Montebelluna & Angela (versione adulta)

La versione adolescenziale (https://rubricadelcomplimento.wordpress.com/2016/01/11/montebelluna-angela-versione-adolescente/) era necessaria. Quando vedi un personaggio che seguivi quando eri adolescente e ti sembrava un Dio, regredisci automaticamente a quell’età. Segue racconto dell’avvenimento:

Un due mesi fa vengo a conoscenza della presenza in Veneto di Alberto Angela. Decido di andare a vederlo e tutti mi guardano con compassione. Vabbé, ci andro’ da sola. Spaiata come i calzini. Eccheccavolo! Una delle tappe è a Treviso. Ottimo. Venti minuti a piedi da dove abito io. La Costante I, desiderosa di marcare il territorio, decide di farsi operare una cosa che sta là da anni proprio quel giorno. Vabbé, lo accompagno in ospedale, torniamo a casa e sembra che stia bene. Invece no. Il lamento agonizzante comincia proprio quando mi dovrei vestire da persona normale, togliendo il costume della Donna Copertina.

Costante I 1 – Alberto Angela 0.

Vabbé, pazienza. Decido di prendere la macchina il giorno dopo e di andare a San Donà di Piave. Invece no. Ci metto una pietra sopra. Tanto era un Angela acerbo. E poi non ho mica quindici anni, dai! Mi alzo il venerdi’ mattina e una mia amica propone di andare entrambe a vederlo a Montebelluna. Evvai! La Costante I pensa bene di prendersi una sorta di influenza, si sente poco bene e ha la nausea. Decido di andare lo stesso. Lo so, lo so, sembra cattiveria, ma Costante I – Alberto Angela è finita 1-1 e nessuno avrebbe MAI pronosticato un risultato del genere. Cominiciamo male perchè partiamo in ritardo. Colpa mia: dovevo andare a un aperitivo natalizio. Non potevo mancare.

Spritz 1 – Alberto Angela 0

Per la legge della transitività, lo spritz batte Costante I 2-0, ma la matematica nel mio blog la faccio io e poi ho bisogno di un letto dove dormire. Le Costanti I son vendicative, altrochè!  Arrivate sul posto fatichiamo un po’ a trovar parcheggio. Entriamo, compriamo il suo ultimo libro e una signora ci consiglia di salire sulle gradinate. Scale? No, grazie. Andiamo in platea, ma c’è un delirio. Seguiamo gente che sembra sapere il fatto suo e ci ritroviamo davanti alla console e a due passi dal palcoscenico. Nello stesso istante chiudono le porte del Palazzetto. Mal che vada mi son portata l’acqua e i torroncini. Alberto Angela  arriva, parla per un’ora e mezza, non beve e non mangia niente e non dà segni di cedimento. Passa poi alle firme, una moltitudine, per due (dico DUE!) ore. INCREDIBILE. Quell’uomo è fatto di adamantio e ghisa. Noi due, in coda dietro le transenne, siamo messe a dura prova: sentiamo, per due ore (!!), una serie di luoghi comuni su qualsiasi argomento, con una voglia crescente di uccidere la tipa che pontificava e i tizi che le davano corda con (brutali) metodi di tortura medievali. Ma ti trattieni perchè se ti portano via i Carabinieri fai brutta figura con Alberto e non si fa. Scopri inoltre una nuova unità di misura: la transenna. A un certo punto avevamo una velocità di tre transenne all’ora. Come in moto senza casco o sul circuito di Imola. La stessa ebbrezza. Uguale, uguale, uguale. Arriva infine il momento della verità e il dialogo con Alberto (due parole, eh?), in cui lui, che è intelligente, capisce subito che:

  • mi manca un giovedi’ perchè chiedo una dedica idiota a una persona seria come lui;
  • è meglio non accettare nulla da mangiare / bere da me perchè forse son drogata e l’origine potrebbe essere data da un alimento e / o bibita;
  • è meglio farsi dare il nome completo della Costante I per poterlo salvare in tempo da me o almeno tentare di avvetirlo del pericolo che corre;
  • è meglio non farmi bere sui bicchieri di cristallo perchè se gli ho rovesciato il libro adosso, figuriamoci con qualcosa di fragile e prezioso;
  • la foto vorrebbe scattarla anche lui, solo a me, per darla a quelli della sicurezza perchè mi manca il famoso giovedi’, ma forse anche tutto il resto della settimana.

Bon, detto questo, la dedica (con censura):

SAM_2295AFaccio notare due cose: primo i punti di disperazione che suonano come: “Sigh! (sospiro) La assecondo, ‘sta pazza, tengo famiglia…” e secondo il “Buona fortuna!” finale, che sta a indicare che anche Alberto sa che la Costante I ne avrà MOLTO bisogno…

Torno a casa a notte fonda e trovo la Costante I che era sveglia e mi aspettava con il mattarello. Vedete che tanto male non stava?

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