RdC / 50

Siamo arrivati a cinquanta. Cinquanta elenchi di cattiverie (circa 500 in totale) in circa quattro anni, ma in realtà molti non li ho trascritti, alcuni erano ripetitivi e altri, infine, erano veri e propri insulti. Poniamo quindi che in realtà fossero un migliaio (e mi tengo bassa. Per abitudine.), questo significa circa 250 all’anno, ossia 20 complimenti al mese, ossia uno ogni giorno, tranne sabato e domenica (ché uno si deve pur riposare, no?). Insultarmi, per qualcuno, è praticamente un lavoro.

  1. Lui, parlando del cielo stellato: “Ci sono vari tipi di stelle. Tu ad esempio sei una nana bianca. [ridacchia e io lo guardo con odio perchè si’, mi ha dato della stellina (+), ma anche della nana (-) dal colore cadaverico (-).] Guarda che sono quelle che hanno l’energia più intensa e luminosa. E poi sono le più giovani.” [Vabbé, il lato positivo di uscire con un paraculo. Il quale sfrutta la mia poca memoria sul tema perchè in realtà la nana bianca è chiamata anche degenere. E ho detto tutto.]
  2. Non è tanto bello giocare con te! [Vabbé, gioca con la Barbie se ti dà più soddisfazione…]
  3. Io, camminando tra gli alberi: “Ma perchè ho l’impressione di avere sempre delle ragnatele sulla faccia??” e lui: “Perchè le hai?” [Ok, di aver le rughe lo accetto, ma le ragnatele mi sembra eccessivo.]
  4. Lui: “Ti annoio tanto?” e io: “No. (pausa) Sto scoprendo nuove frontiere della noia.
  5. Lui: “Ho problemi con le cose basse.” mi guarda, lo guardo e continua: “Tu non sei una cosa!“. GRAZIE per aver specificato.
  6. Parlando di me: “Lei è un sasso!” [Tre possibilità: sono bella soda; ho una testa molto dura; oppure sono una nota marca di olio. Mi chiedo: è la mia impressione o mi si continua a dire che sono unta?]

E giusto perchè capiate con che gente vado in giro, il livello di umorismo è questo:

  1. Siamo a Saint-Jean-de-Maurinnes, al Musée Opinel. Cos’è l’opinel? La versione francese semplificata del coltellino svizzero. Ma non è questo il punto. Una mattina, visto che siamo in zona, andiamo a vedere il museo. Io, visto il deserto desertico disertato del parcheggio (vi si è incartata anche la lettura metale, vero?), esclamo: “Siamo noi e il custode!” e lui: “Magari è una CUSTODIA!
  2. Io, raccontando un aneddoto: “Sembra davvero di stare nel Medioevo! La stessa cosa!! Sai cosa vuol dire Medioevo??” e lui: “Età di mezzo?“. Era una domanda retorica. Retorica. Ti par normale che ti interroghi mentre ti racconto una cosa?? Conosco solo due categorie di persone che potrebbero fare una cosa del genere: i professori universitari e … No, ok, solo loro.
  3. Costante I: “Smettila di sfottermi sul blog!“, io, sorpresa: “Sfotterti? Ma se sei diventato l’idolo della rete e il maestro di vita indiscusso fra Castagnole e Mignagola [sui nomi idioti dei paesi limitrofi possiamo parlare per ore, ma non adesso]?!” (mi guarda torvo) “Ok, ok. Magari ti prendo un po’ in giro, ma in realtà prendo in giro me, tramite te…insomma, ci guadagni! Diciamo che sei la mia musa…cioè il mio muso…” e lui: “Si’, vabbé, in pratica sono un musetto!” Si’, ok, ha la forma del salame e tra due dame non fa una bella figura tranne su siti di intrattenimento personale, ma c’è anche da dire che è alla base della cucina del nord-est. L’alternativa, vista la tua capacità di lamentarti di qualunque cosa, era di fare il rognone. Sul serio: ti conveniva?
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