Pannocchie

L’ultima volta si parlava di crostacei (Logica infantile) e mi è tornato in mente un aneddoto. Sì, siccome non mi succede nulla, mi rifugio nei ricordi del passato. Come i vecchi.

Il tutto si svolge durante un’uscita a quattro: io, la Costante I, una mia amica X e il suo fidanzato Y [anonimi perché se continuo a “parlar male” degli amici, me ne restano due. Di cui uno immaginario]. Dobbiamo ordinare e X mi chiede sottovoce: “Ma cosa sono le pannocchie (di mare)?” e io, che son preparata solo sul cibo, rispondo pronta: “Le cicale di mare, canocchie, da noi canoce!”.

Tempo cinque minuti, visto che la Costante I non conosce un piatto, Y si gira verso la mia amica e chiede: “Scusa, ma le pannocchie voi come le chiamate?” e lei, con aria di una che la sa lunga: “Si chiamano cicale di mare o canocchie. Da noi, canoce.”. Spetta, spetta, spetta. Dov’è che l’ho già sentita ‘sta cosa? Una faccia di bronzo che ci potevan far i cavalli di San Marco (vedi foto). Risultati immagini per cavalli di san marcoPensavate che a Venezia ci fossero solo i piccioni? Nel caso, vi pare che i Veneziani potessero fare una statua ai piccioni? Primo: li odiano. Secondo: ce n’è almeno uno (vivo) su ogni statua. Terzo: lo sguardo idiota resta anche se uno cerca di abbellirli. Quarto (e più importante): Ci avrebbe cag*to sopra in meno di un minuto. I piccioni son fatti così, come i gatti quando gli cambi la lettiera e te la fanno subito nella sabbia nuova o come Teniotto che se il pannolino non è pulito non sente manco lo stimolo. Da Teniotto a gatto. Si sta evolvendo. E non è ancora la sua forma definitiva.

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Venezia è una Spa

Secondo Tiziano Scarpa “Venezia è un pesce”. Secondo me, invece, Venezia è una spa. Pensateci un momento:

  • SAUNA: basta andarci d’estate;
  • BAGNO TURCO: in molti posti ci son le turche e comunque in tanti bagni ho visto cose turche. Siamo là.
  • AROMATERAPIA: Chiudete gli occhi e fermatevi in un punto qualsiasi: odore da freschin (uova marce) o da alghe e cozze in putrefazione (grazie alla marea), soffritto o saor 24h, gabbiani che scappano con l’immondizia e la lasciano ovunque, ecc. Sono aromi. Non stiamo qua a sottilizzare.
  • MASSAGGI: in vaporetto si sta talmente stretti che o ti massaggia il sedile rigido o l’angolo a cui ti sei appoggiato o trovi qualcuno che te lo fa gratis.
  • TRATTAMENTO CON FANGO E ARGILLA: l’acqua alta tira su tutto, ma proprio tutto;
  • OLIOTERAPIA: ringraziamo Marghera;
  • GROTTA DI SALE: ci sono i Magazzini del Sale, uno poi si organizza;
  • STONE THERAPY: d’estate, con i masegni incandescenti, uno si sdraia e voilà.
  • PISCINA: la gente si butta in canale e non sempre va a finire bene.

Naturalmente non ho detto che la città sia un c*sso. Oltretutto il bagno è LA STANZA fondamentale di una casa. A meno che non vi piaccia innaffiare e concimar le petunie in giardino tutte le sere o collezionar contenitori in ogni stanza e le mosche in salotto (e cito). Nel caso, sono usanze isolate. Isolate per forza perché se non vi isolate voi, vi isolano gli altri. E torniamo all’isola. Leggo poco fa (qui) che due signori han deciso che non volevano seguire il detto inglese “Get a room!” (Pigliatevi una stanza – e fate le vostre cose in privato) e han preferito il “Get a pontile because this is Venice, not Sparta, checcefrega?”. Ora, io capisco l’impulsività, ma TUTTI gli anni ‘sta cosa? Ma fate a gara? Cito alcuni fenomeni:

  • quelli che si gettano dal ponte di Rialto (uno è finito su un motoscafo) o, più recentemente, di Calatrava;
  • gente che fa il bagno in canale come se fosse una piscina e non ci fossero motoscafi, gondole, barchini e vaporetti che girano;
  • quelli che ‘o famo strano’ * su ponti e pontili, gondole e fontane;
  • quelli che ‘i bagni non ci sono, la faccio dove capita’ oppure ‘i bagni ci sono, ma la faccio comunque dove capita perché fa ribelle e senza Dio” oppure ‘chissà perché in ogni angolo di Venezia c’è questa cosa che se faccio pipì mi bagno tutto? Aspetta che le provo tutte!!”. Per la cronaca sono le Pissotte. 

