Le prugnole

Un giorno il Fattore M cerca di convincere tuo padre, il fattore P (anche nel senso di ‘pover’anima‘), a far qualcosa. Tu ascolti distrattamente, ma il diniego forte e deciso del genitore dovrebbe farti scattare se non un sesto senso, almeno un quinto senso e 1/4 (non quinto senso e mezzo, che Dylan Dog ha il copyright e mi troverei con tutta la Bonelli sotto casa). Invece tu, che sei un’ingenua anima candida e credi che ci sia ancora speranza per l’umanità (e sbagli), ti fidi e ti fai convincere ad andare con lei da qualche parte. Tutto procede senza intoppi e sei anche felice del pomeriggio passato insieme. Mentre si torna verso casa, scatta la trappola. Ti dice, con noncuranza: “Guarda, gira di là! Ti faccio vedere dove volevo andare a raccogliere le prugnole per fare un liquore e tuo papà non ha voluto.” E qui i tuoi sensi cominciano a capire l’inganno. “Giro, va bene, ma guarda che non vengo a raccoglierle! Se vuoi farlo tu, fatti tuoi!” e lei ti rassicura dicendo che ti vuol far solo vedere dove si trovano. Parcheggi, scendi dalla macchina e senti un rumore di borsetta di plastica. Parte l’allerta massima.Immagine oggetto Capisci che ha preso una borsetta per raccogliere ‘ste cavolo di prugnole, per fare un piffero di liquore giusto perchè a casa ce n’era proprio bisogno. Volendo potremmo aprire una rivendita di alcolici in cantina. Ci mancherebbe solo la licenza. Le prugnole sono la versione sfi*ata delle più comuni prugne: più piccole, più acide, più difficili da individuare perché imboscate tra le foglie, con spine che neanche dovessero proteggere il tesoro azteco dell’Isla de Muerta (nel qual caso avrei almeno potuto vedere Orlando Bloom o Jonny Deep) e che prosperano vicino a terreni fangosi / paludosi. Io quel giorno ho i sandali, la maglietta della domenica e nessuna intenzione di aiutare il Fattore M fedifrago. Poi pero’ quando la vedo infilarsi nel roveto decido di darle una mano. Dopo una mezz’ora di raccolta il sacchetto ha poche prugnole. Cosa c’è in questo sacchetto? Un teletrasporto? Un buco nero? Uno stargate? A quel punto guardo meglio il sacchetto e mi rendo conto che è bucato sul fondo. Non ci posso credere. Ma fa sul serio?? Tesse dei piani diabolici per portarmi qui  e poi porta delle borsette bucate? Ma dov’è finito il professionismo? Alla fine riesco a convincerla ad andarcene, non senza che prima mi abbiano visto infangata e spettinata nel mezzo di un roveto una serie di persone del mio paese, che, suppongo, adesso organizzeranno una colletta per fornire alla mia famiglia dei beni di prima necessità, visto che siam costretti a cercare da mangiare nei fossi e non abbiamo due euro per comprarci delle prugne decenti.

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