AdV : 16 aprile 2010

Andata:

Treno regionale delle 16.01 da Conegliano a Mestre. Sul treno del pomeriggio c’è un sacco di posto. Arrivo del controllore: «Buongiorno!» «Buongiorno!» Porgo il biglietto. «Potrei vedere un documento?» «Sì, certo.». Tutto a posto, quindi se ne va. Mi illudo che non credesse alla data di nascita riportata sull’abbonamento e che mi trovasse più giovane. Mi illudo infatti. Probabilmente si chiedeva cosa facesse un abbonato con la valigia. Effettivamente il binomio era curioso. Sconforto del mio amor proprio. Mi estranio dal mondo ascoltando un po’ di musica finché una voce distrae i miei pensieri. Poco prima era passato uno di quei signori (o signore, a volte) che lasciano un pezzettino di carta (mi rifiuto di usare il termine pizzino, che ormai ha sostituito quello di bigliettino, quasi fossimo tutti collusi con la Mafia), nel quale afferma di essere disoccupato (e chi non lo è, di questi tempi?), di avere tre figli in tenera età (numero perfetto) e di volere del denaro per sfamare anche la moglie (anche questa, che pretese!). Insomma, una storia triste, che non commuove nessuno dei viaggiatori del mio vagone. Me compreso. Il mio è probabilmente un caso cronico di avarizia o di pigrizia, ma mi convinco che stia mentendo e che dietro questo tipo di attività disperata ed umiliante vi sia un’organizzazione criminale. Nel qual caso il termine pizzino, a ben vedere, sarebbe appropriato. Mi dico anche che non si può chiedere a qualcuno degli spiccioli e poi sfoggiare scarpe di marca visibilmente nuove. Ecco, mi convinco che la mancanza di coerenza del questuante sia la mia vera motivazione. In realtà so che la mia è solamente indifferenza. L’uomo nel mentre si è spostato ed un signore comincia ad insultarlo ad alta voce, interrompendo uno dei miei brani preferiti. Compassione per il malcapitato. Ci sarà anche un’organizzazione criminale dietro a quest’uomo, sarà anche un finto povero, ma lasciamogli il beneficio del dubbio, no? In ogni caso, resta comunque un disgraziato che si umilia chiedendo la carità. Insomma, è già abbastanza, non aggiungiamo pena alla pena. Fastidio in realtà non ne dà. Ci ricorda solo la miseria e questo dà fastidio. I poveri non li vorremmo vedere. Purtroppo già qualcuno aveva pensato a una soluzione radicale del problema ma in seguito pare abbia peccato di zelo. Io non riproverei l’esperienza.

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