RdC / 61

  • Variabile Sigma: “Stai meglio con i capelli pettinati!”
  • Variabile Sigma: “MA cosa ti sei messa? Sembri una SCIURETTA anni ’80!” [Pantalone blu e maglia bianca, per inciso]
  • Variabile Sigma: “Santa Pace! Ma fattelo un trattamento al viso! Per carità! Te lo pago io!”
  • Incontrando un mio ex fidanzato, che ricorda i tempi andati, se ne esce con: “No, vabbè, a me di te non aveva DI CERTO colpito la bellezza!”. Ok, a mai più rivederci.
  • Variabile Sigma: “Mah, non so…i tuoi post non fanno più ridere come una volta. Dovresti andare da mamma per un po’.” E della mia salute mentale chissenefrega, giusto?
  • Io: “Devo andare a cena con XXX…” Fattore M: “E ci vai IN QUELLE CONDIZIONI???”
  • Fattore M: “Dio mio! Vai dalla parrucchiera a farti la ricrescita che sei INGUARDABILE!”
  • Un amico: “Sei sempre bellissima!” Io, imbarazzata: “Ehm, grazie, ma ho messo su 10kg, ho la ricrescita, ho delle unghie che gridano vendetta al cospetto di Dio…Proprio bella non direi.” Lui: “Sei bella dentro!”. Ah, ok. Una cosa tipo: “Va’ che bel pancreas che hai?” Il fegato no, poraccio, ormai è spacciato.
  • Dobbiamo dare una medicina a Teniotto e lo pesiamo: 23kg. Poi, per ridere, mi peso io. Quasi 70kg. [vestita, eh?!] Costante I mi guarda, lo guardo, mi guarda, lo riguardo. Io: “Questa bilancia non funziona!” Lui: “Sì, certo. Solo con TE non funziona!” Eh, che ti devo dire, le bilance son così: instabili.
  • Dobbiamo dare una medicina a Teniotto (sì, di nuovo, ma dopo qualche mese). Lo pesiamo. Poi mi peso io. Ho perso un chilo. Oh, par poco, ma pian pianino arriverò al mio peso-forma di 55kg. Con calma. Guardo la Costante I e gli dico: “Oh, ma ‘sta bilancia non funziona proprio, eh?” Lui: “Non commento neanche…” e ruota gli occhi al cielo. Bon, ok, è colpa mia. Me le cerco.
  • Fattore M, guardando un servizio in TV: “Ma…ma…(guarda me, guarda la TV, riguarda me, riguarda la TV) Sei UGUALE alla Schlein!!”. In effetti noto delle somiglianze. Quindi, se vi chiedete che aspetto io abbia, è più o meno questo.

Sì, beh, aggiungete la ricrescita, un dieci chili in più e i denti più storti. Meglio essere obiettivi.

Il Corriere

Teniotto è a casa da scuola perchè malato. Gli propongo di fare un riposino pomeridiano. Ci mettiamo a letto. Io dormo, lui no. Ad un certo punto sento che si alza e si dirige in salotto. Armeggia con dei giochi, richiudo gli occhi. Mi dico il classico e intramontabile: “Dormo 5 minuti e poi vado di là”.

Mi sveglia il suono del campanello della porta. Mi ricordo che aspetto un pacco e mi fiondo a rispondere. Trovo Teniotto che, con la cornetta del citofono in mano, sta dicendo: “Sì, me lo lasci pure in entrata, dopo vengo a giù a prenderlo!”.

Ah. Così, autonomo.

Dall’altra parte sento che il tipo sta parlando. Prendo la cornetta e faccio in tempo a sentire: “… mi deve mettere una firma.”. Dico che arrivo.

Mi metto su un paio di ballerine e scendo.

