CUP / Malori

Ormai il CUP (Centro Unico Prenotazioni) dell’ospedale per me è ormai una seconda casa. Ci vado talmente spesso, che stavo pensando di arredarlo cambiando le sedie (di tortura) con poltroncine in cui uno puo’, per esempio, sedersi per più di dieci minuti. Mentre sono là e mi rassegno a dover aspettare le circa quaranta persone che mi trovo davanti, una signora chiede informazioni:

Signora 1: “Senta, non ci vedo, che numero sono?

Signora 2: “L’85. Ha davanti cinquanta persone.

Signora 1: “Oh, mamma mia! Cinquanta persone! Devo aspettare un sacco di tempo!

Signora 2: “Guardi: io ho preso due numeri per sbaglio, le do’ il mio.

Signora 1: “Oh, grazie mille! [parlano del più e del meno per un bel po’] Mi avverte quando tocca a me? Non vedo il tabellone…

Signora 2: “E’ subito dopo di me, non so dirle quale sportello, veda lei qual è libero al momento…

Signora 1: “Ma non mi puo’ dare il suo numero cosi’ mi dice dove devo andare e lei va dopo?

Di gente para*ula ne ho vista, ma questa li batteva tutti. Avrebbe potuto fare i campionati. Mondiali. La signora 2 non le risponde perchè è una signora.

[Apro una parentesi sui tabelloni del CUP. WP_20151215_001[1]Un giorno mi capita di veder uscire due numeri insieme e segue litigio tra due utenti e la sportellista, che afferma: “IMPOSSIBILE! Due numeri insieme NON è possibile! I numeri sono UNO per sportello e sono in ORDINE! Dovete andare nello sportello giusto!”. Noi guardiamo allibiti. Ricapita e stavolta ho la prova. Si noti nella fotografia che i numeri sono in ordine perchè dopo l’82 c’è il 66, si sa; e che due numeri uno stesso sportello non puo’ averli. Infatti ne aveva tre, di cui uno ripetuto due volte. Fatalità lo stesso sportello. Ora, probabilmente non lo sanno dall’altra parte del vetro, ma se ti dico una cosa, perchè devi pensare che stia cercando di fregarti? Un po’ di fiducia, dai! Fine della polemica.]

Aspetto leggendo quando sento una signora che parla con un’amica del più e del meno al telefono. Inutile usare il telefono perchè tanto, secondo me, questa la sentiva aprendo una finestra e restando comodamente seduta sul divano di casa sua. Mentre cerco di concentrarmi sulla lettura esulando dalla Maria che si è data al giardinaggio ed è un florilegio di consigli botanici, sento delle voci più acute. A uno e’ venuto un collasso. Un momento di panico e viene chiamato il 118. Siamo in ospedale e chiamano il 118. Vabbé. Dopo dieci minuti arriva qualcuno, che pone domande precise al signore. Dopo un quarto d’ora arriva anche una barella. Nel mentre la signora Maria, quella che dà lezioni di piantumazione dei ciclamini, nonostante le prime file siano in fibrillazione per quel poveretto che sta male, non si accorge di niente e continua a parlare cosi’ forte che le uniche due voci che si sentono sono:

Medico / paramedico: “Ha problemi di pressione? Prende qualcosa?

Signora Maria: “No, no, no! Solo il concime! Le altre porcherie non servono e poi sono chimiche! Meglio le cose naturali.

Medico / paramedico: “Dove le fa male?

Signora Maria: “Nei vasi, sai? In quelle bacinelle tonde con il buco, cosi’ scende giù bene tutto.

Non ricordo esattamente, ma l’effetto era questo. Comunque, alla fine se lo sono portato via. Se non esce una nuova linea di saponette per uomini anziani che non devono chiedere mai (anche perchè non sentono la risposta), direi che va tutto bene.

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