Darwin si è fermato a Busto Arsizio*

Ci sono, in una scuola, molti tipi di studenti. Di seguito alcune tipologie (parte prima) :

  1. L’incontinente, che deve sempre andare in bagno ogni tre per due e ha la viscica di un criceto. Oppure quello che, alla risposta negativa circa la possibilità di andare in bagno, si avvicina al cestino e tira giù la zip. Poi ci ripensa, su insistenza delle donne presenti, che non vogliono avere incubi per settimane ed essere costrette ad andare da uno psicanalista. Sono traumi permanenti.
  2. Nannolo, ossia quello che dorme sul banco o appoggiato al muro. Poi c’è la variante in bilico sulla sedia, ma son rimasti in due. Incidenti di percorso.
  3. Pisolo. Lo studente che salta le lezioni perché : ‘Stavo facendo il riposino’.
  4. L’assenteista. Quello che non si sa neppure che faccia abbia, che difficilmente si palesa e che quando si presenta è attorniato da una luce celestiale con angeli, arcangeli e cherubini che si strappano i riccioli d’oro gridando al miracolo.
  5. L’assenteista seriale, che il martedi’ non viene a scuola perché : ‘Non mi piacciono i martedi’ “. Sapevo di gente che non amava i lunedi’, ma il martedi’, francamente, mi mancava.
  6. Il paretofilo, innamorato del muro, che fissa intensamente. Ci sono storie d’amore inespicabili. D’altra parte, come feticisti, c’è di peggio. E uno che si lecca le scarpe a scuola farebbe strano.
  7. Il lanciatore piazzato. Quello che tira le cose. Ogni tipo di cosa (dalle bottigliette d’acqua alle gomme da masticare, dalle gomme per cancellare alle penne, dalle palline ai fazzoletti, ecc.), tentando anche, quando non ha di meglio da fare, di centrare il cestino con palline di carta. Siccome la maggior parte delle volte non ce la fa (dal fondo della classe è un tiro difficile, dai, su!), la volta che ci riesce si pavoneggia con gli amici e la racconta al bar per mesi, dicendo che il cestino aveva il diametro di venti centimetri, che era ubicato a trenta metri, che poteva puntare solo quando il Professore non guardava e che la luce si rifletteva maligna sui banchi.
  8. Il bradipo. Quello che è lento in qualunque cosa faccia. Che si sveglia alle cinque di mattina come minimo, si trascina verso il bagno verso le sei, fa colazione alle sette, arriva a scuola alle otto e mezza, ma impiega quarantacinque minuti buoni per salire le scale (ci sono i gradini, non è facile). Variante è il lettore-bradipo, che per leggere due righe impiega i mesi, gli anni e i secoli, che legge cosi’ piano che cambiano le stagioni prima che finisca, che gli altri non solo si sono diplomati, ma si son fatti una famiglia e i suoi nuovi compagni sono i loro figli, che farebbe perdere la pazienza a un bonzo tibetano e che finora non è stato fulminato da qualche divinità solo perchè han smesso di curarsene dopo dieci minuti. Loro possono. Beate loro.
  9. L’artista. Lo studente che sente il bisogno impellente di costruire areoplanini o origami con biglietti della metro, fogli, post-it, fotocopie, cartine delle merendine, cartine tornasole, pacchetti vuoti di sigarette e stagnola dell’ovetto Kinder. La variante, ma crediamo sia stata una parentesi stagionale, è ridurre la carta in divertenti e allegri pezzettini che verso Natale potevano sembrare neve, a Carnevale coriandoli, ma che con Pasqua c’entrano poco. Per quanto riguarda gli origami, forse una vocina nella sua testa gli ha suggerito di creare un milione di gru per poter esprimere un desiderio. Vorremmo dirgli che quella vocina non esiste davvero.
  10. Lo studente bio. Lo studente che non ha alcun materiale didattico, di nessun tipo. Quello che viene a scuola liscio. Al naturale. Senza nessuna aggiunta.

* Per capire di che luogo si tratti: 

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One thought on “Darwin si è fermato a Busto Arsizio*

  1. Bellissima!!! L’ho letta anche a mio figlio (13 anni, terza media) e ha riconosciuto tutte le tipologie dei suoi compagni, fra i suoi compagni. Lui si è autodefinito Nannolo, ma il colpo di genio è lo studente bio

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