AdV: 4 maggio 2010 bis

Ritorno
Una cosa non ho mai capito: perché la gente entra nella prima carrozza e poi attraversa tutto il treno fino all’ultima? Prevengo eventuali obiezioni: sono salita in treno alle 18.50 e il treno parte alle 19.04, in un quarto d’ora non c’è alcun rischio di rimanere a piedi; a Venezia tutti i marciapiedi sono coperti (tranne quelli nella terra di nessuno), quindi anche se oggi pioveva tantissimo, non c’era la possibilità di bagnarsi; non c’era una gara podistica nel treno e i bagni erano aperti e funzionanti.
Oggi il tempo a Venezia era biblico: da diluvio universale. A un certo punto ho pensato anche di rinunciare al pranzo per non uscire. Sono talmente zuppa che al mio ritorno a casa, tolte le scarpe, ho i piedi raggrinziti come se avessi passato ore in piscina con tanto di braccioli e paperelle. Nonostante questo, la gente gira con gli occhiali da sole. Che sia una pratica apotropaica e scaramantica o semplicemente stupidità? Mentre ragiono su queste amenità, mi si siede di fronte un tipo che parla al telefono praticamente per tutto il viaggio. Informa il suo interlocutore che lui vorrebbe guadagnare di più, ma di notte è difficile (risatina), che questo era il suo primo giorno di lavoro e si lamenta del fatto di doversi spostare a destra e a manca. Ma il primo giorno?? Ma aspetta almeno una settimana! Il bello arriva comunque nel finale: ‘Non voglio legami, non voglio figli! Libero dalle catene!’ (risatina per sottolineare il concetto), ‘Sto con lei da x anni (parla della fidanzata), ma sai, mi conosco…fino ad ora mi son tenuto… Farò una stupidaggine…’. Guarda, figliolo (posso chiamarti figliolo, giusto per non evocare senza motivo divinità, santi o demoni?), parlare di questo in treno, mi sembra già un buon inizio.
Mi distrae il mio vicino di posto (dietro di me), che è in realtà una capra con sembianze umane. Per fortuna fumo, così sento meno gli odori. In alcuni casi è una cosa che ti salva la vita. Non contento di essere molesto già così, decide anche di parlare con i suoi compagni, che sono due, da un gruppo di sedili all’altro. Si sono disposti in modo da occupare in totale dodici posti. E che? Uno non puo’ stare bello largo, adesso? Perchè non fare un bel treno solo per loro? Posso proporre la destinazione? D’altra parte, per i motivi di cui sopra, nessuno sfida la morte sedendosi loro vicino e mi viene il dubbio che la disposizione sia dovuta all’incompatibilità di odori, forse nessuno di loro sopporta quello degli altri. Certo, per questo ci sarebbe una pratica soluzione: lavarsi.
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