AdV: areoporti (4)

Venezia-Barcellona
Parto dall’areoporto Marco Polo per recarmi in Spagna dove avrei trovato mia sorella. Mi reco al check-in e, dopo aver controllato i miei documenti, mi dicono di andare in dogana. Sguardo perplesso. Come in dogana? Sa, mi dice una signorina sorridente, sono controlli a campione sul bagaglio da stiva. Ah, e ovviamente il campione sono io. Molto rappresentativa. Al limite potrei essere un campioncino, un échantillon. Vabbé. Passo in dogana, dove sono circondata da stranieri e sono l’unica italiana, cosa che mi permette di apprezzare le capacità linguistiche dei doganieri, i quali sanno parlare in inglese come io so parlare il mandarino. Mi aprono il borsone e la signorina ravana tra magliette e mutande (che già non è bello di per sé) finchè nota una borsettina sospetta. Chiede di aprirla. Dentro ci sono una crema solare ed un doposole, ben incartati in una serie di sacchetti di plastica, per evitare che si aprano accidentalmente. Me li fa spacchettare, si convince che sia davvero crema e mi dice che posso andare. Mentre sto tentando di rimettere tutto come prima, mi mettono fretta, dicendo al passeggero successivo, visibilmente allibito: ‘Take here! Take here!’, derivato direttamente da: ‘Porta qua!’ Comunque, richiudo tutto come meglio posso e corro verso il gate. La signorina mi aspettava con sguardo severo e mi dice che stavano per chiudere il gate. Protesto dicendo che ero ferma ai controlli, mica al bar. Mi guarda con sospetto e controlla la carta d’identità. Più volte. Ma che è, sta volta?? In ogni caso il viaggio si rivela piacevole, anche se avevo la sensazione che le hostess mi controllassero più degli altri passeggeri. Ma potrebbe essere la mia solita paranoia. Atteriamo, la gente applaude. Un po’ come se uno andasse dal macchinista delle FS a stringergli la mano ogni volta che entra in stazione o se uno mandasse i fiori alla signora della lavanderia ogni volta che gli lava bene le mutande o se uno desse un incentivo pecuniario ogni volta che uno si presenta al lavoro…
Al mio arrivo a Barcellona le creme si erano aperte e si erano sentite in dovere di viaggiare per tutta la borsa. Risultato: volendo fare una doccia, ho dovuto lavarmi e asciugarmi con il fon le mutande.

Una vacanza cominciata benissimo…
Barcellona
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