La valle dei Lord

Ve la ricordate la rompiballe che viaggiava con due adolescenti e un’amica di qualche post fa? Bene. Sappiate che il peggio doveva ancora arrivare.

Gli adolescenti stilano, ad alta voce, una classifica delle coetanee (testuale, ho solo cambiato i nomi): Tizia è una t*oietta, Caia è ins*opabile, Sempronia è un boiler, ecc. Dire che non me ne frega una cippa, è riduttivo. Sono più interessata alla crescita del muschio sugli alberi e credo sia lo stesso per Tizia, Caia e Sempronia. Non che uno pretendesse granchè da due adolescenti, ma che le due signore sui cinquanta (di cui una la madre) trovassero la cosa divertente, mi ha stupito. Si passa poi ai problemi di cuore del figlio più grande (chiamiamolo Tizio). Vi fa tenerezza? Non dovrebbe. Premessa: Tizio stava con Matilde, la quale, ad un certo punto, lo ha mollato, per ragioni – dice lui – ignote. Qualche indizio sulle motivazioni lo ricaviamo dal comportamento di lui:

  1. L’ha minacciata dicendo che l’avrebbe “pestata a sangue” se lei lo avesse tradito;
  2. Le ha bestemmiato contro per 40 minuti perchè era in ritardo, davanti a tutti gli amici. Aggiunge tuttavia che “Quello con cui stava prima la trattava male! Era da X [nota località montana] ed era una mer*a, come tutti i XXXni! [abitanti della valle montana, dove – secondo il quartetto – sono tutte delle bestie. Nella loro valle invece son tutti lord inglesi.]”.

Un punto è chiaro: lui vuole tornare con lei perchè la ama. Tenetelo a mente perché alcune sue affermazioni (più sotto) potrebbero sembrarvi strane. Non lo sono. Lui è davvero molto innamorato. Si vede.

  1. Se io aspetto un mese poi perdo il sentimento per lei. [La famosa scadenza a 30 giorni. Manco lo yogurt.];
  2. Per me, se mi ha tradito, è una pu**ana! [pausa] Io voglio chiarire con lei. [Ma in quanti siete in quel cervello?? Fate un briefing, una riunione con la Dura Madre, una votazione per alzata di sinapsi, ma mettetevi d’accordo, dai!]
  3. Poi tanto a venti / venticinque anni sarà una vecchia e non la vuol più nessuno. [Che problemi hanno ‘sti adolescenti con quelli di 25 anni??];
  4. Io devo sapere se è stata con un altro! Se è successo cosi’…per me è finita. Caio [un suo amico] mi ha consigliato di s*oparmela e poi di lasciarle 5 euro sul comodino. [La valle dei Lord.];
  5. Ma è lei che non mi vuol vedere e mi evita! Io ho provato di tutto! [Immagino.]
  6. Le donne fanno quello che vogliono e han sempre ragione! Io voglio recuperare il rapporto con lei ma lei non mi risponde neanche quando la chiamo. [Eh?!]
  7. Le donne sono comunque più t*oie degli uomini! [E si accoppiano con gli alieni?]
  8. Lei è orgogliosa. Ma a cosa serve l’orgoglio in una relazione? Io se sbaglio chiedo scusa. [Implicando che è lei quella che deve chiedere scusa e che lui non ha fatto niente di male. E il fatto di dirne peste e corna, non è qualcosa per cui chiedere scusa. Certo. Ha senso.]

Riassumo: Matilde sta con Tizio finchè si stanca di lui e lo lascia. A lui non va bene la separazione e vorrebbe “recuperare il rapporto con lei”. Il problema è che lei non lo vuole vedere e lo ignora completamente. La complicazione è che – gli hanno detto gli amici – lei si vedrebbe con un altro. Vabbé, lui è arrabbiato perchè è già stato sostituito, inoltre è giovane e pirla e quindi dice cose a caso. Quello che mi ha davvero stupito è che ne stesse parlando con sua madre e un’amica di lei, chiedendo consiglio a due cinquantenni. La frase migliore è comunque della madre: “[Matilde] Si sta rovinando da sola. (!!) Se continua cosi’, non la vorrà più nessuno. (!!) Ricordati che un uomo si lava con un bicchier d’acqua, una donna no.“. Niente. Quella è proprio la valle dei Lord e delle Lady. Suppongo l’abbia detto perchè, secondo lei, la donna ci tiene di più dell’uomo alla propria igiene personale. Non vedo altra spiegazione. L’unica che cercava di riportare su binari di normalità una discussione allucinante in cui la ragazza passava dall’origine di tutti i mali del Mondo alla probabile madre dei figli di Tizio, era l’amica della madre, la quale, tuttavia, ad un certo punto ha rinunciato. Per disperazione.

Morale: se passate dalla Valle dei Lord, controllate il melo prima di mangiare la mela e lavatela bene, ché un bicchiere d’acqua non basta.

