Parole chiave / 2

Continuazione del precedente post sulle ricerche che gli utenti fanno su Google, per poi ritrovarsi sul mio sito complimentoso che, nove volte su dieci, non li aiuterà per niente.

  1. Una mente diabolica complimento [Beh, proprio un complimento, direi di no. Pero’ dipende: se uno fosse chiamato Numero Uno, avesse creato la Spectre e accarezzasse un micio bianco pelosetto, allora potrebbe anche sentirsi lusingato]
  2. Cos’è la ziera? [Conosco ‘ziera’ in Veneto, ossia cera, utilizzato in frasi come: “Te ga ‘na ziera!” ossia: “Hai una pessima cera! / Sembri un cencio lavato! / Spaventi i bambini, ripigliati! / Ah, sei tu. Pensavo fosse iniziato il Giudizio Universale!”]
  3. Polipo doppio senso [Persona che mette le mani sul corpo di un’altra persona, praticamente ovunque, ma soprattutto in punti chiave, cercando di palpare quello che puo’, come se avesse dei tentacoli come polipo / polpo / piovra. Se poi la domanda fosse: ‘Chi ha la precedenza in mare quando si incontrano due polipi?’, non saprei.]
  4. Se sto passeggiando e mi ferma la polizia ma sono senza documenti? [Sei un idiota. Anche per come fai le ricerche su Google. I documenti vanno sempre portati, anche se esci due minuti a prendere il pane. Ma una mamma non ce l’hai? Nessuno ti ha ripetuto per anni la famosa frase: “Cambiati e lavati sempre prima di uscire e portati via i documenti, ché non si sa mai (da leggersi: metti che tu abbia un incidente che figure mi fai fare se puzzi?)!” Sui documenti uno avrebbe pure ragione, sul discorso dell’uscire puliti fa un po’ ridere perchè se mi tirano sotto mi riempio di sangue e se muoio gli sfinteri mi entrano in sciopero in blocco. Poi sulla brutta figura che fai TU perchè mi ricoverano o muoio IO, si potrebbe discutere.]
  5. Ciavemo significato [Ciavar, in dialetto, significa avere rapporti intimi, spesso di breve / brevissima durata, con una persona. Da evitarsi come tentativo di approccio diretto. No, in realtà, da evitarsi sempre.]
  6. Cos’è un complimento [Domande esistenziali].
  7. Smorfia molta gente sull.autobus [Siete preoccupati della crescente insofferenza umana nei confronti degli altri oppure volete solo i numeri per il Lotto?]
  8. Perchè gli uomini fanno i complimenti [vedi punto 5]
  9. ho chiesto al mio ragazzo di non portare le mutande sotto ai pantaloni [Oooookeeeeyyy!!]
  10. Gay da succhiare colico / vecchia anziana porca storia [E qui ti domandi in che modo il tuo sito complimentoso, in cui tutte le parolacce sono mascherate da una o più stelline, possa essere legato a questo tipo di ricerca.]
  11. Medico mi fa complimenti / il mio dottore mi fa i complimenti [Me lo immagino: “Lei ha la più bella cistifellea che abbia mai visto!” oppure “Mi è arrivato a prendere 25 pillole al giorno! Lei è davvero l’orgoglio del mio studio!” oppure “Complimenti! Non vedevo un viso giallo-grigiastro come il suo dall’epidemia di tifo del ’65!”]
  12. Complimenti a una foto di una cugina [Far complimenti ai parenti è contronatura.]
  13. Significato di uomo che fa complimenti sul rossetto [vedi punto 5]
  14. Una farfalla si e posata su di me e mi guardava che significa [Che dovete fumare meno erba. Come fa uno a dire che una farfalla lo guarda?? Poi le farfalle si nutrono anche di roba putrefatta o sterco. Fatevi una domanda.]
  15. Esiste la carta igienica di dora l’esploratrice [Per facilitare le funzioni corporali, suppongo. Me lo sono sempre chiesta: ma tu, bambino, dici che ti piace – che ne so – Hello Kitty (che esiste, qualora interessasse, eh?!), e poi la usi per per pulirti?? ]
  16. Droga lyon [domandare a quelli del punto 14]
  17. Universita enzo miccio [Eeeeeh??? Gli hanno dedicato un’intera Università e io non ho diritto neanche a una statuetta in giardino con gli altri nani e Biancaneve? Protesto vivamente!!]