Quindi, vedete che ho ragione io? Venezia è una (bellissima) Spa.

* Per chi se lo fosse perso:

Logica infantile / 3

ATTENZIONE!! In questo post sono presenti riferimenti a crudeltà nei confronti di crostacei e imenotteri. Gli animi sensibili sono pregati di NON leggere. Che poi non finisca come l’altra volta: Pecore in Grecia.

Il Fattore M compra delle canoce (cicale di mare) al mercato. Gertrude (bambina treenne che accudiamo) vuole vederle perché sono vive e si muovono. Mia madre deve cucinarle (poracce) e allora io ho un’idea: ne metto una in una terrina piena d’acqua (dolce).

Lo so, è una cattiveria, ma fin da piccola catturavo calabroni e/o bombi e/o api con i barattoli e li facevo morire asfissiati. Quindi guardate il lato positivo: non son diventata un serial killer.

Nella terrina la cicala gira e rigira. Gertrude è raggiante. Nel mentre le altre cicale son morte da un pezzo senza che la bimba se ne accorgesse. Io e il Fattore M eravamo preoccupate che si traumatizzasse. Per inciso: la bambina si traumatizza a veder cuocere degli insetti cicciotti, ma quando io, a circa 6 anni, ho visto sgozzare da mio nonno e i miei zii un maiale, il problema non c’era. Ad un certo punto, il dramma.

Gertrude: “Non si muove più!” e mi guarda.

Constato il decesso e cerco di distrarre Gertrude, ma lei è in fissa e non ci pensa neanche.

Io: “Eh, no. Sarà stanca… (pausa) Giochiamo alle principesse che si trasformano in bonsai?

Getrude, perplessa: “Se la tocco si muove?

Io: “Eh, non so…ma non vuoi guardare Peppa Pig?

Gertrude: “No. La tocco?

Io: “Ma no, lasciala stare, magari dorme… (pausa) Non vuoi pettinarmi e mettermi elastici e mollette?

Gertrude, testarda: “Nooo! Adesso la sveglio!

Io: “Ma no!! Poverina!! A te piace essere svegliata? (pausa) Dai che andiamo a disegnare sui muri!

Avendole proposto tutte cose che detesto, Gertrude fiuta l’inganno: “Ma è MORTA?

Io, dopo un attimo di esitazione, con aria lugubre: “Sì, è morta.

In pochi secondi penso che dovrò metterla in una scatola, seppellirla in giardino, dire due parole di cordoglio, consolare l’infante e pagare 10 sedute dallo psichiatra di tasca mia. Mentre rifletto quindi sulle parole giuste da dire per creare il minor impatto emotivo possibile, mi sento dire: “Ah, allora la cuciniamo e la mangiamo!“. Scende dallo sgabello e prende la tovaglia per apparecchiare. Ah.

RdC / 57

Eccoci arrivati al tanto atteso elenco dei complimenti che ho raccolto in questi ultimi mesi.

