AdV : 15 giugno 2010

Andata:
Prendo un treno tardissimo e parto da Conegliano alle 11.35, iniziando l’ennesimo viaggio della speranza, al quale mancavano solo donne, bambini e gommone. Non che sia colpa delle FS, anzi. Il treno arriva puntuale. Il problema è che ferma anche a casa di Dio (che prenda il treno anche Lui?) e ad un certo punto ci si domanda se si muova davvero o se si tratti di un’illusione ottica. Ho un caldo terribile perché, è noto, sulla temperatura ho sempre qualcosa da ridire. Tuttavia, in questo caso, potrei togliermi la giacca e smettere di lagnarmi, se non fosse per il fatto che il treno è lurido (questa volta sì, è colpa delle FS) e non vorrei prendermi qualche nuova malattia esotica dal nome impronunciabile. Arrivati a Mogliano ci accoglie una musica da discoteca. Evidentemente c’è una mega-festa vicino alla stazione. Beati loro. Io invece vado a lavorare. Con calma, ma pur sempre a lavorare.
Ritorno:
Nel treno delle 19.18 da Venezia per Susegana, un uomo sta dialogando con un altro e vuole a tutti i costi parlare male di qualcuno. Inizia una vera e propria accozzaglia di luoghi comuni: ‘Eh, i Veneziani son lenti, eh?’ oppure ‘Eh, Mestre fa schifo, eh? La più brutta città del Mondo, con la più bella a due passi, poi!’ e continua: ‘Ah, se c’è un popolo (?!) tra i meno ospitali… Ah, i Genovesi sono i meno ospitali del Mondo!’.
A Treviso sale una giovane donna con una borsa enorme. Sospetto che dentro ci siano i resti del fidanzato squartato. Va bene la moda delle borse grandi, ma vista da dietro sembra un cubo con testa, gambe e braccia. Una volta sedutasi vede una vaga conoscenza e finge di essere felice di vederla. La voce in falsetto è ineluttabile. È lampante che avrebbe preferito incontrare il fantasma del fidanzato morto (che, lo ricordo, è probabilmente nella borsa) o pestare con i sandali i rifiuti organici di un alano piuttosto di incontrare questa qua, che neanche si ricorda dove l’ha già vista. In questi casi, ci sono due soluzioni: o si fanno allenamenti giornalieri (e massacranti) per avere una voce di sorpresa attendibile e convincente oppure si guarda sempre per terra con auricolari, occhiali-mosca e cappello/berretto ben calato in testa. Non è molto glamour, ma in questo modo alla conoscenza viene il dubbio che non siate voi e non vi saluta. Tanto felici di vedersi le due non erano di sicuro e si saranno scambiate sì e no una decina di parole, continuando a mandare messaggi e a telefonare. Se questi non sono segnali di disagio e fastidio, forse è il caso che cambi mestiere. La ragazza rientra nella definizione scientifica di Pietro-viaggiatore. Tant’è che mi aspetto che il gallo canti tre volte. Di solito si dice falso come Giuda, ma povero Giuda! Tutte lui deve averle? Era un traditore, un delatore, un avido, un bugiardo e alla fine anche un suicida. Mi sono sempre chiesta: ma invece di suicidarsi lasciando i trenta denari, non poteva spenderli e poi suicidarsi? Tanto ormai la reputazione e un posto in Paradiso se li era comunque giocati.
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