[continua]

Cormons / 2

Continuazione del racconto su Cormons. Dopo aver aspettato per un po’ sulla panchina, decido di prendermi un caffé, nonostante sembri il circolo anziani. Anche se, di questi tempi, il circolo anziani non è più quello di una volta. E neanche gli anziani. Tipo la signora che, prendendosi per Nonnabomber e incurante del rischio di fratturarsi il femore, ha dato fuoco a un appartamento di Roma perchè l’avevano sfrattata: esplosione a Roma. Pare che prima avesse dato fuoco ad una poltrona in terrazzo. Le cose o si fanno bene o non si fanno. Non è che uno una mattina si alza e diventa piromane, eh? Sono scelte che vanno ponderate. Si comincia con il caffé, poi con l’arrosto e quando riesci a bruciar la pasta PRIMA di scolarla, sei pronto per il secondo livello delle crêpes flambées e cosi’ via fino alla bombola del gas. Non è una carriera facile. E il problema è giustificarsi dopo. Raggiunta infatti dalle forze dell’ordine e interrogata sui vestiti e sui capelli bruciacchiati, avrebbe risposto con scuse tipo: «Ma no, niente, stavo accendendo il caminetto…» e loro : «Signora, è finto, di bellezza. Si vede.» e quella : «Mica ho detto di esserci riuscita!» oppure si è inventata che stava cercando di dar fuoco alle formiche con una lente e la cosa le è sfuggita di mano. E questo è niente rispetto alla Banda della Dentiera, ossia quelli che per pagarsi i debiti del Bingo o della Tombola hanno avuto questa bella alzata d’ingegno di rapinare una farmacia: rapina Reggio Emilia. Il piano era ben congeniato: ci sono andati in bicicletta. Ma fatevi prestare almeno l’apecar dal Beppe, no? Ormai non si fanno più quelle cose da anziani: ciabattare per casa, leggere il giornale al parco, giocare a tresette in osteria, organizzare i tornei di bocce, campeggiare in ospedale dalle 6 del mattino per essere i primi a far gli esami e avere la mattina libera (ma che deve fare uno in pensione alle 7 del mattino?), bloccare la coda in posta, controllare e dare consigli agli operai dei cantieri o inveire contro i giovani che son tutti drogati-delinquenti-maleducati-aimieitempiviavrebberofucilatigiànellaculla. Adesso ogni volta che vedo una vecchina credo che La fata carabina di Pennac sia una storia vera e mi aspetto che nasconda un fucile nel trolley della spesa insieme a patate e semolino! Non si puo’ viver cosi’, dai! Ma sto divagando.

Nel bar la Banda del Girello mi guarda perchè, probabilmente, sta confabulando per rubare i pannoloni dal treno merci delle 8.14 o per cambiare le foto alle epigrafi per confondere la gente. Segue conversazione con la barista:

Io: Buongiorno!

Signora: …

Io: Ehm… Mi farebbe un caffé lungo, per cortesia?

Signora: … (cenno del capo, quasi impercettibile)

[mi fa il caffé, segue con lo sguardo che io prenda una bustina e che non scappi con la zuccheriera in Brasile e poi mi gira le spalle.]

Io: Scusi…

Signora: (gira solo il capo, tipo L’esorcista)

Io: Ehm… Quanto le devo?

Signora: … (va a fare lo scontrino e lo appoggia sul bancone) Un euro! (con lo stesso tono usato dai Nazisti per mettere in fila i condannati a morte)

[pago]

Io: Grazie e arrivederci!

Signora: (cenno del capo)

