Return of the M Factor

Continua la simpatica carrellata sul Fattore M. Se lo dovesse scoprire, ovviamente, mi scuoierebbe viva. Con uno spelucchino. Per prolungare il più possibile l’agonia. E anche perchè per togliere la pelle è il coltello giusto. Nelle cose, e quindi anche nella tortura, ci vuol precisione. Il Fattore M è quindi quello che:

  1. ti frega sempre perchè, è genetico, è più furba di te. Cambierei il detto “Ne sa una più del Diavolo“, con “Ne sa una più del Fattore M“. Mi sembra più accurato. E c’è anche da dire che sul Diavolo non abbiamo certezze, mentre che esista un Fattore M per ognuno di noi, è indubbio. La sua arma più usata, quando non ha più frecce al suo arco, è ricordarti quello che ha fatto per te. Dall’età della pietra: i mesi della gravidanza, il parto, il cambio dei pannolini e le notti insonni. Alla fine, capitoli. Anche solo per non sertir più raccontare per l’ennesima volta le solite storie, che conosci a memoria. Da quando avevi due anni. Infatti te le raccontavi da solo per addormentarti. Altro che i fratelli Grimm! Le storie familiari son il miglior rimedio a infanti insonni. Cominci la storia di quando lo zio Giovanni ha venduto la bicicletta del prete (pensando fosse quella del finanziere che gli aveva sequestrato le sigarette di contrabbando perchè il prete andava spesso a casa del finanziere perchè c’era la Luisa che faceva dei tagliolini da resuscitare i morti e abitavano nella casa dove prima c’erano quelli che poi sono andati ad abitare dove c’erano prima quelli che avevano affittato la casa vicino al canale ai tappezzieri) e quando sei a metà storia, stanno dormendo pure le zanzare. Anche quelle dei vicini.
  2. quello che prima di dice che non fai niente, che sei un’ingrata, che sarebbe stato meglio allevare una pianta grassa perchè sarebbe stata più utile, che un cane almeno fa la guardia, che qua e che là. Un dieci minuti di commenti acidi e poi se ne esce con un “Vieni con me a far la spesa, oggi pomeriggio?“. Quale essere senziente non andrebbe con te da qualche parte, dopo la serie di complimenti che ho sentito?? E la cosa pazzesca è che alla fine ci vai. Secondo me, ti ipnotizzano, i Fattori M, ad un certo punto della conversazione. Non c’è altra spiegazione.
  3. quello che prima ti mette fretta perchè dovete uscire e poi, siccome chiama un’amica SUA, sta mezz’ora al telefono. Quando finisce, siccome tu intanto ti sei messa a fare altro (lo so, son strana), si incavola perchè non sei in macchina ad aspettarla con il motore acceso. Sono un’ecologista. Che ti devo dire?
  4. quello che dice a tua sorella, alla domanda se le davo una mano: “Si’, si’.” (ride sguaiatamente) “Mi aiuta stando seduta sul divano. Lo scalda!“. Ingratitudine. Il Mondo è pieno di gente ingrata. Che non capisce che sto facendo un accurato controllo qualità a strutture di compensazione posturale.
  5. parla di gente che non conosci. E si incavola se non segui il discorso. Caso classico: “Hai presente la Gina? Quella che ha sposato quello che stava in via Roma, che prima faceva il postino, ma che adesso è in pensione, è vedovo poveretto, ma ha una che gli va a casa ad aiutarlo, per fortuna. Era una brava donna.” e li’ chiedi: “Ah, è morta la Gina?” e comincia ad irritarsi: “Ma no! La moglie del postino è morta!” e tu, perplessa: “La Gina, allora!” e lei, guardandoti con compassione e scandendo le parole: “Ma no! La Gina ha sposato uno che faceva il postino, non il postino che c’è adesso!” e tu, che credi (e sbagli) di aver capito: “Il postino di adesso è vedovo…” e lei: “No! Quello che c’è adesso è la Luigia, che è quella che è zittella perchè è brutta come il peccato e poi è anche antipatica. Quello vedovo è il postino di prima.” A quel punto cerchi di ricostruire mentalmente il discorso: Gina ha sposato uno che faceva il postino; quello che ha preso il suo posto adesso è in pensione, è vedovo e ha una badante; la nuova postina è una donna. Ok. Hai perso un quarto d’ora della tua vita, ma adesso puoi seguire e quindi incalzi: “E quindi? Questa Gina?” e lei, tranquillamente: “Niente. L’ho vista l’altro giorno.“. Ah.
Annunci

One thought on “Return of the M Factor

Lascia un commento o un complimento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...