Questo lo spettacolo che si presenta al corriere: donna con capelli arruffati, segni di cuscino sul viso, bava incrostata su un lato della bocca, occhi a fessuretta; leggins neri con un buco all’altezza del polpaccio e semi-trasparenti; maglietta della salute stropicciata e attillata che arriva a coprire un decimo di quello che dovrebbe (e dovrebbe, dovrebbe proprio); ballerine da donna sciatta livello Dandora Dump Site in Kenya (o cava di Malagrotta, per restare nella penisola).

Biascico una cosa tipo: “Scusi, ha risposto il bambino”.

Mi squadra, mi schifa e mi porge il tablet. Firmo come se avessi imparato a scrivere ieri, con un dito.

Prendo il pacco, saluto e torno su. Rimugino sul fatto che avrà pensato che fossi drogata/ubriaca/malata mentalmente e che sarà stato tentato di chiamare i servizi sociali. Mi guardo allo specchio e annuisco. Sì, minimo minimo entro un’ora arrivano i Carabinieri.

Qualche ora dopo lo racconto a mia sorella. Commento: “Figurati!! Avrà visto di peggio!!”.

Ne dubito, fidati, ne dubito.

I denti

Teniotto perde un incisivo. Lo mette sotto il cuscino per la formica1.

Il giorno dopo Teniotto si sveglia e mi sveglia: “Mamma! La formica non è passata! Non ha preso il dente!”

Bestemmie interiori. Mi son dimenticata.

Accampo scuse a caso:

  • Si sarà dimenticata!
  • Magari di domenica non lavora.
  • Beh, ma magari non è riuscita a sollevare il cuscino perchè tu avevi la testa sopra. [Sì, questa è quella più becera perchè ho dato la colpa a LUI per uno sbaglio che ho fatto IO]
  • Forse non aveva monetine.

Chiedo l’aiuto della Costante I, che farfuglia qualcosa sul fatto che passerà domani. Teniotto mi guarda e mi dice: “Ho il sospetto che la formica in realtà sia tu!”

Io: “Ma ti pare? Io? E perchè dovrei darti dei soldi?”

Lui, dopo averci pensato su: “No, è vero. Le monetine ti servono per il caffè!”

Ah, ok.

Il premio Mamma dell’anno quest’anno lo fanno? Vi straccio tutte, eh?! Ma proprio tutte!

PS: La formica è passata il giorno dopo. Teniotto dice alla nonna che ha ricevuto due euro, la nonna dice che la formichina è tirchia e che poteva almeno dare 5 euro. Non le va mai bene niente. Mai. Mi critica pure le creature fantastiche…

  1. Allora, non cominciamo la solita e annosa discussione. Lo so, per alcuni sarebbe un topino a portarsi via i denti da sotto il cuscino. Ora, capisco che forse sia un riferimento alle condizioni igienico-sanitarie dei secoli scorsi, ma che un topo ravani sotto il mio cuscino mentre dormo, mi fa schifo. Immaginate la stessa storia con gli scarafaggi o i ragni. Chi avrebbe dormito?? Comunque, secondo la leggenda più acceditata, il topino sarebbe specializzato in dentini da latte e quindi sospetto che sia della stessa famiglia di quelli del Parmareggio. In ogni caso, fatina? topino? formica? cormorano? stercoraro (ecco, in questo caso io però due domande sulla mia igiene personale me le farei)? Fa niente, il risultato è che, chiunque tu sia, se ti porti via i miei resti umani, me li devi pagare. ↩︎

Festa della mamma

Scrivo dopo alcuni giorni perchè ho dovuto elaborare la cosa.

Teniotto torna a casa, per la festa della mamma con questo disegno, dicendo che sono io.

Ora, capite lo shock?

Sembro Ozzy Osbourne; sulla testa ho un opossum; ha insistito nel rimarcare le rughe sulla fronte; sono pallida come la morte. Vestita sciatta, per forza.

