AdV: 17 giugno

Andata:
Treno delle 8.23 da Conegliano per Venezia. Riecco il treno a gasolio che proviene sbuffando e stridendo da Belluno. Due vagoni. Scarsi. Resto in piedi. A Preganziol sale una comitiva della casa di riposo. Tutti agitati, neanche andassero in Posta a ritirare la pensione o in ospedale a fare gli esami del sangue. Le signore si sono agghindate a festa, con tanto di colori sgargianti, lustrini e paillettes. Improbabili. Dopo questa incursione mi distrae la conversazione di due signore. La prima dice all’altra: ‘Com’è bello qui!’. Il treno? ‘È tutto così pulito e ordinato!’. No, non sta parlando del treno. Non può parlare del treno. Lo escludo. Mi incuriosisco, anche se la presenza di un barboncino mi distrae di tanto in tanto. Prima o poi si accorgerà della mia presenza e non me lo scollerò più di dosso. Mentre ascolto, lo fisso. Cerco di intimidirlo. Quelle intanto continuano: ‘La gente qui è così educata! Tutti sono gentili e disponibili!’. Con qui, la signora intendeva un punto imprecisato della provincia di Treviso, dove era stata qualche giorno. Ma dice sul serio, signora? Ma davvero? Sospetto che sia stata pagata dal neoeletto Zaia, per incrementare il turismo della Marca, oppure che l’abbiano fatta sconfinare in Austria a sua insaputa. Ad un certo punto pero’ esagera: ‘E come funzionano bene i treni! Sempre puntuali!’. A questa affermazione si girano tutti inorriditi. L’interlocutrice capisce all’istante che tutti si aspettano da lei una replica ferma e decisa. Le fa notare che siamo sul treno della speranza, con dieci minuti di ritardo. Niente da fare. La donna resta ferma nelle sue posizioni. Un’ottimista. Un’entusiasta. Era da tanto che non ne vedevo una. Ma dove diavolo abitava questa? In Ruanda con Dian Fossey? 
Ritorno:
Treno delle 19.18 da Venezia verso Susegana. È periodo di esami e si vede. Anzi, si sente. Sui treni si parla quasi esclusivamente di tale o tale professore, di solito tentando di dargli del cretino (se è troppo buono) o dell’ignorante (sono tutti laureati in fisica quantistica) o del bastardo (che potrebbe avere un fondo di verità). Questa categoria è quella che riscuote più successo. Siccome sono sempre le solite cose trite e ritrite, mi astraggo dall’universo esteriore e mi concentro sulle mie letture. Il tempo passa velocemente e mi ritrovo a guardare il Piave, con il sole che si specchia sulle sue acque ed una verde vegetazione che fa da contorno. Uno spettacolo bellissimo. Sembrava Laguna Blu. Film che ci ha corrotto l’adolescenza. Comunque scendo e mi sembra di riconoscere un volto noto. Fisso la mia presunta conoscenza per qualche secondo, mi sembra sia lei, le faccio un cenno con la mano. Nessuna risposta. Mi sono sbagliata e adesso mi sento una cretina, con la gente che mi fissa. Accelero il passo e guardo per terra. Sono convinta che la persona in questione fosse quella giusta, ma se non mi ha salutato, meglio così. Mi sono risparmiata una finta stretta di mano, un paio di baci bavosi e la voce in falsetto.
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