Incomprensibile

Son dai miei. Passo davanti alla cucina mentre mio padre sta versando il caffè e gli dico: “Mettici un cubetto di ghiaccio nel mio!” e proseguo salendo le scale per portar la biancheria in stireria. Vi siete stupiti del fatto che abbiamo una stireria? Era lo studio mio e di mia sorella. Poi uno si volta un attimo e la libreria diventa un (comodo?!) appendiabiti e la scrivania si ricopre di maglie e mutande. Altro che la Natura che si riprende i suoi spazi… Comunque colpa nostra: MAI lasciare spazi vuoti o incustoditi. Vengono riempiti da qualcosa tipo argenteria, foto imbarazzanti di quand’eri piccola, icone votive o simili, pupazzetti e bamboline che ancora mi danno gli incubi, bomboniere, fiori secchi e pot-pourri (letteralmente sta per scatola con roba marcia. Secondo te, lo voglio sul comodino??) alla lavanda, ecc. Ma sto divagando. Mio padre non capisce e mi urla: “Eh?? Non ho capito!!“. Vabbè, mi dico, quando tornero’ giù, lo faro’ da sola. Ero a metà strada, non volevo urlare. Poi sento mia mamma, che era andata a farsi la doccia, urlare: “SSSSS.!!! Cosa hai detto??” E mio padre, prima che riesca a dir qualcosa: “Eh?? Non ti sento? S., devi venir giù altrimenti non capisco!“. Cioè, fatemi capire: vi state parlando fra di voi convinti di parlar con me? Benissimo. Quasi quasi vi lascio là cosi’ per un po’ per vedere quanto dura. Scendo e spiego la cosa a mio padre, poi vado verso la porta del bagno, mentre mia madre sta ancora chiedendo, perchè ha sentito che dicevo qualcosa: “Eh?? Vieni qua, che non sento!! Dai, che devo far la doccia!! Muoviti!“. Sospiro e le dico, da dietro la porta: “Parlavo con papà.” e lei: “Ah! Potevi dirlo subito, no? Sto qua ad aspettar per niente…” Segue borbottio incomprensibile finché non si apre l’acqua della doccia. Quando esce mi chiede (che è più un ordine, ma mica ci formalizziamo, no?): “Tirami dentro la biancheria che si secca troppo al sole.” e io, che voglio far la simpatica, sorrido e dico: “No.” e lei comincia ad innervosirsi mettendola sul patetico: “Vorrai mica che vada fuori tuo padre, che ha un’età! Vai tu! Io devo andar via!” e io, insisto: “No, non la tiro dentro! (espressione feroce di lei) L’ho già tirata dentro.” e lei: “Ah!” e gira per casa. Io intanto mi bevo il caffé. E lei torna alla carica, con l’espressione trionfale del adesso-vedi-chi-pensi-di-prendere-in-giro: “Non l’hai tirata dentro! Qua non c’è!!” La fiducia. Averne… Le spiego che è già di sopra, in stireria. E lei sbotta: “Mi fai sempre perdere un sacco di tempo!“. Io?? Ecco. Qualcuno mi spiega per quale fenomeno fisico loro fan casino ed è colpa mia? Son come Clemenceau quando parlava del suo segretario e diceva: “C’est bien pratique, quand je pète c’est lui qui pue. / Lo trovo pratico: se io scoreggio è lui che puzza“? Per saperlo, eh? Che almeno uno al mattino si sveglia preparato. E anche un filino rassegnato.

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