Ora, capisco che una sia friulana, ma un dialogo cosi’ manco Timmy con Lassie (vedi foto)! Lassie 1960 cast photo.JPGLa prossima volta, dovesse accadere, aspettero’ sulle rotaie. Lo trovo più accogliente e sicuro. Riprendo il treno, arrivo a Udine, la mia amica non c’è. Chiamo (pregando che la linea non cada mentre il cellulare mi guarda da dietro lo schermo verde con l’aria di dire: «Ma fai sul serio? Ma se stavo morendo prima, adesso, secondo te, mi son ripreso per miracolo? Sono un cellulare, non il sangue di San Gennaro! E poi, per contratto, dobbiamo finire la batteria / romperci / non prendere nei casi di necessità. (pausa) Vabbé, oggi ti salvi perchè non ti insegue uno con la motosega…») e mi dice che è un po’ in ritardo, ma arriva. Ah, ecco. Io ho fatto in tempo a saltare la fermata, rischiare la vita nelle steppe friulane, prendere un altro treno e tornare a Udine e lei non è ancora arrivata. Giusto. C’è anche da dire che poi mi ha portato a Cividale (sbagliando strada, che per noi è una tradizione consolidata) e mi son comprata una valigia di strucchi. Insomma: valeva la pena di rischiare la vita! E prima che mi si dica che sono cattiva nei confronti dei Friulani, vi faccio notare che il Fattore M è friulana. Hanno cominciato prima loro…

La signora con il boa

Salgo sull’autobus 73 per andare a Linate e circa a metà tragitto sale una signora anziana, vestita in modo sgargiante, che sembrava uscita da Mio Mini Pony, con tanto di boa di struzzo viola (vedi foto). La accompagnano due cagnolini, a occhio due maltesi, ma non garantisco. Questa sale e si piazza di fianco ad un signore in sedia a rotelle, attaccato con le fibbie contro lo schienale apposito. Ad un certo punto scatta la rissa tra i due perchè la signora non sa dove mettersi (?!) e si lamenta che il signore la urti. Segue dialogo surreale:

La signora: Ma insomma! La smetta di spingermi! Dove vuole che vada? Il posto è quello che è, sa? Ma guardi che Lei mi fa ben ridere, eh?

Il signore: Signora, dove vuole che vada IO?

La signora: Non c’è bisogno di usare quel tono! Basta spostarsi un pochino da là!

Tutto l’autobus sbarra gli occhi in contemporanea e a me viene in mente questo film:

Il signore: Non posso, Signora, non mi posso spostare. Non so, vuol prendere Lei il mio posto?

La signora: Ma che discorsi! Con questa storia che siete sulla sedia a rotelle state sempre là a menarcela che siete dei poverini e avete sempre ragione voi e noi vi dobbiamo star qui a fare gli inchini!

La conversazione vira poi al volgare da entrambe le parti. Seguono insulti di vario tipo. Il signore scende, con la signora che continua ad inveire e a lamentarsi del fatto che questi in sedia a rotelle se ne approfittano e fanno i prepotenti. Nessuno le dà corda e la ignorano tutti bellamente. Ma la signora non demorde per un bel pezzo. Tutti guardano per terra per non incrociarne lo sguardo. Sembra l’interrogazione di storia a sorpresa del lunedi’ mattina. Comunque questa si siede e si mette a parlare con i cani, chiamandoli ‘Amore’ l’uno e ‘Tesoro’ l’altro. Li informa poi di quanto loro siano migliori degli uomini, di quanto gli uomini siano cafoni, ignoranti, cattivi, ecc. Poi si butta sulla politica: gli Italiani sono degli idioti, perchè non solo hanno votato Renzi, ma anche Napolitano. Ecco, brava. Il sistema elettorale italiano, vedo che lo conosciamo benissimo, eh? Mentre lei vaneggia, io penso a quei poveri cani. Poracci davvero. Altro che vita da cani! L’inferno canino è questo: sentire questa che parla tutto il tempo. Un po’ come correre dietro ad un bastoncino o a un osso in eterno. Ad un certo punto sale una signora con un bambino e la signora con il boa se ne interessa subito cercando di avvicinare uno dei cani alla carrozzina. Sospende uno dei cani sopra l’infante e la madre sposta la carrozzina. Quella si offende: ‘Guardi che non gli fa mica male, eh? Guardi che ha più malattie il suo che il mio, sa?‘. Spetta, spetta, spetta. Ha paragonato il suo cane al bambino della signora? Sul serio? La signora scende la fermata dopo. La conservazione della specie è sempre una priorità. Quella continua a parlare con i cani. Spero che scenda presto, ma conforta uno dei cani dicendo: ‘Amore, me lo dovevi dire che avevi sete! (Signora? Guardi che è un cane!) Adesso come si fa? Abbi pazienza: tra pochi minuti arriviamo in areoporto!‘ Sempre troppi questi minuti. Nel tragitto la signora cerca di litigare con altre due persone, che tuttavia non le danno soddisfazione. Se ne esce chiedendo a una signora: ‘Ma è vestita da Carnevale? Ma che bel vestito!‘. Quella, vestita normalmente, con due figli in maschera, non le mette le mani addosso per un soffio, ma la incenerisce con lo sguardo. Che poi parla una vestita che neanche Loredana Berté?? Ci riprova con un signore: ‘Non dia una pedata ai miei cani! Non ci provi neanche! Guardi che se tocca i miei cani, le do’ io una pedata che se la sente per giorni!‘. Quello la guarda stranito, a circa un metro di distanza e chiede: ‘Ma parla con me?‘ e quella, inviperita: ‘Si’, con lei! Non faccia finta di niente! Non si permetta di dare una pedata ai miei cani! Altrimenti ne do’ una io a lei! Ha capito? Eh? Ha capito?‘. Quello si sposta di un due metri buoni scuotendo la testa. Finalemente arriviamo a destinazione. Vorrei scendere al più presto, ma dovendo passarle davanti, preferisco tergiversare in modo che scenda prima lei che, nello scendere, trova modo di insultare la maleducazione di quelli che non la fanno passare perchè lei aveva due cani. 

