Aneddoti culinari / 1

Comincio con il raccontare alcuni aneddoti che trovo divertenti.

  1. In Camargue decidiamo di andare a Le Tamaris. La seconda sera di fila, il cameriere prende confidenza. Troppa. Io: ‘Io prendo il plateau di crudo con i murici’ Si trattava di un piatto grande come il tavolo, per capirsi, che avevo ordinato anche la sera prima e che avevo svuotato suscitando l’ammirazione dei ristoratori. Cameriere (verso il mio accompagnatore, facendogli anche l’occhiolino): ‘Perchè non la porta in pescheria? Fa prima, no?’
  2. Ristorante di Milano, ora chiuso, mentre sto mangiando un piatto enorme di spaghetti con l’astice, mi sento dire: ‘Signorina! Ma mangi più in fretta! Guardi che è un peccato mangiarla fredda!’ E qui ti parte un ‘Ma fatti i ca**i tuoi! Ma chi ti ha chiesto niente?? Ma cosa faccio? Mi strozzo per farti un piacere??? Ma ce la fai??’ Invece sorrido mentre spero che inciampi sul gradino poco distante e che si fratturi il setto nasale. Non ho pregato abbastanza forte.
  3. Ero a Milano, circa un tre anni fa, e decidiamo di andare in un bel ristorante. Ci fanno quindi accomodare ad un tavolo del ristorante La Veranda e mentre stiamo gustando l’aperitivo arriva un signore con due signorine molto gentili (leggi due meretrici, ma di basso bordo, no, magari di bordino, no, vabbé, manco d’asola). A parte la caciara delle due che si stupivano di qualunque cosa, tipo che ci fossero i tovaglioli e le posate, alla domanda se volessero qualcosa con il tartufo bianco di Alba, una delle due ha risposto : ‘No, per carità ! Quella cosa puzza da morire. Ogni volta che lo sento sbocco !’ Fine.  Molto fine. Perplessità della sala e difficoltà a guardare, in seguito, qualunque salsa con gli stessi occhi. Ristorante che comunque non mi è piaciuto molto, da cui la famosa frase: ‘Portami dove vuoi, tranne al Four Season’. Ecco, detta cosi’ sembra una cosa molto snob, ma in realtà il problema è che in quel ristorante mi sono sentita molto a disagio per la gente che c’era e per il personale. Sul cibo, niente da dire. Per una volta.
  4. All’Harry’s Bar di Venezia mangio del riso con gamberi al curry, solo che mi sbrodolo e una parte del contenuto finisce inevitabilmente sulla tovaglia. Quando il cameriere arriva per portare via il piatto, vede il disastro e mi guarda come se fosse mia madre e avessi rovinato la tovaglia del corredo della nonna. Mi faccio piccola piccola e non mi prendo uno scappellotto per un filo. Quando mi porta una tovaglietta pulita, che appoggia su quella sporca, se ne esce con un : ’Di là ne abbiamo un sacco !’. Grazie per la fiducia…
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