Ricorrenze

Vabbé, è l’8 marzo. Non ho detto niente per San Valentino, mi tocca parlar di qualcosa di attinente: le ricorrenze. Non so se lo abbiate notato, ma adesso va molto di moda denigrare qualsiasi festa comandata e ci son articoli, interviste, filmati, volantini, post-it, tovaglioli, pizzini, strappi di carta igienica e coriadoli, che ci tormentano con un messaggio più o meno di questo tipo: “Ah! Io ODIO la festa TOT! Io NON la festeggio perchè sono alternativo/a“. Al che verrebbe da rispondere: “Giovane, scendi dal melo (liberamente tratto dal veneto ‘smonta dal pomer’) perchè ora come ora è più alternativo portarmi un ramo di acacia a pois gialli piuttosto di non portarmi nulla.“. Basta il pensiero? Va bene. Allora usa la psicocinesi / telecinesi e portarmi qua qualcosa. L’andazzo è questo: niente a Natale (sono agnostico), niente per il compleanno (per sensibilità non sottolineo l’invecchiamento precoce che ti sta divorando), niente per San Valentino (ti amo tutti i giorni, tranne quando ho di meglio da fare o se c’è Pamela), niente per la Festa Internazionale dei Diritti della Donna (ti rispetto e non mi serve una festa per farlo. Che c’è per cena?), niente per la festa della Mamma o del Papà (hai già me, che altro ti serve?) e, se tanto mi dà tanto, manco l’uovo di Pasqua (il cioccolato ti ingrassa, lo faccio per te). No, non siete alternativi, siate onesti. Siete tirchi. Cosa deve fare una persona per avere un regalo? Entrare in un giro di prostitute minorenni? Io al limite posso entrare in un circolo anziani di Scopa clandestina o di Blood Bingo, in cui le giocatrici invece delle cartelle usano i risultati delle analisi del sangue. Se ad esempio esce il 320, una urla: colesterolo! Si puntano medicinali, carrozzine modificate con il motore Ferrari o mesi di contributi INPS. Ho visto gente impegnarsi il loculo, per dire.

Le feste, è ovvio, sono una scusa per ricordarsi di qualcosa o di qualcuno. Detto questo, fosse per me, uno potrebbe regalarmi anche una buccia d’arancia. Perchè la buccia d’arancia? Perchè il Fattore P., quando mangia un’arancia, taglia la buccia a forma di margherita e la lascia sul tavolo in cucina per il Fattore M. Vi son venuti gli occhi a cuore? Vi è schizzata alle stelle la glicemia (Ambo! Ah, no.)? Figuratevi a me, che con questi ci vivevo… Detto questo, a me tutte queste feste non piacciono perché ti obbligano a far qualcosa e io sono molto pigra. Tuttavia, sono anche democratica: non voglio niente e non regalo niente. Questo spiegherebbe l’esiguo numero di persone disposte a passare del tempo con me. Pensavo fosse l’acidità.

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