Il mio modello è Totoro

Lentamente e inesorabilmente mi sto trasformando in Totoro, con la differenza che lui è meno peloso, ha la coda, baffi più folti, unghie più corte e un’espressione più sveglia. Pure quando dorme.

Siccome non è più possibile negare l’evidenza del mio stato [qualcuno poi mi spiegherà perché è interessante], elenco una serie di cose piacevoli che una potrebbe avere in questa (inesorabile) trasformazione:

  • eccesso di salivazione. In pratica sbavi in continuazione. Prima ti capitava solo quando dormivi, adesso sembri un neonato o un ultrasettantenne. Quindi potresti essere scritturato come Slimer nel prossimo sequel dei Gostbusters, lavorare alle Poste e leccare le buste, oppure essere assoldato per sputare in faccia alla gente. L’ultimo è, oggettivamente, un lavoro piuttosto pericoloso.
  • scopri un nuovo modo di deambulare: la marcia del pinguino. Di lui non ti è mai fregato nulla, ma adesso capisci cosa si prova a portare un uovo tra le zampe e vorresti averne un paio da abbracciare. Poracci.
  • gengive sanguinanti ed epistassi. Capisci che i vampiri non esistono perchè altrimenti sarebbero passati a trovarti almeno una volta in questi mesi. Ti trasformi praticamente in un distributore automatico ed è strano che nessuno ne approfitti.
  • gambe e piedi gonfi. All’inizio credevi di soffrire di una semplice ritenzione idrica, ora invece ti rendi conto che ti stai trasformando in un cammello con riserve idriche distribuite a cavolo. Se ti strizzano un piede, irrighi un intero campo di grano.
  • vescica iperattiva. Una volta sapevi di avere una viscica, la svuotavi e vabbè. Di colpo ti accorgi che è diventata la vera protagonista della tua vita perchè la sua autonomia è ridotta. Molto ridotta. Non ne ha. Passi talemente tanto tempo in bagno, che quando esci ti chiedi perchè lo hai fatto e cominci a domandarti se ci sia modo di trasformare questa attività in una vera e propria professione. Tra la ritenzione idrica e la viscica espansiva, l’idea dell’agricoltura a concime zero si fa strada pian piano.
  • emorroidi. Pensavi di aver già perso sangue da tutti gli orifizi e invece te n’eri dimenticato uno, quello si è offeso e te la fa pagare.
  • contrazioni e dolori. Quando sei bella tranquilla perchè non ti fa (incredibilmente) male niente, ti arriva una fitta. Giusto perchè tu non creda di poter star bene per più di cinque minuti. Poi ti abitui male.
  • eccesso di muco. Come sopra, sbavi che manco le lumache con la dissenteria.
  • movimenti rallentati. Già prima per andare dal punto A al punto B ci impiegavi un tot di tempo, adesso devi moltiplicare il tempo per due, considerare la tappa per la pipì,  la pausa panchina, lo spuntino, la seconda tappa pipì, ecc.