Quindi, ricapitolando: in circa venti minuti di tragittto ha litigato con: un signore in carrozzina, una mamma con bambino, una signora con i figli e un altro signore. Direi che potrebbe essere un record. C’è chi pensa di avere una missione nella vita. Questa ha come missione di compere l’anima al prossimo. E ci riesce benissimo.

Isn’t it lovely?

Ieri sera la gente mi sembrava un po’ strana. Son salita nella metro e alla fermata seguente mi si è seduto di fianco uno. Vagone semi-vuoto, eravamo in cinque-sei. C’era posto per sdraiarsi e dormire o per farci pascolare le renne, ma si sa che il posto del vicino è sempre più verde. In questo caso: beige. Ad un certo punto mi rendo conto che mi sta fissando. A un trenta centimetri al massimo. Mi viene un po’ d’ansia.  Mi dico che assomiglio ad una parente morta o alla sorella, forse gli ricordo una del suo paese esotico oppure gli piace il mio profumo e mi vuol chiedere la marca oppure (e ho finito le possibilità), fa il chirurgo estetico e mi vorrebbe come paziente perchè una cosa cosi’, no, no, davvero, non l’ha mai vista, cioè si’, ma dopo un incidente grave o quella volta del corpo che era finito nell’impastatrice e la gente chiedeva se ce n’era ancora di quel pane buono buono con la pancetta croccantella. E a chi pensa che stia esagerando e che fare i biscottini con la gente non sia proprio possibile, ricordo la Leonarda Cianciulli che oltre al sapone, con le persone ci faceva dei pasticcini tanto buoni che le chiedevan le ricette. E me la immagino che risponde: “Sai, Mariuccia, il problema non è tanto il procedimento, sono più gli ingredienti quelli difficili da trovare…“.

Cambio linea, mi metto nella prima carrozza e va tutto bene finchè non devo scendere. Ora, ci son tre porte:

  1. prima porta: non utilizzabile per signora anziana che parla e si prende a schiaffi da sola. Non ho molta voglia di avvicinarmi e neanche il resto del vagone, che ha formato una sorta di cordone di sicurezza di un due metri di diametro, che, nell’economia compatta di un vagone, è decisamente ampio.
  2. seconda porta: non utilizzabile per signore piuttosto in carne, con tanto di carrello per la spesa che ha già litigato con quelli che volevano scendere alla fermata precedente e non si è spostato. Comincio a credere che ci sia un raduno o una commemorazione per Franco Basaglia.
  3. terza porta: unica utilizzabile. Mi rimane questa o uscire dal finestrino, che consiste in un’apertura di circa venti centimetri, da cui potrei solo far passare un braccio e sventolare un fazzolettino bianco per chiedere aiuto.

E mentre mi dirigo verso la salvezza, mi trovo a tu per tu con il simpatico canterino del momento, che si sgola sulle note di Isn’t she lovely di Stevie Wonder. Di cui sentivo la mancanza.

