AdV: 18 giugno 2010 bis

Ritorno:
Treno delle 19.18 da Venezia per Susegana. Arrivo in stazione con un po’ di anticipo e cerco qualcuno a cui scroccare un accendino. Niente da fare. Un popolo di salutisti. Rinuncio a fumare? Mi farebbe anche bene. Invece no. Incurante delle reprimende del Mondo che odia i fumatori e vorrebbe vederli estinti come i dinosauri o il tonno rosso del Mediterraneo, vado a comprarmi un accendino. È noto che il fumo faccia male e che sia una delle principali cause di tumori, malattie cardio-vascolari, embolie, ictus, invecchiamento della pelle, impotenza, ecc. Tutte cose che so. Anche perché sono scritte in evidenza sui pacchetti. Far finta di non vederle è dura. Considero però una cosa: perché tutto questo casino per il fumo? No, chiedo perchè non ho mai visto una campagna decente contro l’alcool (no, sul serio, scrivere: ‘fa male alla salute, non abusare’, vi pare una cosa credibile? Vi pare un deterrente?) e l’unica campagna che ho visto recentemente (vedi video) contro la droga faceva ridere i polli. E credo che abbiano iniziato anche loro a drogarsi, giusto per dar fastidio.

Mentre mi incammino lungo il marciapiede devo schivare i lanci dei pulitori, che con scope di saggina spazzano via lo sporco dal vagone del vicino Eurostar. Lo sporco ricade sul marciapiede. Mi sembra un’ottima idea. Poi vedo che con la stessa scopa passano anche i bagni. Ho un attacco di nausea. Soprattutto perché penso a quelle due turiste che, costrette dalla mancanza di un fasciatolo nel bagno (quando mai c’è stato un fasciatolo??), avevano adagiato un infante per terra per cambiarlo. Credo con l’intento (mal celato) di sopprimerlo.
Nel vagone dove salgo c’è una temperatura polare. Insisto sulla fabbricazione lappone. A Treviso restiamo fermi qualche minuto. Al sesto binario un uomo canta a squarciagola e ballonzola in giro. Ad un certo punto prende di mira una giovane, la quale cerca di fingere indifferenza. La giovane ridacchia quando questo si gira. Piroetta. Canto. Piroetta. Canto. Mi distrae un movimento che percepisco con la coda dell’occhio. Una delle giovani vicino a me si sta truccando, con tanto di pettine, specchietto, rossetto, ecc. Insisto: capisco che ognuno di noi viva in una realtà caotica, nella quale ogni singolo istante è necessario e vitale, ma perché il treno deve essere anche un bagno? Ce ne sono almeno due (veri) a portata. Pare un atto denigratorio utilizzarli per le loro finalità? Ma si è mai visto uno che entra in banca e decide di radersi mentre sta facendo un bonifico? O il testimone di un processo che, mentre lo interrogano, approfitta per farsi un pediluvio? 
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