  • acidità di stomaco e incapacità di digerire anche l’acqua. Qualunque alimento ti provoca un’acidità di stomaco pari al cenone di Natale e Pasqua messi insieme, con una spruzzatina di Capodanno del 2010, quando avevi bevuto talmente tanto vino, che hai passato il primo dell’anno a vomitarlo e reimbottigliarlo. Bei tempi.
  • nausea e vomito. Tutti i cibi che prima ti rendevano felice adesso ti faranno correre in bagno. Anzi no, ci sei già perchè, per ottimizzare i tempi e risparmiare sugli spostamenti, ti sei portata il cibo in bagno. Il luogo in cui passerai giorni e mesi indimenticabili.
  • olfatto che manco Rex. Il lato negativo è che spesso saranno cose che poi ti faranno vomitare: caffè, sudore umano, deodorante che hai usato fino al giorno prima, profumo, cannella, menta, lavanda, ecc. Il lato positivo è che fiuterai una pasticceria a chilometri. Può tornare utile.
  • accrescimento del seno, con fenomeni mai avuti: sudi sotto o tra un seno e l’altro, ti finiscono oggetti dentro il decolté (briciole e cibo vario, insetti, foglie, mani di bambini confusi, occhi di adulti maniaci, ecc.), e ti fa male anche se non lo tocchi. Così, senza mani. Si dota di vita propria e sbava pure lui, per non sentirsi in difetto rispetto al resto del corpo.
  • accrescimento delle unghie che diventano artigli in pochi giorni e le devi tagliare costantemente, con lo stesso pericolo causato da Pozzetto in Ragazzo di Campagna;
  • pelosità sulla pancia, che ti domandi che PORCA MISERIA di senso abbia. Serve come copertina??
  • i capelli sono belli, è vero, solo che non ti fai la tinta e la gente che ti incontra, vedendo i capelli bianchi, ti chiede se hai deciso di affittare l’utero a tua figlia o se lo fai per pagarti la pensione che non avrai mai.
  • ipersensibilità. Ti commuovi a guardare Uomini e donne. Ho detto tutto. Quando arrivi a seguire Il segreto, tuttavia, capisci di aver bisogno di aiuto. E ti iscrivi alle GA (Gravide Anonime). “Buongiorno a tutti, sono Minerva, da due mesi lo guardo… [voce incrinata] …anche le repliche e il serale…ho cercato di smettere più volte, ma volevo sapere se la Montenegro tornava ricca. Adesso ho paura di ricaderci perchè ho visto che sono usciti i DVD.
  • movimenti interni. Il Parassita (si nutre a mie spese e manco grazie. Non sono snaturata. Son precisa.) passa il tempo a bere, mangiare e a far pipì (vi ho stupito? Lo avete fatto anche voi, non nascondiamoci dietro un cordone). Quando si annoia fa una nuotata nel liquido amniotico e il risultato è: prende a testate la vescica, prende a calci costole, fegato o stomaco, si rannicchia sotto l’intestino e impedisce la vostra “regolarità”, vi sveglia a cavolo o vi toglie il fiato. Io mi impegno, ma è un po’ come voler bene ad Hannibal Lecter mentre ti sta sgranocchiando un polpaccio.

