Milano: il Super(mercato)

Quando abitavo in Corso Sempione, un giorno, vado a fare la spesa. Quando sto pagando, il cassiere mi chiede: ‘Scusi, ha detto qualcosa?’,  io, cortese: ‘Le dicevo che se vuole ho moneta: un euro e trenta.’ E lui, sorridendo: ‘Ah! Avevo capito un numero!’. Lo guardo perplessa, ma invece di lasciar perdere, insisto: ‘Si, infatti, le ho detto che ho un euro e trenta, se le serve.’. Questo sorride ancora di più e continua: ‘No, un numero di telefono.’ Lo guardo male. Mi chiedo se ce la faccia. Valuto le possibilità: mi ha preso per una che è disperata e che dà numeri di telefono a chiunque; ci sta provando. Ora, prendendo per buona la seconda, che piace tanto al mio ego, mi chiedo perchè ci stia provando. Prima possibilità: lo hanno sfrattato e non ha un posto dove dormire stanotte; seconda possibilità: gli ricordo la madre che è appena deceduta e vorrebbe un feticcio da abbracciare; terza possibilità: ci prova con tutte, prima o poi una ci starà; quinta possibilità: ha preso un allucinogeno e per lui ho le fattezze di Belen (ho detto uno? facciamo almeno due…); quinta possibilità: è strabico e non sta parlando con me, ma con la vecchina in coda dopo di me. Bon, poraccio, come tentativo un punto per lui, ma potevo essere sua madre. Vorrei prenderlo a sedanate sulla testa, invece sorrido imbarazzata e me ne vado. La racconto ad una cena (ovviamente un po’ fiera) e mi viene detto: ‘Beh, un ragazzo giovane che apprezza una della tua età.’ GRAZIE! Non basta, aggiunge: ‘Beh, ci sono degli estimatori…’  fingo di non sentire ed insisto: ‘Potevo essere sua madre…’, lui: ‘Beh, ma guarda che adesso le madri son giovani.’. Che io ho tradotto con: guarda che le madri di oggi son giovani, quindi tu come minimo facevi la nonna oppure guarda che alla tua età una adesso è nonna, non è più come ai tuoi tempi. In ogni caso, constato (amichevolmente) che ogni volta che racconto di qualcuno che mi fa un complimento o che ci prova, sono circondata da comici. Forse dovrei smettere di raccontarle, queste cose, cosi’ almeno mi potrei crogiolare nelle mie (sbagliate) convinzioni. Oppure cambiare amici.
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