AdV: traslochi

Quando vivevo a Lione è accaduto un fatto strano. Un nostro amico doveva traslocare da Berlino a Parigi. Abbiamo deciso di aiutarlo. E voi direte: ‘Come aiutarlo?? Da Lione a Berlino o da Berlino a Parigi?? Ma soprattutto: come diavolo…???’ E qui il colpo di genio: affittiamo, per conto dell’amico X, un furgone bianco, lo portiamo a Berlino, lo carichiamo di roba sua, andiamo a Parigi, scarichiamo lui e la sua roba, il mio compagno Y resta là per completare alcune ricerche, io torno da sola a Lione.

Se anche a voi il piano è sembrato un filino strano e complesso, non vi spiego a me. Resto più che perplessa, ma mi dico che infondo, dandosi il cambio, alla fine, tutto sommato, si puo’ anche fare. Ci guadagnavo un viaggio a Berlino, che va sempre bene. C’è da dire che il mio compagno non aveva la patente e che quindi avrei dovuto guidare sempre io all’andata fino a Berlino e da Parigi al ritorno. Vabbé. Mi sembrava ancora fattibile. Sulla strada per Berlino, dopo che abbiamo affittato il furgone (e la tipa, dopo avermi visto, non è che avesse molta voglia di darmi le chiavi) scopro che anche X non ha la patente. Ma cos’è?? Una setta??? Guidare non è che mi disturbi, sia chiaro, ma non è stato facile. La tratta Lione-Berlino è stata effettuata di notte, con tappa, ma senza dormire. Arriviamo a Berlino e per parcheggiare vado contro una macchina, a cui cadono la targa ed il paraurti, ma li rimettiamo a posto fischiettando. Alla sera si partecipa, perchè siamo giovani e pieni di vita, alla mega-festa d’addio, durante la quale scopro due cose. La prima è che i vicini tedeschi si sentono soli fanno casino e chiamano la polizia per auto-invitarsi alle feste; la seconda è che ognuno porta da bere e poi va in bagno. Con le reminescenze adolescenziali di Christiane F., pensavo a farsi di crack, invece scopro che la vasca è stata riempita di alcool all’inversomile, oltre che di acqua gelata e di paperelle gialle che galleggiano. Me la scrivo. Puo’ tornare utile. Il mattino dopo ci mettiamo ad impacchettare senza alcuna coerenza le cose di X, che è troppo triste per farlo, avendo dormito che manco i gufi sonnambuli. Si riparte quindi per Colonia, dove si fa tappa per la notte, per poi ripartire all’alba del giorno dopo, avendo dormito su un finto materassino gonfiabile per bambini. In due. Ciononostante ho un gran bel ricordo di quell viaggio. E non è sarcasmo. Sarà per la mancanza di ossigeno di cui ha patito il mio cervello per la mancanza di sonno? Forse. Comunque, tra le cose più divertenti ricordo la sorda lotta tra me e X per non mettere musica classica mentre io tentavo di mantenere la strada nonostante le folate di vento del nord (si trattava di un furgone e io sono alta un metro e venti, con forza commisurata, ossia nulla, quindi sono arrivata a Parigi che avevo degli avambracci invidiabili) e di stare sveglia nonostante il notevole sonno arretrato. Inoltre, premesso che X e Y fan quattro metri in due, loro scendevano dal veicolo normalmente nelle aree di servizio e io invece per scendere dovevo calare una scala di corda, idem per salire. I camionisti tedeschi mi guardavano con rispetto. Mi sei rispettata pure io. Altra cosa divertente è stato guidare a Parigi nel traffico all’ora di punta. Un po’ come tentare di pulire i vetri di casa, stando nel palazzo di fronte o tentare di infilare il filo in un ago durante un terremoto. In due parole: mistico mistico.

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