Ora, di queste cose, ne ho avute alcune. Non vi dico quali perchè mi è rimasto un minimo di dignità. Poca, ma ci tengo.

E quindi? Niente, cercavo un modo originale per farvi sapere che il mio Parassita personale sta arrivando. Vi ho avvisati.

La dieta

Creata fin dalla notte dei tempi per rovinare la vita delle persone, la dieta ha una serie di regole e divieti così fastidiosi che, dopo un po’ che la segui, hai voglia di trucidare la gente che incontri per mangiartela cruda. Senza olio, ché sei a dieta. Ora, contrariamente a quanto si sarebbe potuto evincere dai ‘complimenti’ che mi fanno, non son grassa. Ho le ossa grandi. Se alla mia cellulite piace star comoda e necessita di ampi spazi, chi sono io per tarparle le ali, a cuscinetto di grasso? Beh, se non vola via, un motivo ci sarà. Inoltre ho la stessa ritenzione idrica di un cactus. Buccia d’arancia? Tze, principianti! Io ho la pelle a granella di nocciole. Comunque, la notizia nefasta è che mi han messo a dieta. Non capisco perchè. Seguono motivi per cui non sono felice di farla:

  1. Si tratta di una dieta lassativa e passo il mio tempo in bagno. E già si comincia male.
  2. Mi sento una capra (senza barba e con meno pelo) perchè mangio erba con l’erba. Ovviamente scondita.
  3. Sono intollerante al lattosio e devo bere un bicchiere di latte e mangiare formaggio e yogurt. Sapete cosa succede se date dei latticini, anche senza lattosio, a un intollerante? No? Non volete saperlo. Vedi punto uno.
  4. La Costante I sta virando verso una nuova definizione: la Sostituibile I perchè si mangia di TUTTO mentre io mi nutro come un canarino. Senza olio.
  5. Ho una fame che sarei disposta a mangiarmi le sedie con tutta la paglia. Erba (secca) e legno. Praticamente la mia dieta, ma in versione croncantella.
  6. Non ricordo più che gusto abbiano le madeleine [vedi foto commemorativa], che ovviamente non posso mangiare. Risultati immagini per madeleineNon vi sembra grave? Io al mattino ingurgitavo due cose, cercandole in modalità talpa: caffè e madeleine. E lo facevo per non fare vittime inoocenti tra quelli che avrei incontrato per strada. Adesso mi alzo e mi aspettano: un bicchiere di latte, due fette biscottate, caffè e una prugna. Una prugna, AL POSTO di due madeline. E sono PURE le sette del mattino.
  7. Il solo caffè che posso bere è decaffeinato. Ho provato la cicoria, l’orzo, la torba, il terriccio dei ciclamini e i gatti della polvere ma incredibilmente, il gusto è diverso. Se credete che fossi nervosa perchè bevevo caffè, dovreste verdermi adesso con ‘sta brodaglia del piffero.
  8. Prima mi invitavano alle vendite di materassi e coperte, pentole o cosmetici, ora invece mi invitano OVUNQUE ci sia cibo: cene, banchetti, anniversari, aperitivi, sagre, degustazioni, ecc. Non può essere un caso. La gente è cattiva.
  9. Secondo la dietologa le zuppe si fanno senza brodo e senza sale; il pesce va solo bollito; la carne se vede l’olio sviene; il riso è il tuo nemico. Infatti non c’è un ca**o da ridere.
  10. Abito vicino a una rosticceria e di fronte a una pasticceria.
  11. Posso bere quanto voglio, ma solo acqua e limone. Evviva.
  12. Il Fattore M ha deciso di ricreare la sua versione personale di Masterchef Italia Home Edition, cucinando piatti che non faceva da tempo e che sono, immancabilmente, i miei preferiti. In due giorni ha fatto: la pizza fatta in casa con le mozzarelle di bufala (non fresche, vive proprio!), il baccalà alla vicentina con la polenta, la zuppa di zucca e porcini, le costicine di maiale con il radicchio e, infine, lo strudel di mele (che è famoso in tutto il Nord-Est, Murano e Burano comprese). Lo strudel. Lo STRUDEL.
  13. C’è sempre qualcuno che mi ruba quello che sto mangiando. Giuro. Cioè, fatemi capire: sto mangiando una schifezza allucinante, insipida, brutta da vedere, al limite del pastone (che tutti ben conosciamo, purtroppo) e VOI la volete mangiare?? Già mangio poco e mi volete levare il pane (MAGARI!!) di bocca?? Niente, il piatto del vicino è sempre più buono. Se poi è dietetico, diventa irresistibile proprio. La gente è cattiva. Insisto.

In tutto questo periodo di patimento e privazione sono ingrassata di due chili. DUE CHILI. In un mese. Ho quindi mantenuto lo stesso ritmo di prima, quando mangiavo quello che mi pareva. Ora, non vorrei dire, ma forse (forse, eh?) il mio metabolismo la dieta non la vuol proprio fare e tutto quello che gli arriva lo stipa subito da qualche parte. So anche dove: un posto in cui non batte il sole, così il grasso si conserva meglio e non irrancidisce. Avendoglielo fatto notare, la dietologa decide di togliermi: 10 gr di pasta e 10 gr di pane al giorno, oltre all’olio (che pare sia il tuo peggior nemico, dopo il riso).

Adesso ho una certezza: la mia dieta funzionerà di sicuro.

500

Colgo l’occasione del traguardo mensile raggiunto (più di 500 followers) per pubblicare gli ultimi ‘complimenti’ che mi hanno fatto. Tenete conto che per tre giorni ho vissuto a stretto contatto con la celeberrima e famigerata coppia Fattore M – Variabile Sigma e questo, già lo sapete, aumenta in maniera esponenziale il materiale complimentoso. Segue elenco:

