UK / 4

Altre stranezze inglesi

Ovviamente io e mia sorella siamo andate a fare un paio di gite fuori porta. E abbiamo viste cose piuttosto curiose, tipo:

  1. nel Museo di Lyme Regis (che non è un luogo famoso perchè i reali britannici ci facevano feste a base di mojito), sulla costa britannica, vediamo una cosa inquietante (vedi foto). SAM_0736Trattasi di una bambola ritrovata in mare, proveniente da un naufragio del secolo scorso. A dir poco inquietante. Nel senso che io, se fossi stato un bambino, con questa roba nel letto non ci avrei chiuso occhio. Per anni. E poi avrei chiesto spiegazioni domandando come diamine fosse loro passato per il cervello di farmi dormire con una cosa che stava bene solo sul set di Shining (tra le gemelle e il triclico, per esempio) o di Child’s Play (La bombola assassina). Roba che avrebbe spaventato il clown It di Stephen King…
  2. nello stesso paese, noto per i ritrovamenti di numerosi fossili (momento culturale) vediamo che non li prendono sottogamba, ma che son fondamentali. Cosi’ fondamentali che li trovi ovunque.SAM_0747SAM_0735 E quando dico ovunque non è per esagerare. Come ti giri vedi un’ammonite, un dente o un fossile (vedi foto). E poi ti indispettisci se nel caffé non galleggia un marshmallow a forma di stegosauro. Roba da far invidia a Jurassic Park.
  3. il gioco marino nazionale inglese è di gettare sassi in mare (vedi foto). SAM_0753Il trucco sta nel tirarli facendo dei divertenti rimbalzi sulla superficie del mare (un classico, che sembra facile, ma non lo è), oppure facendo gli schizzi più alti a parità di distanza oppure lanciarli in mare passando il più vicino possibile alla testa dei bagnanti, ma senza centrarli. Livello di difficoltà è piuttosto alta perchè spesso uno sbaglia mira e deve fingersi morto come un opossum per non esser picchiato dai bagnanti. In quel caso la ricompensa è come quella di Hunger Games: restare vivi.
  4. nei cimiteri ci son le panchine. SAM_0766Metti che un morto sia stanco di star disteso… Un paese che pensa a tutto. Anche quando tu sei nell’aldilà a berti il caffé della Lavazza e non ci pensi neanche per sbaglio. Il dato di fatto è che i cimiteri inglesi sono rilassanti. Contrariamente a quelli italiani, disseminati di ghiaino che ti resta attaccato alle suole e ti entra nelle scarpe. Giusto per avere un ricordo del caro estinto, credo. Comunque tutto quel ghiaino fa un rumore d’inferno. Altro che eterno riposo. C’è anche da dire che il verde erbetta rilassa e sul perchè cresca cosi’ bene, avrei una teoria… Io ci andrei a leggere un bel libro, tanto là c’è un silenzio di tomba e non c’è anima viva.
  5. i cartelli non ne mancano. SAM_0767Su uno viene fatto notare che se si dà da mangiare alle anatre, che son carine e coccolose, per gli amanti del pennuto idrorepellente, si dà anche da mangiare a ratti e piccioni, che son meno carini e meno coccolosi. Ma che non si dica che non portano niente e che non son rinoscenti. Mi getti un biscottino? Io ti faccio venire la peste. Son generosi di natura. Poi, poracci, mica è colpa loro. Li hanno adibiti al controllo demografico. Son lavori ingrati. Sull’insegna seguente, invece, c’è un posto che si chiama il Buco del Topo. SAM_0769Ora, signori proprietari del locale, ma secondo voi, uno viene a mangiare a casa di un topo? Primo: da che mondo è mondo è il contrario: il topo che si auto-invita; secondo: che mi date da mangiare? Il formaggio? Il formaggio inglese? Ma che, scherziamo? Terzo: i topi vivono nelle fogne o nelle intercapedini dei muri. Come stiamo a igiene, eh, eh? Come stiamo? Insomma, come nome non mi sembra il massimo. Finisco con l’ultima insegna, quella motivazionale. SAM_0785Per incentivare la gente a salire una piccola collinetta, praticamente in piano, dove si trova anche un bellissimo castello e dalla quale c’è una splendida vista sul mare, questi si dovevano pur ingegnare… Quindi li prendono per la gola. Un po’ come quella bambina che ho visto a Venezia la scorsa settimana e che mi fa pensare che sia una pratica inglese piuttosto diffusa. La bambina gioca a nascondino in Campo S. Stefano e la mamma la chiama. Poi la chiama. Poi la chiama. La chiama. Niente, quella si nasconde e non cede neanche alla minaccia che la lascino là. A quel punto la madre sfodera l’arma segreta: “Caroline…icecream!” E la bimba si precipita rischiando di spatasciarsi, nella foga, sui masegni. Li addestrano da piccoli a rispondere al segnale del gelato. Un po’ come il bat-segnale. Ecco. Mi chiedo se chiamassero Batman con la promessa di dargli un pipistrello fritto, se faceva il bravo. Anche perché mi domando cosa gli dessero quando si comportava male… Impepata di pantegane? Spiedini di vermi caramellati? Scorpioni con il puré? Cimici al profumo di composter? Vermicelli con i lombrichi? Posso andare avanti per ore. E mi è venuta anche fame…

Nella prossima puntata: gita a Durdle Door.

 

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