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UK / 5

Gita a Durdle Door

In una splendida giornata di sole arriviamo in una baia, SAM_0788da cui sarebbe partita la nostra gita verso Durdle Door. SAM_0795Arriviamo alle nove. Ci siamo noi e i pescatori. Il paesino di Lulworth Cove è deserto e desolato come il frigorifero di un mio amico che ci metteva i barattoli  vuoti perchè non si sentisse l’eco quando lo apriva. Vedere pasta, riso e caffé in frigo sembrava un po’ strano, devo dire. Tuttavia, se uno ci volesse mettere anche la biancheria intima, sarebbe un suo (strano) diritto. Lo faceva anche Marilyn Monroe. L’importante è non sbagliarsi e non mettere in frigo lo Chanel n. 5 e dormire con i cartoni del latte. Uno rischia di svegliarsi con lo yogurt o con tutti i gatti del vicinato. Comunque il posto era deserto. E uno si chiede: alle nove del mattino? Di sabato?? Scopriamo che tutto apre alle dieci. Come alle dieci?? Dalle mie parti quando la gente decide di fare un’escursione è sul posto prima dell’alba, aspetta che si sveglino gli stambecchi, munge le capre, rimbocca le coperte alle marmotte, spazzola i licheni e se è proprio in anticipo spacca anche un po’ di legna per l’inverno. Insomma, arrivare alle nove è già una roba da dilettanti, cioè da quelli che poi deve andare il Soccorso Alpino a prenderli, stupendosi perchè stavano facendo il giro del Lago Morto sul Fadalto e perdersi è dura visto che sembra lo stagno di casa di uno. A noi sembrava quindi di essere molto in ritardo, invece scopriamo che da queste parti non si muovono prima delle dieci e, non avendo fatto colazione, aspettiamo pazientemente che si degnino di aprire, che si capiscano sull’ordine (uno era! uno solo! cosa fate quando c’è gente?? chiamate la Protezione Civile??), che spremano le arance una a una togliendo prima tutti i semini, che tostino il caffé personalmente e che facciano cuocere due uova con bacon, senza che le galline si accorgano della perdita. Un bar che faceva due clienti all’ora… Praticamente invece di prendere la fuoriserie dei bar, abbiamo preso il triciclo con le ruotine bucate. Finalmente ci mettiamo in marcia e davanti a noi c’è un sentiero in salita (si noti la pendenza).SAM_0806 SAM_0808Verso metà della salita la gente tornava indietro sfinita. Giuro. Ho visto una ragazza che dopo dieci metri (dieci metri!!) aveva abbandonato perchè troppo faticoso. Ora, il paesaggio è collinare. Ti verrà un dubbio (magari piccolo piccolo?), che da qualche parte ci sia una salita, no? Cosa pensavi? Che ci fossero degli sherpa e che ti caricassero in spalla?

Durante la gita vediamo parecchia gente:

  1. che sale e cammina con le infradito (con il ghiaino è la morte sua, proprio sua) e in costume (ma il pareo era una spesa che non si poteva affrontare? Taglia sui muffin piuttosto, no? A noi che non facciamo in tempo a distogliere lo sguardo, non hai pensato? Bastava chiedere e piuttosto di vedere certe cose te l’avrei pagato io, dai! Te lo facevo anche a mano e ricamato con le tue iniziali, eh?);
  2. che incurante dei divieti si arrampica sui pendii scoscesi pensando di essere la Bianchina di Heidi;
  3. che porta salvagenti, braccioli, gonfiabili a forma di animale (già gonfiati perchè c’è gente che è morta asfissiata gonfiando la paperella del figlio di tre anni) e, soprattutto, un canotto enorme, con tanto di remi, in un sentiero vista strapombio in cui passano due persone a fatica;
  4. che pensa di essere in California e si è portata delle tavole da surf professonali con un mare su cui puoi giocare a biliardo oppure a biglie con le boe;
  5. che crede che il rosso sia il trend dell’estate e si mette a prendere il sole senza curarsi della dermatite o del fatto che potrebbe essere scambiato per il testimonial di una campagna contro il melanoma e sperando forse di camuffarsi con le stelle marine;
  6. che non capisce perché la creatura di qualche mese non debba essere portata al mare, dove non c’è un filo d’ombra neanche a pagamento e soprattutto a mezzogiorno;SAM_0802
  7. che quando vede il cartello che dice che la strada è franata e non si puo’ scendere, decide che si tratta solo di un consiglio amichevole e che val la pena di rischiare. L’amante del pericolo c’è sempre;
  8. che quando vede una cordicella che separa la gente viva dalla gente morta precipitando dalla scogliera sente l’irresistibile bisogno di vedere cosa c’è oltre [il baratro c’è! Cosa vuoi che ci sia?? La Sirenetta e i pesci colorati che ballano “In fondo al mar”??] ;
  9. che raccoglie anche il muschio e le rocce, visto che è vietato e causa l’erosione della costa. Sono solo dicerie, loro lo sanno, ché son dieci anni che vengono e ormai han fatto tre presepi viventi, duecento tappetini per il bagno (esiste davvero: teppetino di muschio), quattromila barattoli di bagnoschiuma dall’aroma improbabile e i muri di due case al mare con le cose che han preso;
  10. che fanno immersioni con la tuta e poi, siccome si son dimenticati il cambio, si rifanno la strada a piedi nudi, con le pinne e il boccaglio in mano. Dopo l’abbrozatura da muratore, quella da camionista e quella da ciclista, quest’estate arriva (finalmente!!) anche quella da sub, con il segno della maschera…

