bene] LAMPONE [sto ferma finchè non mi colgono?] / LAPPONE [dovrei allevare renne?]
  5. Costante I: “Quando io sono via, tu vai dalla parrucchiera, vero?“, io: “Si’, beh, potrei.” e lui: “Cosi’ quando torno sei tutta BELLINA.
  6. Lui mi racconta: “Mi è capitato di vedere le Giapponesi girare senza intimo.“, io: “Ma dai! Ma è di un anti-igienico pazzesco!“, lui: “Si’, soprattutto per le donne! Ti immagini??“. Con un enorme sforzo di astrazione riesco a mettermi nei panni di una donna. Enorme proprio.
  7. Quando vedo delle mutande appese o in giro per strada, penso a TE.
  8. Con il Velociraptor ci vuole pazienza. (pausa) Un po’ come andare in giro con te.
  9. Lui: “Voi donne siete approssimative!“, io: “Io non sono approssimativa!!“, lui: “Si’, certo. Non fai un ca**o ed elimini il problema!“. Se vuoi discutere delle mie strategie, è un altro discorso.

Montebelluna & Angela (versione adulta)

La versione adolescenziale (https://rubricadelcomplimento.wordpress.com/2016/01/11/montebelluna-angela-versione-adolescente/) era necessaria. Quando vedi un personaggio che seguivi quando eri adolescente e ti sembrava un Dio, regredisci automaticamente a quell’età. Segue racconto dell’avvenimento:

Un due mesi fa vengo a conoscenza della presenza in Veneto di Alberto Angela. Decido di andare a vederlo e tutti mi guardano con compassione. Vabbé, ci andro’ da sola. Spaiata come i calzini. Eccheccavolo! Una delle tappe è a Treviso. Ottimo. Venti minuti a piedi da dove abito io. La Costante I, desiderosa di marcare il territorio, decide di farsi operare una cosa che sta là da anni proprio quel giorno. Vabbé, lo accompagno in ospedale, torniamo a casa e sembra che stia bene. Invece no. Il lamento agonizzante comincia proprio quando mi dovrei vestire da persona normale, togliendo il costume della Donna Copertina.

Costante I 1 – Alberto Angela 0.

Vabbé, pazienza. Decido di prendere la macchina il giorno dopo e di andare a San Donà di Piave. Invece no. Ci metto una pietra sopra. Tanto era un Angela acerbo. E poi non ho mica quindici anni, dai! Mi alzo il venerdi’ mattina e una mia amica propone di andare entrambe a vederlo a Montebelluna. Evvai! La Costante I pensa bene di prendersi una sorta di influenza, si sente poco bene e ha la nausea. Decido di andare lo stesso. Lo so, lo so, sembra cattiveria, ma Costante I – Alberto Angela è finita 1-1 e nessuno avrebbe MAI pronosticato un risultato del genere. Cominiciamo male perchè partiamo in ritardo. Colpa mia: dovevo andare a un aperitivo natalizio. Non potevo mancare.

Spritz 1 – Alberto Angela 0

Per la legge della transitività, lo spritz batte Costante I 2-0, ma la matematica nel mio blog la faccio io e poi ho bisogno di un letto dove dormire. Le Costanti I son vendicative, altrochè!  Arrivate sul posto fatichiamo un po’ a trovar parcheggio. Entriamo, compriamo il suo ultimo libro e una signora ci consiglia di salire sulle gradinate. Scale? No, grazie. Andiamo in platea, ma c’è un delirio. Seguiamo gente che sembra sapere il fatto suo e ci ritroviamo davanti alla console e a due passi dal palcoscenico. Nello stesso istante chiudono le porte del Palazzetto. Mal che vada mi son portata l’acqua e i torroncini. Alberto Angela  arriva, parla per un’ora e mezza, non beve e non mangia niente e non dà segni di cedimento. Passa poi alle firme, una moltitudine, per due (dico DUE!) ore. INCREDIBILE. Quell’uomo è fatto di adamantio e ghisa. Noi due, in coda dietro le transenne, siamo messe a dura prova: sentiamo, per due ore (!!), una serie di luoghi comuni su qualsiasi argomento, con una voglia crescente di uccidere la tipa che pontificava e i tizi che le davano corda con (brutali) metodi di tortura medievali. Ma ti trattieni perchè se ti portano via i Carabinieri fai brutta figura con Alberto e non si fa. Scopri inoltre una nuova unità di misura: la transenna. A un certo punto avevamo una velocità di tre transenne all’ora. Come in moto senza casco o sul circuito di Imola. La stessa ebbrezza. Uguale, uguale, uguale. Arriva infine il momento della verità e il dialogo con Alberto (due parole, eh?), in cui lui, che è intelligente, capisce subito che:

  • mi manca un giovedi’ perchè chiedo una dedica idiota a una persona seria come lui;
  • è meglio non accettare nulla da mangiare / bere da me perchè forse son drogata e l’origine potrebbe essere data da un alimento e / o bibita;
  • è meglio farsi dare il nome completo della Costante I per poterlo salvare in tempo da me o almeno tentare di avvetirlo del pericolo che corre;
  • è meglio non farmi bere sui bicchieri di cristallo perchè se gli ho rovesciato il libro adosso, figuriamoci con qualcosa di fragile e prezioso;
  • la foto vorrebbe scattarla anche lui, solo a me, per darla a quelli della sicurezza perchè mi manca il famoso giovedi’, ma forse anche tutto il resto della settimana.

Bon, detto questo, la dedica (con censura):

SAM_2295AFaccio notare due cose: primo i punti di disperazione che suonano come: “Sigh! (sospiro) La assecondo, ‘sta pazza, tengo famiglia…” e secondo il “Buona fortuna!” finale, che sta a indicare che anche Alberto sa che la Costante I ne avrà MOLTO bisogno…

Torno a casa a notte fonda e trovo la Costante I che era sveglia e mi aspettava con il mattarello. Vedete che tanto male non stava?