Treni da e per la Francia (2)

Sono in viaggio dall’Italia verso la Francia, con il treno che collegava Milano con Lyon direttamente, senza dover cambiare. Sono nello scompartimento con una signora anziana, un signore, l’immancabile bambino di un tre anni circa e una ragazza. Il viaggio procede tranquillo fino a Bardonecchia, dove ci fermiamo. Per un bel po’. Ad un certo punto, dentro e fuori dal treno, passa il seguente annuncio: ‘I signori Rossi Maria e Bianchi Giuseppe (nomi di fantasia) sono pregati di scendere dal treno.’ (pausa e riprende) ‘I signori sono pregati di scendere per ingiunzione restrittiva del tribunale di X: Bianchi Mario non è autorizzato ad espatriare senza il previo consenso del tribunale.’ Mi viene da ridere. Lo so, ma nella mia situazione avreste riso anche voi. Mi giro verso i miei compagni di carrozza, sorridendo, e il sorriso mi si spegne sulle labbra. Vedo che stanno tirando giù i bagagli e che si accingono a scendere. Con la signora che dice al bambino: ‘Dobbiamo scendere, la mamma ha chiamato i Carabinieri…’ Tutti rassegnati e in buon ordine scendono dal treno, si dirigono verso i Carabinieri, se ne vanno con loro. Rimango allibita. La mia compagna di viaggio non fa una piega. Cioè, fammi capire: sono l’unica che si sconvolge per aver fatto il viaggio con due che saranno accusati di rapimento di minore? A quanto pare, si’.
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