Game (of) Clones_2

Continuo l’elenco di giochi della mia infanzia che stanno riproponendo:

  • Indovina chi? Un classico. Un evergreen. Non c’è modo di toglierselo di torno. L’unica differenza è che ora è più tecnologico. Usi una chiave per sapere se hai vinto, mentre prima ti fidavi del tuo sfidante. Un passo avanti per l’umanità.
  •  My Little Pony, che sono i Mio Mini Pony, semplicemente in versione più allegra e colorata.
  • Le Tartarughe Ninja, che non sono mai tramontate. Han solo cambiato nome in Ninja Turtles.
  • Il Monopoly, che deriva da quello che avevo io, in versione un po’ sfigata, evidentemente, con la I. Avevo la versione italica e provincialotta. Non ho capito perchè i nomi dei giocattoli siano diventati inglesi. In italiano non andavano bene? Si tratta di una strategia per svecchiare il prodotto? Dire ai consumatori che state vendendo loro la ‘Same Old Crap’ è meglio rispetto a ‘La stessa (identica) roba di prima’ (essendo una lady, parafraso)? Un mistero.
  • Cicciobello. Ce l’avevamo più o meno tutti. Ora c’è una versione innovativa: Cicciobello pappa e mi scappa. Sul serio: datemi quelli che decidono i nomi perchè veramente ti vien voglia di mettergli la Macarena  (la versione anni ottanta di “Ai si eu te pego”) a palla sotto casa TUTTE le notti. TUTTE. Lo so, è crudele, ma se lo MERITANO.

  • Gli immancabili animaletti schifosi di plastica.
  • L’album delle figurine, che non son più della Panini. Non è possibile. Le figurine sono SOLO Panini. Per forza. Riesumate il Signor Panini.
  • Pisolone è tornato! Non han fatto neanche lo sforzo di cambiare la canzoncina. E lo dicono anche i genitori all’inizio: “Te lo ricordi? Ce l’avevamo anche noi!“:

Ma sforzatevi un minimo, diamine! Mettete una lucina per leggere, il caricabatterie per il tablet, un riscaldamento interno, la musichetta per fali addormentare, un porta-bicchiere per le bevande… Ma ve le devo dire IO queste cose??

  • Emiglio, il robot. Emiglio…è meglio. Emiglio, sul serio: sarebbe stato meglio lasciarti negli scatoloni dove eri stato per questi trent’anni. Quelli della Giochi Preziosi lo descrivono cosi’: “E.M.I.G.L.I.O. è tornato! Con un design totalmente rinnovato e nuove fantastiche funzioni il tuo amico-robot spaziale è pronto ad accompagnarti in ogni avventura! Indossa il Bracciale Cosmico e guida E.M.I.G.L.I.O. semplicemente grazie ai movimenti del tuo braccio! […] Inoltre per la prima volta E.M.I.G.L.I.O. esprime le sue reali emozioni, oltre 10 espressioni facciali per un realismo mai visto!“.  Primo: per cosa sta E.M.I.G.L.I.O? Sta per [E] lectronic [M] echanical [I] ndustrial [G] enerated for [L] ogical [I] nfiltration and [O] bservation. Vi ho aperto un Mondo, eh? Emiglio è in realtà una spia? Chiedero’ a Giacobbo. Secondo: cosa faceva prima? Era un robot radio comandato, con la testa mobile, lucine che si accendevano, gli occhi che si illuminavano, uno zaino e le mani mobili per poter portare un vassoio su cui appoggiare degli oggetti. Poteva camminare, parlare ed emettere suoni e luci. La differenza? Adesso ti danno un bracciale tecnologico (cosmico…) con cui lo puoi guidare, prima invece avevi un telecomando. Poi è spaziale e cosmico. Vabbé. Infine esprime le sue emozioni. Guardate, non mi pare ‘sta bella idea. Questo robot viene utilizzato come uno schiavo. Volete seriamente vedere che faccia fa quando vi manda?
  • E ancora i giochi per bambina, per cui puoi diventare, a scelta: cuoca, ballerina oppure parrucchiera. Giusto. Cosa volevi fare, tu, bambina, da grande? Cosa? L’avvocato? Ma scherzi?? Come? Il medico?? L’astronauta come Samantha?? Guarda che è una montatura delle femministe: è un uomo travestito. giocattoli-per-bambinaInfine ci son giochi (vedi foto e nota il Very, che fa internazionale) in cui già da piccola ti vesti da grande, fai shopping come i grandi e diventi velocemente una consumatrice di quella gigantesca azienda che macina miliardi sulle insicurezze femminili e sul fatto che se non sei bella e giovane, sei automaticamente da buttare nel cestino. Dell’umido. Io bella e giovane non lo son mai stata. Un problema in meno.

Concludendo, come ha detto un mio amico: “Viviamo in un Mondo di peperoni.“. Lo so, non è una battuta immediata, ma è un amico che ho cominciato a capire solo dopo aver scoperto la Stele dei Rombi, una sorta di Stele di Rosetta de’ noialtri. Comunque, in seguito sviluppa il concetto: “Queste aziende di giocattoli ci ripopongono le stesse cose di trent’anni fa!“. Infatti hai l’impressione che siano gli anni ’80 – ’90, con fuseaux, maglie enormi stampate, Converse e colori fosforescenti inclusi. Poi ti guardi allo specchio, vedi le rughe invece dei brufoli e capisci che non hai 15 anni. Per fortuna.

Termino con un appello. Si’, dico a voi, pubblicitari, creatori di giocattoli e di nomi (basta ballar la Macarena! Fermi un attimo!): bambini ne avete MAI visti? Ne avete qualcuno? Quelli nuovi, dico. Non quello che vi ricordate di quando eravate giovani VOI. Dico bambini veri. Quelli che son bambini ADESSO. Secondo me è più probabile che abbiate visto uno Yeti piuttosto di un bambino in carne, pannolino e moccolo. Oppure ne avete uno congelato criogenicamente nell’85, che ogni tanto tirate fuori. Perchè? Perchè altrimenti avreste pensato a giochi più creativi, dai! Un esempio? Volete un esempio? Se mi date il vostro stipendio ve lo dico. E scongelate quella povera anima, su!

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