  1. Variabile Sigma: “Ma che pantaloni ti sei messa??“, io, pronta: “Eh, no! Li ho presi con mamma!” e il Fattore M, infingardo: “Ho visto. Quando li ha comprati non le stavano così.” Quindi, se capisco bene, un capo di abbigliamento dopo un tot di tempo passato a contatto con me diventa automaticamente sciatto. Per osmosi.
  2. Sto facendo colazione e la Variabile Sigma: “Ma mangi TUTTA quella roba (un plum-cake al farro, 4 biscotti di riso e una tazza di caffè molto diluito)??” No, volevo solo fotografarla. Adesso la rimetto via.
  3. Io, cercando conforto: “Cavolo, ho davvero i piedi gonfissimi!!!” e lui: “Beh, è normale. Devi cercare di tenerli su e di riposarli più che puoi. [pausa] Che poi star sdraiata è la cosa che ti riesce MEGLIO!!
  4. Sei FUORVIANTE! [Non ti obbliga nessuno a darmi retta quando parlo, eh? Pensa che spesso mi ignoro da sola.]
  5. Io: “Mi passi l’acqua?” e lui: “Non ce n’è.” Io, insistendo e indicandola: “Ma no, quella là, che è aperta!” e lui: “Quale? Questa? Ma è lassativa! Non ne puoi bere tanta, altrimenti ti ca**i addosso!“. [Conoscevo l’acqua diuretica che ti faceva assomigliare a un campanello (plin, plin!) e già trovavo inquietante che uno avesse la pipì musicale, adesso sono ancora più spaventata. Acqua che elimina l’acqua (?!), che non ti fa venire i calcoli, che facilita la digestione, che stimola l’evaquazione, che cura gli ammalati, ecc. Ma un’acqua che disseti e basta non la fanno più??]
  6. Io. “Vabbé, in questo periodo ho un po’ la tendenza a buttarla in vacca…” e lui: “Sì, in questo periodo sei più VACCOSA.” [Fai sul serio??]
  7. Ti sei INFISSITA [ossia: hai aumentato la tua densità corporea]. Talmente infissita che hai raggiunto la densità di una NANA BIANCA.
  8. Devi andare ANCORA in bagno?? La prossima volta che usciamo, mettiti un catetere!! [Comodo. Come ho fatto a non pensarci prima? Lo metto nella borsa e hop! Non se ne accorge nessuno, eh?!]
  9. Lo mangi tutto, quello? [annuisco] Me ne dai un pezzetto? Lo faccio anche per te. [Non vedo in che modo io possa trarne beneficio…]
  10. Ho comprato il gelato! [sono intollerante al lattosio, quindi faccio una faccia perplessa] Vabbè, ce n’è di più per noi. [Ok, allora io vi guardo, limo le sedie e mi mangio la segatura. Non fate caso a me.]

Finzione e pubblicità

Non so se sia una vera e propria patologia, ma sono diventata intollerante alle pubblicità dei prodotti per pulire la casa. Anche alle pulizie, a dirla tutta, ma questa è un’altra storia. Lo sappiamo che la pubblicità mostra un Mondo che non esiste (Banderas che fa il mugnaio gallinofilo, Bruce Willis che si fa insultare da uno con “sei de coccio” senza fargli saltare tutti i denti, la bambina che fa i percorsi con gli orsetti gommosi invece di mangiarseli, ecc.), ma qua mi pare che stiano esagerando. Qualche esempio:
  • La mamma che trova la teglia incrostata di parmigiana in camera del figlio e gli dice solo di lavarla. Certo. Credo di più all’esistenza della lavastoviglie parlante che si vede subito dopo.
  • Il bambino che considera la sua mamma super perchè elimina i germi. Si è MAI visto un bambino interessato all’igiene?? Se lo facesse sguazzare nel fango e saltare nelle pozzanghere, allora sì, sarebbe una mamma super! Chiedete a qualunque bambino.
  • I bambini, con tanto di cane, che disegnano e dipingono ovunque, pure il parquet. I genitori li vedono, sorridono e se ne restano belli sereni. Con le Furie che distruggono la casa?? Sul serio?? In realtà è uno spot per una nuova droga, vero? Quei due là son drogati, per forza e qualunque cosa abbian preso, io la comprerei. Che si tengan l’aspirapolvere.
  • La madre che vede entrare il figlio con le scarpe infangate (ha seppellito un suo amico nella palude??). Quello, oltretutto, crea una scia che manco la versione zozza di Pollicino e lei, invece di prenderlo a mociate sulla testa, pulisce. LEI. Qualunque madre gli avrebbe fatto pulire con il suo spazzolino da denti e poi glielo avrebbe anche fatto usare.
  • La madre che vede i figli che stanno facendo delle finte torte di melma e confetti e dice che è “tranquilla” perchè tanto mette tutto in lavastoviglie con un prodotto che si chiama XXX Powerball (si rendono conto anche loro che le palle che raccontano son potenti…). Nella realtà alla madre sarebbe scoppiata una vena del collo e avrebbe dovuto pulire pure il proprio sangue.

