Paris: ancora pompieri

Un giorno, mentre vado al lavoro, passo davanti alla caserma dei pompieri. Mi arriva, sui piedi, un getto d’acqua. Vabbé che è estate, vabbé che si asciuga subito, vabbé che ho i sandali, ma vorrei comunque sapere da dove arriva quest’acqua, perchè non penso sia quella che sgorga da montagne tibetane incontaminate. Mi scappa un urletto tipo: ‘Eeeeh!’. Arriva un pompiere a scusarsi. Quello smarzo, ovviamente, non l’amico fi*o che sta due metri più in là. ‘Mi scusi, signorina!’, io: ‘Niente, niente!’ e quello attacca bottone: ‘Sa, Y è un po’ maldestro…’. Guardo Y, che guarda la manichetta e poi le ruote del camion. E io penso: ‘Vabbé che sei bellino, ma fossi anche educato o almeno dotato del dono della parola, non sarebbe una brutta idea…’ Intanto quello continua: ‘Ma non ci siamo già visti da qualche parte?’ E io, visto che mi han messo di cattivo umore, visto che quello interessante mi snobba e siccome voglio tagliar corto, cito un mio conoscente: ‘Non so. Io frequento solo la chiesa e la prigione.’ Risate di altri due pompieri che erano più in là, che infieriscono: ‘Lascia stare la signorina, dai!’ e poi, rivolti verso di me: ‘Non ne ha l’aria, ma è un bravo ragazzo! Lo dice anche la sua fidanzata, vero Z?’ Rido, saluto tutti e me ne vado. 
In ogni caso, da quel giorno, quando passavo davanti, mi salutavano. Un giorno passo con una mia amica, saluto, ci salutano e uno chiede: ‘E lei (indicando la mia amica)? Va in chiesa o in galera?’ e io: ‘L’ho appena fatta uscire! Adesso facciamo un giro!’. Dopo un cinquanta metri, la mia amica: ‘Io pensavo scherzassi, ma davvero i pazzi li incontri tutti tu…’. Non è un bel primato, lo so. E su queste cose non si scherza. Ci sto costruendo un castello. In aria. SE mi pubblicano il libro, SE la gente lo compra, SE non mi fanno un contratto-capestro in base al quale devo dargli un rene e due cornee, SE riesco a comprarmi almeno un cellulare nuovo con i ricavi, SE riesco a ricevere delle telefonate senza che la linea cada ogni 3 minuti (preciso è preciso), SE riesco a farmi invitare in qualche trasmissione come opinionista qualunquista, SE divento famosa come la Rowling, SE ci fanno un film, SE danno la parte a George (Alberto, scusa, ma son priorità…), SE lui si innamora di me, SE mi sposa, SE mi compra come regalo di nozze la Kamchatka e SE agli altri Stati va di giocare a Risiko. Troppi SE in questo discorso, ma è il MIO castello! Vabbé, lo ammetto, difficile che diano a George il ruolo del mio personaggio, anche se il capello bianco già ci sarebbe. Si risparmierebbe sul parrucco, se non sul trucco.
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