Giornata Nazionale del Lavoretto Infantile Orrendo

Come certamente saprete, lo scorso 4 dicembre si è svolta la Giornata Nazionale del Lavoretto Infantile Orrendo. In questa giornata i genitori possono dare libero sfogo ai propri sentimenti sul lavoretto orrendo ricevuto nel corso dell’anno, chiedere imploranti alle maestre di cessare questo lento stillicidio del buon gusto, fingere di confondere i lavoretti con la legna da ardere, vergognarsi con un minuto di silenzio dei propri lavoretti passati e abbracciare per empatia i propri genitori. Segue carrellata di lavoretti infantili:

WP_20141128_010 - Copie (2)Con soli fini decorativi (apparentemente), questa candela è in tessuto, con fiamma in tessuto e finte foglie e bacche di plastilina. Lo sfondo è composto da stuzzicadenti. Ottimo da bruciare nel camino per sbaglio.

Il prossimo lotto è un WP_20141128_010 - Copie (3)delizioso quadretto da appendere, composto da base decorata in plastilina decorata con motivi floreali e frase benaugurante scritta dalla maestra [perchè io a sette anni non scrivevo di sicuro cosi’ bene…], fiamma applicata in carta e candelina di compleanno. Il tutto verniciato. Ottimo per causare un incidente domestico.

WP_20141128_010 - Copie (4)Segue albero di Natale molto simmetrico e verde con decorazioni rosse, che non si merita neanche una stella in cima. Il tutto realizzato in plastilina colorata (ma quanta ne avevano comprata??) su base di cartone gialla, tipico colore che ricorda il Natale. Doveva essere il colore preferito della maestra. A questo punto, è una certezza. Da notare il pratico foro in alto al centro, per appendere il capolavoro. Nello sgabuzzino. Al buio.

Continuiamo con il presepe di pasta e riso. WP_20141128_014 - Copie (2) Si notino le stelline di pasta usate come stelle nel cielo, gli spaghetti per costruire la capanna, la mangiatoia e la stella cometa e il riso per le vesti dei personaggi. La cosa che mi disturba maggiormente è che dopo circa trent’anni questo lavoretto resista ancora. Con questa pasta e questo riso ci potevano fare le scatole nere dei caccia militari. D’altra parte, forse non era voluto. Forse si pensava che ad un certo punto diventasse un presepe vivente. Oppure, per una volta, la maestra aveva pensato: “Lo faccio in materiale deperibile il lavoretto di quest’anno, cosi’ fa i vermi e i genitori lo possono buttare adducendo questioni sanitarie.” Era una forma di gentilezza? Non lo sapremo mai. Di sicuro c’è solo che il lavoretto è perenne. Tu cerchi in tutti i modi di elimarlo, ma lui resta li’ comunque. E ti sopravviverà. Per anni. Per secoli. E quando gli archeologi lo troveranno, lo studieranno e diventerà il Presepe di IV stile. E siccome c’è il tuo nome dietro, le generazioni future ti chiameranno l’Artista (concettuale) di pasta / riso. Il lavoretto ti rovina la reputazione. Per sempre.

WP_20141128_020Terminiamo con un augurio da appendere. Evidentemente un po’ sca**ata, la maestra ha deciso di giocare facile: fotocopie per tutti e colorate i disegni e la scritta. Fatto? Metto un po’ di colla, un nastrino, il gancetto per appenderlo e voilà! Il lavoretto più veloce e impersonale da Trieste in su. Vi è partita la musichetta della Carrà? Siete antichi. Comunque, guardando tutti questi lavoretti, mi chiedevo: ma quante pareti pensavano avessimo a casa, le maestre? Con una media di quattro/cinque lavoretti all’anno, tutti da appendere, moltiplicato per due (io e il Fattore S), uno doveva appendere ‘ste meraviglie praticamente ovunque! E vogliamo parlare dei chiodi? Ce li regalavano, secondo loro? Ma un bel biglietto d’auguri che lo ficchi in un cassetto e buonanotte, no?!

Termino con un appello:

1Quest’anno NON produrre un lavoretto orrendo.

Dillo alla tua maestra e di’ anche tu NO al cattivo gusto!

Salva ALMENO un genitore. 

Un giorno sarai al SUO posto.

PENSACI.

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