La piramide

Un giorno sono in treno e sento questa frase: “Se stetti male come te, lo farei, io!“. Un dolore lancinante mi si irradia a raggiera nel petto. Cerco la causa di questo massacro verbale e scopro che a parlare è stata una ragazza che dispensa consigli a un’altra [chiamiamole Maria e Giovanna]. Maria dice che il problema è che “L’interesse si sta disfando, è meglio che restiamo amici.“. Sapevo di interessi che calavano o scemavano, ma che si disfassero, mi mancava. Giovanna conferma: “Piuttosto di stare in un limbo con tre persone… Tu lo sai, io sono contraria.”  Momento. Ci son troppi personaggi. Ci vuole un po’ di pazienza, ma arriva il chiarimento di Maria: “Quando stavo con Mattia, con l’altro [chiamiamolo Mario] non era niente, solo divertimento. Stavamo insieme da prima, siamo rimasti amici. Mica mi sentivo in colpa!”. Ricapitolo mentalmente: Maria sta (o stava?) con Mattia ma passa ore piacevoli con tale Mario, che era arrivato per primo e per questo ha acquisito dei diritti innegabili. Vabbé. L’affare si complica quando scopro che Mattia è pure vecchio, mentre Maria va ancora a scuola (frequenta la quinta) e lei sente la differenza d’età. Vorrei vedere. Stai con uno a cui interessano principalmente cantieri, farmacie e code in Posta! Cosa vuoi avere in comune con un vecchio?? Giovanna ha una sua teoria: “Tra i trenta e i quaranta la differenza non si sente, ma a venticinque anni si’. Ormai lui è maturo, ha solo da insegnarti.” Ah. Quindi lui ha venticinque anni. Venticinque. Quell’età in cui molti cominciano a pensare all’eutanasia. Forse per questo si danno all’insegnamento: accellerano un processo di decadimento ormai irreversibile. Mi piacerebbe vederle tra una trentina d’anni, quando cercheranno disperatamente di sembrare delle venticinquenni. Il karma esiste e ti inc*la sempre. Io son nata vecchia. Il che è una comodità. Comunque, alla fine capisco che il misterioso terzo uomo (chiamiamolo Caio) è quello che adesso ha le preferenze di Maria perchè: “Abbiamo tanto in comune“. Quindi, riassumendo: Mattia (fidanzato ufficiale che non sa di essere stato mollato), Mario (ex-fidanzato e amico con l’usufrutto a vita) e Caio (potenziale nuovo fidanzato / forse già in carica). Da questo ho capito che l’evoluzione del triangolo amoroso è la piramide a base triangolare (vedi disegno esplicativo). Son curiosa di sapere se esistano altre figure geometriche. Io non sono affatto contro la poliandria, perchè se tutti sono al corrente e son contenti, non vedo il problema. Inoltre ho sempre avuto una grande ammirazione per quelli/e che riescono ad avere più relazioni in contemporanea perchè io farei una confusione tremenda. Se mi capita di mettere lo shampoo sul fuoco e di lavarmi i capelli con il caffé, figuriamoci se dovessi barcamenarmi tra due o più relazioni. Probabilmente ordinerei l’agnello con quello vegetariano e mi metterei una tuta per accompagnare l’altro alla Scala. Senza contare che vorrebbe dire avere almeno un’altra Costante I. Come dovrei chiamarlo? Costante II? Diventerebbero C1 e C2, come le Citroën? No, no, dovrei pensare a un altro soprannome. Vabbé, troppa fatica. Resto sul modello unico, ché mi risparmio anche la gastrite.

Serve infine una precisazione: gran parte della conversazione mi è sfuggita – ed è stato un vero peccato – perchè mi ha distratto il tappo di una bottiglia di birra aperta con un accendino da due ragazzi poco distanti. Capisco che le mie forme possano ricordare un bersaglio concentrico o una lattina, ma mi son sentita un filino offesa. Se mi avessero colpita, avrebbero preso 20 punti. Di sutura. A testa.

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RdC / 8

  1. Tu sei una che non si fa seghe (mentali)! [Si’, ci sono aggettivi che non si possono omettere…]
  2. Adesso trovalo tu un altro che ti fa un complimento! Più o meno arriverà con una frequenza pari a quella della cometa di Halley!!
  3. Tu tratti tutti come dei deficienti! E poi pretendi che ti leggano nel pensiero!
  4. Io, cadendo dal pero: ‘Avevamo appuntamento ieri??’, lui: ‘Vabbè dai, è l’età, ti perdono…
  5. Io, ironizzando: ‘Scusa, ti lascio, devo lavarmi i capelli…’, lui: ‘Hai dormito per 2 giorni! Chissà che scimmia!
  6. Io, ironizzando: ‘Scusa, ti lascio, devo lavarmi i capelli...’, lui: ‘Guarda che li perdi a furia di lavarli! Ma tanto non hai niente da fare e puoi lavarli anche 5 volte al giorno!’.
  7. Sei poco più di un’elfa (vedi foto). [Ok. C’è di peggio…]
  8. Se vuoi mettere le mani nelle mie tasche, sei la benvenuta !!
  9. Sei…graziosa!
  10. Mi fai paura quando ti arrabbi! Ho paura che ti attacchi come i cani al polpaccio!
  11. Guardando un film in cui due persone si incontrano grazie ai rispettivi cani (tipo carica dei 101, per capirsi): ‘Ci dobbiamo comprare anche noi un cane!’, al mio sguardo perplesso, aggiunge: ‘No, ma tutte le zittelle hanno un gatto!’.
  12. Racconto che un’amica di un’amica mi ha detto: ‘Dopo la seconda bottiglia diventi più simpatica!’. Commento: ‘Ma ti ha detto di berne una a casa e poi di andare là da lei?
  13. Parlando di abbigliamento: ‘Adesso, calma, che stiano bene…è una questione di punti di vista, e prospettive, e angolazioni. Sai, le cose viste dal basso…’.
  14. In videochat: ‘Lascia pure il nero, togli la telecamera…
  15. Certo che a te hanno dato da bere l’acido della batteria nel biberon…
  16. Parlando di S. Valentino, lui: ‘Questo giorno mi ricorda che sono solo.’, io: ‘Non sei solo! E io cosa sono? Un cactus?’, lui: ‘No, tu hai più spine!’.
  17. Lui: ‘A me questa musica manda via di testa, mi piace troppo!’, io: ‘Son gusti, per carità! A me mette ansia…’, lui: ‘No, sei tu che le metti ansia!’.
  18. Io: ‘Cosa fai ancora a casa, che ci dobbiamo vedere tra mezz’ora?’, lui: ‘E tu?’, io: ‘Io sono una donna, posso farmi attendere…’, lui: ‘Cosa sei tu??
  19. Mostro il mio costume da bagno per andare in piscina, chiedendo se possa andar bene: ‘No, dai, puo’ andare. Ho visto di peggio!’, poi, dopo che l’avevo messo: ‘No, no, è troppo! Ed io che pensavo di avere un costume piccolo! Sembri una che va in piscina per farsi abbordare!’.
  20. Lui: ‘L’unica cosa bella della giornata!’, io, modesta: ‘Io?’ Lui: ‘No, la ghironda!’. Me la sono cercata…