AdV: 18 luglio 2010

Andata:
Arriva alla solita ora un treno normale. Mi siedo vicino ad un gruppo di signori ingiacchettati ed incravattati, con tanto di ventiquattrore. I signori sono di una noia mortale. Arrivati a Treviso il treno si anima. Sento delle persone che parlano in inglese, altri in francese. Questi ultimi parlano di gatti, mi pare, ma essendoci un doppio senso sui gatti, mi viene il dubbio che la conversazione non sia poi così innocente. Poco più in là un giovanotto vestito in modo super-trandy, ascolta con le cuffiette musica a livelli vietati dal buonsenso: se riesco a sentirlo io, lui si sta evidentemente facendo esplodere la coclea. Altro che le trombette africane dei Mondiali! Poco distante un giovane parla da solo. No, niente auricolare, niente telefono, nessun interlocutore nascosto. Parla proprio da solo. In realtà sta ripetendo (per un esame?), ma non avevo notato i fogli sulle ginocchia. Adesso che ci penso però, poteva anche trattarsi di un rito satanico contro il professore esaminante. Insomma, mai fidarsi delle apparenze.
Mentre stiamo fermi in stazione a Mestre guardo le persone che aspettano sul marciapiede antistante. Giungo alla conclusione che non sempre gli Italiani danno prova del loro noto buon gusto. Un tizio crede che le Converse bianche stiano bene con il calzino nero, che cade mollemente lungo la caviglia. Con le bermuda hawaiane si vede e non è un bel vedere. Un’altra è vestita come se avesse otto anni (bambine di una volta, s’intende) con tanto di pizzi e merletti da scolaretta. Il tocco di classe sono l’impermeabile rosa confetto, la coda di cavallo e la frangetta. Spero fosse un travestimento. Lo spero per lei. 
Nel vagone sale una famigliola tedesca dotata di passeggino. L’infante si fa subito notare imitando il rumore del treno: ‘Tu-tu! Tu-tu!’. Scopro quindi che l’imitazione della locomotiva è la stessa anche in Germania e che entrambi i paesi sono rimasti alla definizione ottocentesca, quando si usava ancora il carbone. Un bel progresso. Mi chiedo come riesca questa creaturina bionda dall’ineluttabile occhio azzurro ad emettere certi suoni gutturali con tanta disinvoltura. Non è la sua sola qualità. Con calcolate ed abili mosse riesce ad uscire da solo dal passeggino-trappola, tra lo stupore degli astanti. Houdini.
Annunci

Lascia un commento o un complimento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...