Milano: Darwin e Sioux

Qui a Milano, una sera, esco dalla mia camera convinta che non ci sia nessuno in casa, neanche il mio coinquilino. Rassicurata da questa idea, esco vestita come segue: jeans e maglietta sformata coordinati, ossia entrambi macchiati e che porto da almeno due settimane. Stan su da soli e la sera mi cantano la ninna nanna per addormentarmi. Li ho educati bene. Capello unto e spettinato da mancano due giorni alla consegna della tesi, occhiale da finta professoressa dei film porno-soft degli anni ’70 (definizione non mia, ma rende), ciabatta infradito rosa che non metterebbe neanche Barbie. Capiamoci: già non sono una meraviglia di mio, se poi son vestita da casa, spavento i bambini. Apro quindi la porta che dà sul salotto e vedo che ci sono degli invitati. Ci sono, oltre al mio coinquilino, altri 4 ragazzi, dei quali due piuttosto belli. Penso un paio di parolacce in un paio di lingue e saluto educatamente. Mi sorridono. Io mi dirigo a testa bassa verso il bagno, sperando che dimentichino il mio aspetto da strega di Biancaneve e che questo non causi loro dei danni psicologici irreparabili. Mi viene detto che il bagno è occupato. Ah, beh, certo, ovvio. C’è qualche divinità che mi ha preso di mira. Forse dovrei sacrificare un paio di buoi ed un paio di capre. Mi chiedono, sorridendo, di bere con loro. E io penso che probabilmente è la serata del non-vedente o del ‘prendi per il c**o la coinquilina di un tuo amico’ oppure del ‘purchè respiri e non puzzi troppo’. Nel mio caso, non andavo bene manco per l’ultima… Sento la porta del bagno che si apre. Evvai! Son salva. Esce una creatura bellissima, alta un metro più di me e a cui arrivo più o meno al garrese, con i capelli neri a boccoli, occhio da cerbiatta, carnagione perfetta, vestita benissimo, truccata perfettamente. Spero che avesse l’alluce valgo o almeno una piccola dissenteria passeggera. Mi porge la mano e si presenta: ‘Ciao! Io sono Sioux.’ Io balbetto il mio nome, porgo la mano e boffonchio un ‘Piacere!’. Mi chiudo in bagno. Mi chiedo se ho capito bene. Mi dico pero’ che ho fatto bene a non farmelo ripetere perchè oltre ad essere inguardabile, mancava solo che passassi anche per scema. Tergiverso per ore in bagno domandomi cosa potrei mettermi per coprirmi un minimo. La tenda della doccia sarebbe in tinta con le ciabatte, ma mi dico che al cambio non ci guadagno molto. Alla fine prendo il coraggio a due mani ed esco. Auguro a tutti la buonanotte e mi dirigo verso la mia camera. Mi chiedono di nuovo di rimanere per bere una birra e mangiare una pizza. Starei quasi per accettare, ma vedo lo sguardo schifato di Sioux e mi dico che poi giocherebbero tutta la sera a ‘trova le differenze’ tra me e lei. Declino e mi eclisso. 
Penso che un giorno creature come Sioux conquisteranno il Mondo. Siamo in via di estinzione. Se esistono davvero persone cosi’, che io credevo fossero il frutto di un ottimo programmatore e di Photoshop o che vivessero in una sorta di riserva (indiana?) ad Arcore, chi vuoi che si riproduca con la versione mignon?
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