Illusionismo…

Vado in montagna, in un’amena località chiamata Serrai di Sottoguda, di cui ignoravo l’esistenza. Tutti quanti prendono il trenino, ma siccome sono snob e il trenino in montagna mi sembra un’assurdità, decido di salire a piedi. Poi scopro che son circa due chilometri in quasi-piano e mi stupisco della pigrizia della gente. Poi vedo che quelli che camminano con noi sono attrezzati che manco scalassero dei ghiacciai a mani nude, con tanto di pantaloni termici, racchette, scarponi, ecc. e che invece quelli in abbigliamento da turista sprovveduto o “della domenica pomeriggio, dopo pranzo e dopo pennica” si fermano ogni due metri a farsi delle foto con il cellulare, possibilmente di schiena, vista terga, in modo che si capisca che stanno salendo. Ora, ma che ti sali, che siamo in piano??  E dalla foto credi che non si capisca?? Tra l’altro, se il tuo intento è di far vedere che stai scalando l’Everest e si vedono le infrandito, non è che tu possa sembrare cosi’ credibile, sai? Spero sempre che si tratti di mancanza di ossigeno per l’altitudine…

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Aspettativa

Realtà

Realtà

Comunque, a parte la gente curiosa che si incontra sempre e vabbé, quello che mi ha più stupito è stata la cascata. Ora, io non pretendo che devino il corso dei fiumi facendo delle dighe con i corpi dei forestali oppure che portino l’acqua in cima con una catena umana  per poi farla defluire a valle oppure che facciano delle danze della pioggia in perizoma ai chiari di luna, ma almeno non mi far vedere che c’è una cascata bellissima piena d’acqua! Perchè poi io arrivo, la cerco e trovo al suo posto un rigagnolo d’acqua che neanche quando do’ da bere ai fiori sul balcone e una parete umidiccia di muschio che ci decoro la casa di Babbo Natale per anni… Ecco. Tutta quella strada e neanche una cascata decente… Per coronare il tutto il trenino passava ogni cinque minuti a portare su e giù la gente (il conducente, poraccio, che lavoro…), che ci guardava, noi a piedi, come se fossimo parte dell’ecosistema. Mancava solo il bambino che chiede alla mamma: “Mamma, cosa sono quelli?” e lei: “(sussurrando) Gente che cammina in montagna. Non li guardare direttamente, ché si infastidiscono e si nascondono nei boschi. Se non li disturbi non ti fanno niente, ma se butti per terra una carta o se raccogli fiori o funghi son capaci di rimproverarti per ore! Dai! Dagli qualcosa da mangiare!“. Segue lancio di noccioline. 

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