Penso di aver ricevuto la mia dose di stranezze per la serata, invece no. Prendo la scala mobile e uno mi si incolla alla schiena. Vabbé. Salgo un gradino. Mi sta sempre incollato. Vabbé. Salgo un altro gradino e mi giro con sguardo feroce ed eloquente: “Prova ad alzare quella gamba per avvicinarti e te la spezzo“. Mi sorride. E capisco che devo assolutamente fare due cose: la prima è cambiare profumo e la seconda è lavorare sul mio sguardo assassino che, non capisco perchè, viene preso per uno sguardo amichevole, tipo: “Prova ad avvicinarti, lo apprezzo“. E continuo a chiedermi che problema abbia la gente stasera. Forse esiste un qualche tipo di codice vestimentario che non conosco? Tipo: berretto rosso = donna disperata e sola che cerca qualcuno, va bene tutto e paga lei la cena, astenersi perditempo? Mi libero del tipo camminando più velocemente verso l’uscita e per poco non mi ammazzo sul pavimento bagnato. Cerco l’origine del piccolo rigagnolo dal colore sospetto e scopro che si tratta della pipi di un bambino che, per la cronaca, non aveva ancora finito. Bene, dico, bella idea. Mi mancava solo di scivolare su delle deiezioni infantili per migliorare la serata. A ben guardare avrebbe risolto il problema del profumo… Quello che non capisco è perchè, con un bagno pubblico a cinque metri (non di più), la madre pensa bene che sia meglio far far pipi alla sua creatura negli angoli bui della metropolitana, con il fratellino che fa da vedetta nel caso arrivi qualcuno. Cosa che funziona benissimo. Il ragazzino ha un futuro.

Milano: entertainment

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In questo momento, sotto la mia finestra c’è un tipo (vedi foto) che suona la tromba (e vabbé), con i miei vicini che gli urlano contro perchè fa troppo rumore e comunque non apprezzano. Effettivamente non siamo di fronte a un allievo di Chet Baker o Charlie Parker (sassofono, vabbé, sempre a fiato è, no?), ma, poveraccio, fa del suo meglio. Poi che non ce la faccia, è un altro paio di maniche… Capiamoci: non sono contro la musica, solo vorrei decidere cosa ascoltare. Democraticamente. C’è anche da dire che ha sorpreso anche me, quando, sorgendo dal nulla ho sentito intonare la canzone della Pantera Rosa.

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Ecco, questo evento, associato con un paio di cose, tipo un’immagine della Cambogia o del Myanmar (questo per far vedere che so quelle due o tre cose di geografia…) proprio fuori di casa, l’altro giorno e quelli della polizia municipale che chiacchierano tranquillamente bloccando la strada, incuranti dei clacson, che loro probabilmente non sentono, ma io si’, mi porta a pensare che questa città mi darà grandi soddisfazioni anche in futuro. 

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D’altra parte, mi dico anche che se avessi una vita mia, di queste cose non mi accorgerei. Credo sia arrivato il momento di trovarmi un’attività oltre lo studio e il lavoro, tipo far volare gli aquiloni, contare i gradini della stazione Centrale, mettere un bastone tra le ruote alla gente che corre in bici sul marciapiede e ti suona perchè ha ragione lei e il suo cestino porta-cane con il cane (ovvio) che ti sbava sulla giacca pulita prima che tu vada al lavoro e senza che ci sia una fontanella che sia una per ripulirti un minimo (ogni riferimento è puramente casuale) oppure cercare di risolvere i grandi enigmi dell’Universo. Ad esempio: perchè la signora in coda con me per gli esami del sangue ha tentato di passarmi davanti nonostante fosse dieci numeri dopo (!), dicendomi: ‘Ah, sa, non ho gli occhiali e non leggo bene da vicino (il momento in cui mi interessava, signora, non è passato, non è proprio mai esistito!!)…ma faccio presto, sa?’ ? Mi sono soprattutto chiesta come diamine facesse a far veloce. Seguono possibili esplicazioni:

  1. Aveva la TBC e avrebbe sputato nella provetta per risparmiare tempo;
  2. Si era fatta il prelievo a casa, con le sanguisughe;
  3. Riusciva a materializzare il sangue nella provetta tramite telecinesi (nel qual caso, perchè prendere un numero e non farlo direttamente da casa??);
  4. Pensava di essere dal salumiere e di prendere un etto di prosciutto;
  5. Aveva la pentola sul fuoco (scusa classica, che non c’entra, ma va bene con tutto)
  6. Pensava fosse la coda per la pensione.