Lyon: la linea C (1)

Un giorno devo andare ad un colloquio. Non so per quale motivo, decido di prendere la linea C, ossia l’unica metropolitana al Mondo con la quale, davvero, fai prima a piedi. Ve lo giuro. C’è anche da dire che si trova in collina e che quindi sale e scende molto piano. Mi preparo a scendere, accanto alla porta. Quando siamo in galleria si ferma. Vabbé, è già capitato. Cerco di non pensare al fatto che son claustrofobica e mi immagino un bel prato verde. Si spengono le luci. Vabbé, sarà un momentaneo calo di tensione. Il prato è diventato grigio. Sento una mano che mi stringe il braccio, al buio. Vabbé tutto, ma questo mi sembra troppo. Nel prato son spuntate tombe crepuscolari e corvi neri. La mano mi pianta anche un paio di unghie e due o tre anelli. Congetturo sia una donna. Prima che abbia il tempo di dire nulla, comincia ad urlare: ‘Moriremo tutti! Si spezzerà la cremagliera! Ci sfracelleremo contro il muro!’. E io penso: ‘Nient’altro, signora? Che ne so? Un bell’incendio? Il Rodano che esonda proprio in questo momento, non ce lo vogliamo mettere, in preventivo?’. Invece di dirle questo, la rassicuro: ‘Ma no, signora, vedrà che adesso tornerà la luce, ripartiremo, ecc.’, lei: ‘Mi manca l’aria! Mi sento svenire!’ e una voce nel buio risponde: ‘Se la smette di urlare come una scrofa (da tradurre con: starnazzare come un’oca), magari la sua preziosa aria la risparmia…’ Si, va bene, non è stato molto gentile, ma devo dire che il suo effetto l’ha ottenuto. Poi a qualcuno viene in mente di avere un cellulare e lo accende. A me viene in mente che ho un accendino in tasca, ma penso che la tipa direbbe che c’è una fuga di gas. Lo rimetto via. La signora continua a stritolarmi il braccio, ma non fiata più. Dopo un dieci minuti la metro riparte e possiamo scendere. Io, ingenua: ‘Ha visto, signora? è andato tutto bene…’, lei, glaciale: ‘Questa volta si! Ma non si puo’ essere sempre cosi’ fortunati…’ Un’ottimista. Che poi ti vien da dirle: signora, ma ha cent’anni per gamba (e la sto ringiovanendo), anche se morisse, non è che si perderebbe un granché, eh? Al massimo un paio di vincite alla tombola della parrocchia, il torneo di ‘ritrova la dentiera’, la corsa con il bastone ed il Ballo (liscio) delle Vegliarde. E se poi avesse anche un principio di demenza senile, poi manco se le ricorderebbe queste cose…
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