Forse esagero perchè sono fisicamente incapace di vedere un bicchiere libero e felice su un tavolino, senza andare a prendere un sottobicchiere. Faccio un esempio pratico. Un giorno sono a casa dei miei, sul divano, a bere una tazza di caffè. Mi viene incontro una bambina di circa un anno, che inciampa sul tappeto. In due secondi mi rendo conto che ho due possibilità: la prima è rovesciare la tazza macchiando ovunque e salvare la bimba prima che cada; la seconda è lasciar cadere la bimba, appoggiare la tazza sul tavolino e consolarla dopo la caduta. C’era il tappeto, non si è fatta molto male. Vi sembro una persona orribile? Ho subito un condizionamento ventennale, tipo Alex, il protagonista di Arancia Meccanica. Son traumi seri. E finisco con una pubblicità che invece mi piace molto perchè adorerei un Mondo in cui la gente esce dal bagno ballando questo o la Macarena:

La Fata dei Proverbi / 3

Eccovi in anteprima l’ultima creazione della collezione autunno/inverno della Fata dei Proverbi:

Adesso devono andare con le MANI di piombo.

La cosa bella è che te la spiega: devono andare ancora più piano. Giura. Per il peso delle mani? Le mani plumbee toccano terra? Devono prendere qualcuno a cartoni e con il piombo il risultato è garantito? Camminano con le mani (non li rallenta già abbastanza?)? Ma che gente frequenti?? A parte me, dico.

Nello stesso contesto, scopro (con un certo stupore) che per anni ha creduto che il proverbio fosse:

“Tanto va IL GATTO al LARGO, che ci lascia lo zampino”.

Primo: è un gatto pirla che va al mare, si spinge al largo finchè non riesce più a nuotare e muore annegato. Secondo: l’amore dei gatti per il mare è proverbiale (Chi non ha usato almeno una volta nella vita uno di questi: Chi dorme non piglia gatti oppure Gatto dopo gatto si svuota anche il mare oppure Il gatto grande prende il gatto piccolo). Inoltre è pieno proprio di spiagge per i gatti. Infatti Lignano Sabbiadoro è famosa per le lettiere. Terzo: è una gatta, non un gatto! Non è che la gatta sia più furba perchè va al LARDO e mal che vada se lo lecca, ben che vada se lo mangia tutto; ma è molto alto il rischio di perdere uno zapino, a causa del contadino, proprietario del lardo. Il gatto saluta dalla boa.

Proverbi sui gatti ce ne sono molti, ma alcuni li ho sempre trovati curiosi:

  1. Gatta ci cova. Mi son sempre immaginata un gatto con sotto delle uova. Son l’unica?
  2. Una gatta da pelare. Ma perchè DIAMINE uno vorrebbe pelare un gatto?? Che ci deve fare? Il tappetino da bidet? Due guantini per il nano in giardino? La custodia dell’iPhone?
  3. Avere sette vite come i gatti. Résultat de recherche d'images pour "gatto a nove code"Ve ne ricordavate nove? No, mi spiace deludere anche i gatti, ma qua in Italia son sette. Quindi, se sei un gatto, ti conviene abitare in Inghlterra, che hai due vite in più. C’è anche il gatto a nove code (vedi foto), a cui i maniaci avranno pensato subito. Pure io, ma quella è una cosa che penso abbia a che fare con Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Fermiamoci qui e lasciamo correre la fantasia.
  4. Ci saran stati/eravamo quattro gatti. Si usa per dire che c’è poca gente, ma se ci pensate quattro gatti insieme fanno un casino allucinante. Quando si incontrano a due a due sotto le finestre della mia palazzina volano secchiate d’acqua, mica croccantini, eh? Partono anche le scommesse, ma questa è un’altra storia. Se ne mettiamo quattro insieme, il centro commerciale di sabato pomeriggio sembrerà una Spa rilassante!!
  5. Lavarsi come i gatti. Cioè ti lecchi invece di lavarti con l’acqua. Son scelte. Sbagliate. Questa pratica, a mio parere, ha molti seguaci. Il che spiegherebbe l’odore da topo morto che si porta in giro molta gente e l’alito da erba gatta vomitata. Se ci pensate, tutto acquista un senso.
  6. Fare/Essere la gatta morta. Viene usato per dire che una che finge di esser tranquilla e invece non lo è. Dalle mie parti si dice “bronsa cuerta”, brace coperta, che rende bene l’idea di uno che si fida, la prende in mano e si becca un’ustione di terzo grado. IL’altra espressione rende meno, invece. Se una gatta è morta, puzza, ha i vermi e i topi le ballano attorno. Oppure c’è un nano freddoloso che cerca di pelarla.