Faccio vedere la foto alla Costante I: “ORCO CAN!”. Ci riprovo con mia sorella: ride. Faccio vedere la foto a mia madre. E qui, direte voi: “Ma sei fuori?? Ma che ti passa per il cervello?? Ma che ti aspetti??” Boh, non lo so. Albert Einstein definì la follia come il ripetere alla nausea la stessa azione aspettandosi dei risultati diversi. Ecco, credo sia questo. Oppure spero che prima o poi subentri un po’ di demenza senile e mi dica cose più gentili.

Comunque, mi dice, testualmente: “Beh, ma ti ha disegnato anche TROPPO bene! Tu mica sei così magra!!”

Bon, vi chiederete perchè il pargolo non sia stato defenestrato. Primo: ha 7 anni; secondo: ha disegnato un cuore con dentro il simbolo dell’infinito. Pura poesia.

Promesse nuziali / 2

EPILOGO

Torno a casa (martedì) con Miciozilla e Teniotto.

Miciozilla: “(farfuglia qualcosa)…con la mia fidanzata.”

Io: “Ah, ok. Tutto bene con Jo, allora.”

Miciozilla sorride contento, Teniotto mugugna qualcosa. Gli chiedo di ripetere.

Teniotto, arrabbiatissimo: “Oggi Meg [sì, la sorella maggiore è in classe con Teniotto, la seconda con Miciozilla.] mi ha detto che siccome Miciozilla sposa Jo, allora io DEVO sposare lei!”

Io: “…” E che siamo? In un romanzo di Jane Austen?

Teniotto continua, sull’orlo del pianto: “Ma io…NON VOGLIO!!!”

Seguono rassicurazioni sul fatto che non c’è problema e nessuno lo costringe e ci mancherebbe, ecc.

Miciozilla, canticchiando: “Io mi sposerò con Jo! Io mi sposerò con Jooooo!!!”

Io: “Eh, vabbè, tu ti sposi, lui no. Cosa ti devo dire? Verremo al tuo matrimonio!”

Miciozilla: “No. Tu no.”

Il mio primo contrasto con la nuora? Oddio son quasi emozionata.

Io, incuriosita: “E perchè?”

Miciozilla: “Tu sarai morta.”

Ah. OK. Bene. Cioè, no, dico, fa piacere. Qualche altra buona parola?

[poco tempo dopo, sempre martedì]

La racconto a mia sorella.

Variabile Sigma: “Sì, beh, non ha tutti i torti, potresti essere morta.”

Io: “MACCHECXXXO avete tutti quanti che mi augurate la morte ogni due per tre??”

Variabile Sigma: “No, vabbè, non ti incazzare. Scusa, fai due calcoli: si sposerà verso i 35-40, tu all’epoca avrai XX. Quanto vuoi vivere, scusa?”

Io: “Beh, ma scusa, conto di vivere ancora un 30/35 anni…”

Variabile Sigma, dubbiosa: “Mah, non so. Forse sì, ma se pensi che non fai movimento, hai il colestero alto, sei in sovrappeso [5kg], bevi [un bicchiere a settimana è bere? Cioè, in Veneto se lo dici in giro la gente ti guarda, scuote la testa e ti dice: “poareta”], hai dolori sparsi e la cervicale [sì, ok, ma sto pagando la villa al mare al mio fisioterapista, prima o poi migliorerò, no?], nella nostra famiglia ci sono parecchi casi di tumore [ti spiace se mi massaggio le ovaie, non avendo testicoli sotto mano?], fumi [una sigaretta al giorno, dai!], sei stressata [DOMANDATI perchè…]…”

Io, scocciata: “Hai finito?”

Variabile Sigma: “Mhm, direi di sì, ma di sicuro dimentico qualcosa.”

Quando dicevano dell’importanza degli affetti, del calore e del sostegno della famiglia, di sicuro non parlavano della mia. Ecchecavolo! Mica sono così vecchia e decrepita! Certo poi sono andata a letto, ranicchiandomi sotto la trapunta, con un pigiamone felpatone e con la boule dell’acqua calda, ma è solo perchè faceva molto freddo. Sì, molto molto freddo.

[CONTINUA?]