Lyon: baby-sitting

Per mantenermi mentre studiavo, ho fatto la baby-sitter. Un giorno, parlando con il genitore del fatto che in Francia la gente indigente è curata negli ospedali pubblici, se n’è uscito con: ‘Si’, beh, lo capisco, è una questione igienica.‘ (sguardo perplesso) ‘Altrimenti questa gente, se non si cura, puo’ infettare gli altri.’ Si, beh, certo, l’idea è proprio QUELLA, eh? Un’altra volta invece se ne usci’ con: ‘La chiamiamo perchè a volte uno sente il bisogno di staccare…’. Detto da uno che era disoccupato da 6 mesi, che non faceva un piffero in casa e che si lamentava perchè la compagna (che lavorava) non gli stirava le camicie, ti fa un filino innervosire e ti vien voglia di dirgli: ‘Ma va a spalare letame o ad acchiappar mosche nelle stalle!!’, ma ti trattieni. C’è la bambina. Anche la bambina pero’ non era male, tra le sue perle:
  1. urla, per strada: ‘In questo quartiere è pieno di gentaglia!’, con variante: ‘Speriamo che vinca Sarkozy, cosi’ elimina tutta questa gentaglia!’, mentre io rasento i muri e continuo a ripetere: ‘Te le insegna TUA mamma queste cose? Non sono per niente d’accordo, eh? Che sia chiaro che io faccio questo lavoro SOLO per i soldi di cui ho un ESTREMO bisogno, eh?
  2. nella metro: ‘Perchè non mi posso alzare la gonna?’. Vedi tu. Io mi tolgo i jeans, forse?
  3. io: ‘Andiamo a comprare il pane.’, lei: ‘No! Compra una baguette!’, io, precisando: ‘Si, beh, è sempre pane…’, lei, caparbia: ‘No, è una baguette!’. Chi sono io per infrangere le sue certezze?
  4. all’asilo, indicando madre e bambino: ‘Lui puzza e anche lei!’, io, sorridendo e cercando di guadagnare l’uscita: ‘Non dire queste cose! Non è educato!’, lei: ‘Ma è vero! Sanno di cacca!’. Ribadiamo il concetto, nel caso non si fosse capito.
  5. lei: ‘La maestra mi ha sgridato.’, io: ‘Cosa hai fatto?’, lei, quasi offesa: ‘Niente!’. Io insisto e dopo un po’ ammette: ‘Ho spinto X, è caduto per terra e gli ho messo un piede in faccia.’. Il concetto di ‘niente’ assumeva un significato tutto suo.
Si, ok, è anche vero che io non è che fossi poi cosi’ carina con lei. Mi piace l’ordine e la disciplina e punto sulla selezione della specie. Fosse stato per me, l’avrei anche immersa nell’aceto alla nascita, ma ho trovato delle resistenze. Si scherza. Pero’ è vero che ero un po’ rigida. Tant’è che una mia amica, parlando di me con altri, disse: ‘Quando faceva la baby-sitter era cattivissima!’, io, cercando delle scuse: ‘Ma non è vero! Ero un po’ autoritaria, forse…’, lei, insistendo: ‘E quando facevi portare via il piatto a X?’, io, insistendo: ‘Beh, ci ha mangiato. La educo fin da piccola ad occuparsi delle sue cose…’, lei, caparbia: ‘A tre anni???’. A quattro è troppo tardi: sanno far le croci e si iscrivono ai sindacati.
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3 thoughts on “Lyon: baby-sitting

  1. Però!! Che tipetto!! Cmq sono d'accordo sul fatto di farle portare via il piatto! A 3 anni sono in grado di farlo! Mica le fai pulire il pavimento o stirare le camicie (visto che la mamma non lo fa….)! Quindi quoto i tuoi metodi educativi! Certo… Insegnarle a tenere la bocca chiusa………. Un pelino imbarazzante la piccola!!

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