Certezze

Vai a casa dei tuoi e ci son delle certezze:

  1. Tua madre che ti chiede se hai qualcosa da lavare e non puoi dire semplicemente: “Niente! Mamma, dai, su! Vivo da sola da anni, so come funziona una lavatrice… E poi ti par normale che tu mi debba lavar le mutande fino alla pensione (la mia)… Ho una dignità, ecchecavolo!“. Lei ti guarderà dicendo semplicemente: “La valigia è sporca (dentro??!! Guarda che non ci trasporto i cadaveri!), meglio dare una passata alla roba che ti sei portata.” Quindi mi porto sempre un due-tre cose da lavare. Per evitare discussioni e perché ho paura che decida per disperazione di lavarmi la valigia con l’acido muriatico.
  2. Tua madre che ti chiede cosa vuoi mangiare per il prossimo mese, anche se tu rimani solo tre giorni. Nel senso che lei ti farà da mangiare per un mese, se poi tu hai solo tre giorni a disposizione, son fatti tuoi. E poi ormai è tutto pronto e te lo devi comunque mangiare. Arrangiati.
  3. Uno dei tuoi familiari che ti chiederà se sei ingrassata. Domanda retorica. Tipo quando ti chiedono se ti sei tagliata i capelli. Ma cosa me lo chiedi a fare?? Se ti sembro diversa, evidentemente un motivo ci sarà, no? O mi son tagliata i capelli oppure ho confuso lo shampoo con il funghicida. Cosa ci fa il funghicida accanto ai prodotti per lavarsi? Beh, metti mai che a un fungo venga in mente di crescere su una delle pareti della doccia proprio mentre tu ti stai lavando, in quel caso tu sei pronto e lo blocchi sul nascere. Non son cose da sottovalutare. Lo scorso anno una famiglia di valdostani è morta soffocata nel sonno dai terribili funghi della doccia. La forestale li ha arrestati (i funghi) e condannati alla terribile tortura della polenta e fondue. Non se ne sono più avute notizie. In compenso, una delle forestali è tornata a casa e il marito le ha chiesto: “Ma sei ingrassata?“. Poi la gente si chiede perché ci siano cosi’ tanti casi di omicidi in famiglia. Comunque, anche a casa mia, come nelle migliori famiglie, ti chiedono se sei ingrassata. E lo chiedono per non dirti direttamente che han dovuto rinforzare le sedie con l’adamantio dopo il tuo arrivo, che il piatto doccia adesso è un piano inclinato e ci vengono i professori di fisica a far lezione, che ti devono star lontani quando mangi perchè han paura che parta un bottone assassino, e via di seguito. Ma se mi ingozzate come un tacchino, per forza ingrasso! Logica familiare.
  4. Tuo padre che ti chiede se hai bisogno di soldi. E tu rispondi: “Papà, diamine, ho un’età, lavoro, produco, faccio cose, vedo gente, ecc. Non ho bisogno di soldi! Dai, su!” E ti ritrovi in ogni caso in mano un cinquanta euro perchè “Posson sempre servire” oppure “Ti compri un caffé“. Vabbé che sto a Milano, ma con 50 euro, quasi quasi mi affitto per un po’ il cameriere che me lo porta il caffé!
  5. La sveglia. A qualunque ora tu volessi svegliarti, in ogni caso, ti sveglieranno alle 6.30. Perchè? Per chiederti quando ti vuoi alzare. Giuro. Te lo chiedono due volte, uno a testa, perché evidentemente tra loro non parlano oppure per subdola cattiveria. Propendo per la seconda. Di qualcuno son figlia. In ogni caso, anche qualora riuscissi ad addormentarti, hanno il piano B: ti avvertono quando vanno via da in fondo alle scale, fingendo di non sentire la tua risposta, quando dici: “Si’, va bene, ciao! (parolaccia) Ciaooo! (parolacce) Ho capito! (sempre più parolacce) Va bene! (parolacce a vagonate) Ciaoooo! (serie di parolacce mai udite da essere vivente) Ciaooo!!” E ti alzi. Con il piede sbagliato. Anzi. Con il piede di guerra. Anzi, con un piede di porco. Anzi, con tutto attaccato il porco da tirare giù, come dicono dalle mie parti. Qualora uno non si alzasse, hanno il piano C. Ecco. Oltre il piano C nessuno si è mai spinto. Il piano D devono essere i petardi sotto il letto, ma son pericolosi. Il piano E… No, dai, di fronte alla scelta di passare al piano E, i genitori chiamano direttamente il medico legale perché se non ti alzi con il piano D, sei morto. Vi chiederete in cosa consista il piano C. Esso consiste nel passare l’aspirapolvere. Qualunque madre nasce con la conoscenza, ora condivisa anche con i padri (vabbé la parità dei sessi, ma non bastava uno con l’aspirapolvere? Adesso ha anche uno che le dà il cambio! Ma vi rendete conto???), che l’unico modo per svegliare un figlio che vuole dormire è usare il rimedio verde. Ossia il Folletto [oggetto molto diffuso in Italia. Un po’ come i piatti della Tognana e il bicchiere / goto da osteria]. Ecco. Tu stai dormendo bello tranquillo e senti dei rumori sinistri provenire da oltre la porta chiusa. Tenace ti attacchi con tutte le forze al sogno che stai facendo, a cui inglobi il ronzio fastidioso dell’aspirapolvere, sorprendendoti nel vedere come stia bene Johnny Depp con la sola divisa da cameriera mentre passa l’aspirapolvere. Tuttavia il genitore insiste e senti: “Bzzzz… tok…. bzzzz … tok…. bzzzz… tok…. bzzzz…. tok…“, suono indicante inequivocabilmente l’aspirapolvere che sbatte contro la porta, per pulire ben bene la soglia di camera tua, che, si sa, è la zona più sporca della casa secondo il genitore e va pulita ripetutamente, mentre in realtà ci potresti operare la gente a cuore aperto. A quel punto nel sogno non sai come interpretarlo ‘sto suono del piffero e ti immagini che sia Vanessa Paradis (si’, lo so, adesso sta con Amber Heard, ma ancora non mi capacito…) che bussa per chiedere se glielo puoi ridare, il giovane, ché per pulire casa te ne puoi chiamare uno meno figo. E ti tocca darle ragione. Insomma, il sogno va in frantumi e ti svegli per forza. Con la strana sensazione alla Hannibal Lecter di voler sbranare qualcuno. Sensazione che si amplifica quando apri la porta e ti dicono, con aria angelica: “Ah, sei sveglia? Non ti avro’ mica svegliato??“.
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