I gatti e le carote

Bon, difficile negarlo: la nuova Miss ha pestato una mer*a. Poraccia. Si veda la parodia della sua risposta:

Ne sono uscite una serie di parodie, tra le quali noto quest’altra, che ho trovato divertente. Ossia: “Vorrei abitare a Vicenza, tanto non son mica un gatto!“.

Un gatto no, ma neanche una volpe. Dopo averne viste un bel po’, son diventata empatica. Io. No, davvero. Si tratta di una cosa imbarazzantissima. Sono momenti difficili e mi sono sentita vicina a questa povera ragazza, che tutti hanno trattato come una mentecatta. Non esageriamo. Segue elenco di cose molto imbarazzanti, secondo me:

  • Esci dal bagno e ti resta la carta igienica attaccata da qualche parte o ti finisce la gonna nelle mutande o una cosa cosi’.
  • Esci di casa in ciabatte o con le mollette che ti ha attaccato la bimba o, peggio, con il trucco che ti ha messo la creatura perchè tutto farà nella vita, tranne l’estetista.
  • Vedi uno per strada e lo scambi per un tuo caro amico, lo raggiungi, lo abbracci e solo dopo ti accorgi di chi si tratta. E se quello controlla di avere ancora il portafogli, è anche peggio.
  • Sei in una casa che non è la tua e, non sapendo di avere dei vicini che si affacciano, giri in mutande. La cosa peggiore sarebbe se quelli alzassero le palette per darti i voti, ma accade di rado.
  • Sbagliare bagno e finire in quello degli uomini che ha solo urinatoi. Nel senso che non è che puoi fischiettare e far pipi lo stesso. Diventa complesso e rischi di fratturarti un femore.
  • Arrivi in ritardo quando qualcosa è già iniziata (celebrazione, comizio, discorso, riunione, ecc.), apri dolcemente la porta, ma quella sbatte e tutti si girano a fissarti. A volte chi parla fa anche una battutina, cosi’ anche quelli che non se n’erano accorti perchè si stavano soffiando il naso, ti fissano.
  • Qualcuno pubblica le tue foto di quando, da ubriaca, hai abbracciato gli alberi, tre agenti della Polizia e la statua in una fontana. L’alcool è la prima causa di profondo imbarazzo. Pensaci.
  • Parlare male di qualcuno e quel qualcuno si materializza. Certa gente basta anche solo evocarla.
  • Non sapere cosa dire a un parente / amico / conoscente / tizio trovato in ascensore, con conseguente silenzio pesante. Cosi’ pesante che riesci a distinguere il ticchettio del meccanismo dell’orologio di quello che sta nella stanza a fianco.
  • Cercare insistentemente di inserire una carta di credito nel bancomat, per poi scoprire che è la tessera dell’Esselunga. Con variante: cercare di infilare la tessera dell’Esselunga nel tornello della Metro e lamentarsi con il controllore perchè non funziona.
  • Controlli in areoporto con gente che ti fruga nella borsa e trova cose varie: asciugamani con il logo che hai rubato da qualche parte perchè avevi finito i fazzoletti, crema per le emorroidi, salviette rinfrescanti di Trenitalia, penne griffate di PosteItaliane, ticket di un film romantico, oppure, la peggiore: moka, tazza e caffé (che è autobiografico: Moka, tazza e caffé).
  • Controlli specifici della polizia con gente che ti fruga nel bagaglio e tira fuori i tuoi indumenti intimi senza fare una piega. Tu invece di pieghe ne stai facendo, anche internamente.
  • Sbattere contro una porta a vetri di quelle senza rondini. Servono le rondini. Servono. Servono molto. SERVONO. Dateci le rondini!!
  • Sbattere contro un palo / inciampare / cadere da dei gradini camminando per strada mentre stai cercando di darti un tono.
  • Flirtare con uno tutta la sera, pensare di aver finalmente trovato qualcuno che abbia un minimo di conversazione e dargli il tuo numero di telefono. Quando esci ti senti dire: “Ho visto che hai fatto amicizia con X. Che bello! (pausa in cui ti vede con gli occhi a cuore) Lo sai che è gay, vero?” Adesso si’. Sono informazioni da dare in precedenza, non a fine serata!
  • Incrociare una persona a cui hai detto di avere un parente agonizzante per non uscirci insieme e che poi incontri in giro mentre ridi e scherzi.
  • Dimenticarsi le battute mentri reciti a teatro perchè non c’è più manco il gobbo che suggerisce. Manco a Notre-Dame de Paris da quando hanno impiccato Esmeralda (se ne facciano una ragione quelli della Disney).
  • Baciare uno e quello fa una smorfia e si pulisce la bocca. Tuttavia, se sei Madonna, la figura da pirla la fa lui.
  • Inciampare sul red carpet / scivolare da una gradinata / sfrantumarsi per terra mentre la gente in guarda in Eurovisione.
  • Dire cose a caso davanti ad un pubblico. Che è il caso in questione.

Miss Italia, lo hanno sottolineato in tanti, assomiglia in modo impressionante a un concorso canino o felino. Fateci caso. Unico requisito: essere belle ed essere italiane. C’è chi sostiene che i concorsi andrebbero aboliti. Credo invece che ognuno si debba esprimere come gli pare. Mi sarà tuttavia dato atto che questi concorsi non aiutano a eliminare il problema di chi crede che la donna sia più o meno un animale da compagnia. Con il bonus che se ti accoppi con lei, nessuno ti accusa di zoofilia e non ti nasce, per dire, un centauro o un Minotauro. Son traguardi importanti. Comunque, essendo un concorso di bellezza, valutano la bellezza, l’altezza al garrese, le misure di fianchi, vita e seno, il colore degli occhi, il taglio della bocca, ecc. Ora, trattandosi di essere umani senzienti, valutarle solo in base a criteri esclusivamente estetici è come valutare le carote. Se per una persona questo è importante, a me cambia poco. Anzi, nulla. La svolta c’è stata quando quelli del concorso hanno deciso di far parlare le carote, per far vedere che non sono solo involucri vuoti. Grazie, noi carote siamo tutte toccate. Da gente che ci trattiene dal lanciarvi qualcosa. Tipo i nostri amici pomodori. Adesso, dico, non vi potete inca**e se queste dicono banalità! Nessuna di loro è stata obbligata a fare un test del QI per entrare!! Insomma: non devono saper fare niente, non è richiesto. Francamente, è un po’ come se uno pretendesse che, ai campionati di matematica, uno dovesse metter da parte le funzioni e mettersi a far la manicure alla giuria. Ha senso? Cantare, ballare e recitare, invece, mi sembrano capacità molto più utili in quel contesto…  Morale: a corona (da Miss) donata non si guarda in bocca.

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