  1. Non sembri INCINTA, sembri GRASSA! Ah. Quindi nessuno mi cederà il suo posto in autobus neanche ‘sta volta. Ottimo.
  2. Sei vestita meglio adesso che sei incinta di quando eri normale. Visto che indosso dei vestiti due taglie più grandi e informi, permettimi di dubitarne. L’altra possibilità è che io stia  bene vestita come Homer Simpson quando decise di diventare obeso (vedi foto).Risultati immagini per homer simpson obesity
  3. Ma hai una pancia enorme! Scherzi?! Non mi hai vista dopo il cenone di Natale del 2002! O Capodanno del 2003. O Pasqua del 2004. Vabbé, diciamo dopo un cenone a caso.
  4. Costante I: “Ti ho comprato il Silk-epil e quello per rimuovere i calli.“, io: “Mi stai dicendo che sono sciatta?” e lui: “No, ma magari quando hai un po’ di tempo, son cose che usi…
  5. Io, lamentandomi con delle amiche: “Sono MESI che non bevo una birra!!” e una di loro: “Sì, ma produci latte! (pausa) Muuuuuuu!!!“. Ok, sorvolo sul fatto che mi hai implicitamente dato della vacca, ma fammi capire: secondo te io il mio latte me lo bevo???
  6. Lei, guardando Teniotto: “INCREDIBILE come assomigli alla Costante I !!“. Bon, qua mi han dato esplicitamente della vacca. Comunque, ma a chi deve assomigliare ‘sto bambino?? Al postino???
  7. Mio padre verso la Costante I, avvertendolo che stava tirando una craniata a un mobile: “Attento che ti rompi le corna!” e lui: “Eh, ma da quel punto di vista sono tranquillo…” e mio padre (MIO PADRE): “Eh, MAI esser troppo sicuri. Meglio stare all’occhio!“. Ride. Bon, allora, per capirsi: la nuova moda dell’estate è darmi della vacca? Bianca modenese? Pezzata (fa caldo, ci starebbe)? Frisona? Milka?
  8. Sei come la Coca-Cola: insostituibile! Ah. E io che pensavo fosse per la forma a tubo e la vistosa scottatura. Le righe bianche della scritta? Il segno del costume.
  9. Questo taglio ti dà un’aria più…matura. Più…da mamma. GRAZIE.
  10. Io: “Io uno che non aveva voglia di fare niente non l’avrei voluto…” e la Variabile Sigma: “Eh, ma per quello ci sei già TU!“.

Ogne scarrafone è bell’ a mamma soja

Ogni scarafaggio sembra bello alla propria mamma, ossia: fai schifo allo scopino del cesso (cit.), ma per la tua mamma sarai sempre bellissimo. Per inciso, questo vale per tutte le mamme, tranne il Fattore M. E questo già lo sapevate. Ieri mi è invece tornato in mente un aneddoto che mi è stato riferito tempo fa. Per tutelare la fonte, userò dei nomi di fantasia. Filomena, la fonte.

Filomena sta passeggiando per il paesello da cui proviene con la madre. Incrocia una conoscente, Santippe, che non vedeva da anni, che spinge una carrozzina. Si fermano, la salutano e si sporgono per guardare l’infante, Osvaldo. Momento di sconcerto. Il bambino è orrendo. Brutto, brutto, brutto. “Ne ho visti di bimbi brutti” afferma Filomena in seguito “ma quello era proprio orrendo! Inguardabile! Un blocco informe.“. Un bambino Das (pongo) o Dash (fustino del detersivo). A quel punto, le opzioni sono due:

  1. Mentire spudoratamente, dicendo che Osvaldo è stupendo;
  2. Dire la verità e farsi inseguire dalla madre furibonda.

La seconda possibilità implica il rischio di finire in ospedale per traumi multipli causati da lancio di biberon o da mazzate con ombrellini parasole. Lo strangolamento con bavaglino è raro, ma non impossibile. La madre di Filomena si profonde in complimenti (l’esperienza aiuta), mentre lei cerca febbrilmente una frase di circostanza: “Ma che bambino…(non ce la fa) Ma davvero è… (non ce la fa, non ce la fa) Però è proprio… (niente, è più forte di lei) Ma è…è…TUO?“.

Santippe, orgogliosa: “Sì!

Filomena: “Complimenti. Davvero.” [Interpretazione: complimenti per andarci in giro a viso scoperto; complimenti per non farti venire gli incubi di notte; complimenti per volergli bene lo stesso.]

Se vi dovesse servire, un’altra possibilità è puntare sul particolare meno brutto: “Che belle manine!” oppure “Guarda quanti capelli!”. Nei casi peggiori: “Ma come sei elegante con questa bella tutina!” oppure “Di chi è questa copertina?!”. Insomma: i bambini appena nati non tutti son bellissimi, ammettiamolo. Basta con ‘sta storia! Ce ne son di brutti, ma le mamme non lo vogliono sapere.

A me dicono che Teniotto è bellissimo. Secondo voi, io ci credo?