So che magari uno potrebbe dire che potrei anche farmi i fatti miei e smetterla di criticare sempre tutto e tutti. Giusto. Cosa farei IO se la gente cominciasse a parlare male di ME, a criticare quello che faccio e a prendermi in giro, magari anche con me presente? Eh? Come mi sentirei? Eh? Cosa farei? Eh? Eh? Beh, credo che aprirei un blog.

Nella prossima e ultima puntata: gli studenti volanti.

Uno più uno

Eccomi qua di nuovo a ringraziarvi per il traguardo delle 5000 visualizzazioni. Per la seconda volta. E quindi siamo a 10.000. In tre anni di vita. Che sembrerà poco, ma io son fiera. E mi showoffo pure, visto che vi lovvo per questa cosa. Che dire? Grazie ancora per aver perso tempo guardando questo sito. E siccome, come dice mia mamma, l’erba cattiva (io) non muore mai e ho sette vite come i gatti (neri), credo che mi troverete qui ancora per un bel po’. Poi stanno arrivando le vacanze, anche se c’è la crisi e nessuno si muove. Poi è meglio cosi’ perchè al sole ti viene il melanoma. Poi il mare ‘sa da freschin‘ (uova belle marce, a riprova che il sole fa male) e la montagna è verde, quindi acerba. Insomma, diciamocelo chiaramente: o uno ha un amico (lo diventa, se non lo era prima) con la casa da qualche parte (e per disperazione anche Sesto San Giovanni viene considerata campagna e Marghera località marittima – che poi i fanghi ci sarebbero, ma vabbé) oppure uno se ne sta a casa. Davanti al pc o al mac (ma se hai un mac un due giorni a Rimini te li puoi permettere, dai!). Io non ho amici. Neanche a Cuneo. Che poi è un peccato. Se qualcuno, mosso da pietà per il fatto (triste) che restero’ qui a scrivere stupidaggini per voi, mi volesse portare a Cuneo, non direi di no. Lo sogno dal 2011. E mi sogno pure la torta alle nocciole di Langa con il Barolo (chinato).

 

Illusionismo…

Vado in montagna, in un’amena località chiamata Serrai di Sottoguda, di cui ignoravo l’esistenza. Tutti quanti prendono il trenino, ma siccome sono snob e il trenino in montagna mi sembra un’assurdità, decido di salire a piedi. Poi scopro che son circa due chilometri in quasi-piano e mi stupisco della pigrizia della gente. Poi vedo che quelli che camminano con noi sono attrezzati che manco scalassero dei ghiacciai a mani nude, con tanto di pantaloni termici, racchette, scarponi, ecc. e che invece quelli in abbigliamento da turista sprovveduto o “della domenica pomeriggio, dopo pranzo e dopo pennica” si fermano ogni due metri a farsi delle foto con il cellulare, possibilmente di schiena, vista terga, in modo che si capisca che stanno salendo. Ora, ma che ti sali, che siamo in piano??  E dalla foto credi che non si capisca?? Tra l’altro, se il tuo intento è di far vedere che stai scalando l’Everest e si vedono le infrandito, non è che tu possa sembrare cosi’ credibile, sai? Spero sempre che si tratti di mancanza di ossigeno per l’altitudine…

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Aspettativa

Realtà

Realtà

Comunque, a parte la gente curiosa che si incontra sempre e vabbé, quello che mi ha più stupito è stata la cascata. Ora, io non pretendo che devino il corso dei fiumi facendo delle dighe con i corpi dei forestali oppure che portino l’acqua in cima con una catena umana  per poi farla defluire a valle oppure che facciano delle danze della pioggia in perizoma ai chiari di luna, ma almeno non mi far vedere che c’è una cascata bellissima piena d’acqua! Perchè poi io arrivo, la cerco e trovo al suo posto un rigagnolo d’acqua che neanche quando do’ da bere ai fiori sul balcone e una parete umidiccia di muschio che ci decoro la casa di Babbo Natale per anni… Ecco. Tutta quella strada e neanche una cascata decente… Per coronare il tutto il trenino passava ogni cinque minuti a portare su e giù la gente (il conducente, poraccio, che lavoro…), che ci guardava, noi a piedi, come se fossimo parte dell’ecosistema. Mancava solo il bambino che chiede alla mamma: “Mamma, cosa sono quelli?” e lei: “(sussurrando) Gente che cammina in montagna. Non li guardare direttamente, ché si infastidiscono e si nascondono nei boschi. Se non li disturbi non ti fanno niente, ma se butti per terra una carta o se raccogli fiori o funghi son capaci di rimproverarti per ore! Dai! Dagli qualcosa da mangiare!“. Segue lancio di noccioline.