RdC / 5: la teoria della donna sciatta

Questa teoria deriva da un paio di constatazioni, condivise con un paio di amiche (quindi non me ne attribuisco tutto il merito, cosa che, lo so, va di moda. Son sempre stata un po’ controcorrente. Come i salmoni. Se invece mi volete far saltare, l’unica è mettermi in padella), ma soprattutto, per quanto mi riguarda, da un episodio.
Una mattina di maggio dello scorso anno, mi alzo malissimo. Sono in ritardo perchè non ho sentito la sveglia, sono gonfia, mi guardo allo specchio e sembro un campo minato e ho pure la nausea. Mi lavo velocemente, infilo una roba a caso, comoda, direi sformata, che copra ovunque e comunque, ché non si sa mai, e mi pettino a malapena. Sembro Mafalda o Moira Orfei il giorno delle pulizie di primavera. Per capirsi:Ovviamente sono già innervosita con il resto del genere umano e non ho ancora visto nessuno. Prendo la borsa, metto le scarpe e via! Pioviggina e non ho l’ombrello. E quando mai quando piove?! Arrivo alla stazione della metro e mi ricordo che ho lasciato l’abbonamento nell’altra giacca. Ma porca di quella miseria ladra e truffaldina! Mentalmente, rifacendo la strada verso casa, penso a nuove parolacce. Ognuno si occupa come crede. Riprendo la metro un quarto d’ora dopo e non solo sono più nervosa di prima, ma sono anche in ritardo da far spavento, non ho ancora fatto colazione (e quindi in astinenza da caffeina) e pure sudata! Mi siedo. Manca solo che resti in piedi. Dopo un po’ uno di fianco si alza e mi dice: ‘Scusi, signorina, mi posso permettere?’ Io, occhiataccia di odio e sguardo da ‘Che diamine vuoi?‘, mi sposto, pensando che dovesse passare. Lui: ‘Avete migliorato la mia giornata, oggi‘. Io, sguardo da ‘Eh?? Che cavolo dici???‘ e penso: ‘Porca paletta! Un altro pazzo! Possibile che li becchi tutti io?’. E lui ‘Lei è molto bella!’ (ok, baro, ha detto: ‘Vous êtes très jolie’) e scende. Resto perplessa per un po’ e poi tengo un sorriso beato fino alla biblioteca. Un appassionato di Quino? Ecchisenefrega! Fosse stato anche un cieco con il cane! Vuoi mettere il buon umore che ti mette? Soprattutto dopo aver visto le facce allibite del resto del vagone che sembravano chiedersi: ‘Ma con chi parlava? Con quella?’ e si rispondevano: ‘No, guarda, secondo me, con la vecchia con il girello. Con quella proprio non è possibile!’.
La racconto, un po’ fiera, ad un conoscente, che commenta: ‘Si, ma non lo pensava davvero. Te l’ha detto solo perchè a Parigi tutti si sentono soli’. GRAZIE! Sottotitolo mentale: sei oggettivamente quello che sei (spostati dalla luce, grazie), ma siccome quello si sentiva solo, avrebbe fatto un complimento a chiunque. Tu eri quella più vicina.
Morale: quando son tirata non mi fanno un complimento manco a morire, quando sono in jeans, maglietta o pigiama con gli orsetti, possibilmente con aspetto lurido e cencioso, divento di colpo molto attraente. Ammetterete che dà da pensare…
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